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10/10/2011 : Edguy + Kottak (Milano)

Pubblicato il 21/11/2011 da in Live report | 0 commenti


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10/10/2011 : Edguy + Kottak (Alcatraz – Milano)

Live report Edguy - Milano

L’estate è finita solo ora e con il primo freddo arrivano in Italia gli EDGUY: portano sul palco il loro ultimo lavoro, “Age Of The Joker”, che ha recato altrettanto freddo nel mio cuore. Ammazza quanto sono poetico: Petrarca mi fa una pippa. (Questo era per compensare).
Come avrete capito, l’ultimo album di Sammet e soci non mi ha per niente colpito e mi ha anzi parecchio deluso: non è un brutto album in generale, ma è assolutamente inferiore a qualsiasi altro disco della band teutonica, che ci ha abituati a ben più elevati standard.
Vorrei che teneste presente questo durante la lettura del report. Se a voi l’ultimo album è piaciuto, probabilmente potete leggere ampie parti di questo articolo in modo diametralmente opposto a quanto scriverò e continuare a vivere felici.

Con queste premesse, lunedì 10 ottobre mi reco all’Alcatraz per vedere gli Edguy dal vivo, supportati a questo giro dai KOTTAK, band assemblata da James Kottak (appunto), batterista degli Scorpions, ormai diventati amiconi di Sammet, grazie alla collaborazione durante gli ultimi Avantasia.
Questo atipico gruppo hard rock viene accolto il modo abbastanza tiepido dal pubblico, che all’inizio dello spettacolo non è ancora particolarmente folto: la maggior parte della gente probabilmente se la sta prendendo comoda riguardo l’orario di arrivo al locale, proprio perché non richiamata da un gruppo spalla sconosciuto ai più. C’è da dire che durante la mezz’ora di performance dei Kottak, l’atmosfera si scalda leggermente, fino ad arrivare ad uno sparuto gruppo di supporter che addirittura canta l’ultima canzone insieme al gruppo. Gli altri continuano a fare pubbliche relazioni e a bere birra in attesa degli Edguy.

Live report Edguy - Milano

Dopo un rapido cambio di (minimale) scenografia, rimbomba nel locale l’ormai nota voce che dà a tutti il benvenuto al “freakshow”, dopodiché Sammet e soci appaiono e attaccano con “Nobody’s Hero”, seguita a ruota da “The Arcane Guild”. Due canzoni dall’ultimo album: ci sta, ma io inizio subito a sperare in qualche pezzone dal passato e vengo esaudito grazie all’esecuzione di “Tears Of A Mandrake”, che fa sempre la sua porca figura.
Dopo questa ventata d’aria “fresca”, Sammet annuncia che, per il pezzo seguente, la band userà anche strumenti “da fighette”, come fa spesso gente come Bon Jovi e i suoi amici, ma ci tiene a ricordare che “Age Of The Joker” è “il miglior album degli ultimi venticinque anni e lo sarà per i prossimi venticinque”. Se lo dice lui. Io a questo punto inizio a chiedermi quale sia il peggiore. Comunque si procede con “Pandora’s Box” e alla fine il nostro intrepido leader giura di aver sentito qualcuno tra il pubblico che gridava “Bon Jovi!!! Bon Jovi!!!”, quindi è ora di smetterla con canzoni pop e fare un po’ di metal. Ecco che parte “Rock Of Cashel”. Mentre le mie palle rotolano a terra, inizio ad interrogarmi su quale senso abbia assunto la parola “pop” e quale la parola “metal”. Ho capito, mi interrogherò su un sacco di cose durante questo concerto.
Prima che inizi il pezzo successivo, qualcuno lancia sul palco un cappello tricolore da giullare; Sammet lo guarda un po’, valuta il da farsi e poi lo indossa dicendo al pubblico che potranno filmarlo col cappello da scemo e metterlo su youtube. A coronare questo siparietto ecco arrivare la mitica “Lavatory Love Machine”, che tutto il pubblico apprezza più che mai.

Live report Edguy - Milano

Le mie speranze di continuare su questi binari vengono ancora una volta frustrate da “Behind The Gate To Midnight World”, la quale delude particolarmente il pubblico, che non canta, attendendo la fine della canzone per poi chiedere a gran voce l’immancabile “Babylon”, che come da tradizione gli Edguy DEVONO suonare ad ogni loro passaggio nel Bel Paese. Sammet nicchia, si schernisce, dice che per questioni di sicurezza non può urlare così tanto, pena uccidere svariate persone tra il pubblico come è successo in altri Paesi (giura che a Berlino quando ha fatto un acuto sono morti tutti) e quindi non può eseguire “Babylon”, così il pubblico ottiene “solo” “Superheroes”. Meglio di niente, almeno non è l’ennesima canzone dell’ultimo album, che ormai è stato eseguito praticamente per metà.
A seguire, l’immancabile (quanto poco apprezzato dai più, diciamoci la verità) assolo di batteria, che comunque serve a dare un po’ di respiro alla band. Felix finisce la sua performance ritmando le note della sigla dell’A-Team: scelta curiosa quella di finire un assolo di questo tipo con una musica famosa, invece che iniziarlo, cosa che forse l’avrebbe reso più leggero e gradito.
La band torna sul palco e propone in rapida sequenza “Ministry Of Saints” e “Robin Hood”, prima di toccare il fondo con una stucchevole marchetta, per invitare la gente a comprare magliette e cd agli stand interni al locale. Vabbè, tanto le mie speranze di ricevere godimento da questo concerto, a parte quei pochi minuti di gioia finora concessi col contagocce, sono ormai state abbandonate quindi la cosa non mi stupisce più di tanto.

Live report Edguy - Milano

Ma si sa che, se bisogna scommettere, è sempre meglio avere fede che non averla e così vengo duramente punito, perché l’ultima mezz’ora di concerto è qualcosa di spettacolare, che solo un geniaccio malato come Sammet può tirare fuori dal cappello per salvare una serata iniziata e proseguita decisamente con piede e passo sbagliato.
Ecco infatti che Tobi se ne esce con un “ci sono band che si presentano sul palco e propongono l’ultimo album praticamente per intero e a gran parte del pubblico questo piace, ma c’è anche qualcuno che vuole sentire i vecchi pezzi e quindi è giusto accontentare anche loro…” e viene quindi annunciato “un pezzo degli Europe” che altri non sarebbe che “Vain Glory Opera”, annunciata come “The Final Vain Glory Opera Countdown”. L’Alcatraz trema sul boato del pubblico, finalmente smosso da quello che sembrava un ineluttabile torpore.
Cavalcando l’onda di entusiasmo, finalmente, in spregio alla sicurezza e al non poter fare acuti devasta-mondo, arriva la tanto richiesta e amata “Babylon”, con tanto di sorpresa, perché a metà ritornello Sammet inizia a cantare “Eagle Fly Free”. Il pubblico è in visibilio e urla e applausi aumentano ulteriormente quando, prima dell’acuto finale, Tobi si ferma, scherza un po’ col pubblico e poi, all’improvviso, attacca “Hallowed Be Thy Name” degli Iron Maiden, spiazzando anche il resto della band che ci mette qualche secondo ad organizzarsi e a fornirgli il giusto supporto musicale. A metà canzone Sammet, ormai lanciato del tutto, cambia ancora e inizia la carica di “The Trooper”. Il pubblico non capisce più niente perso nell’estasi e nel boato ed è a questo punto che il frontman tedesco giustizia tutti con l’acuto finale di “Babylon”. Io sono ormai in un iperuranio orgasmico.

Live report Edguy - Milano

Ne vengo strappato solo dalla fine della musica e dalla più strana richiesta mai sentita ad un concerto: Sammet, prima dell’ultimo pezzo della serata guarda il pubblico. Il pubblico lo guarda. E lui dice “Silenzio. Vi chiedo un attimo di silenzio ora. Veramente, nessuno parli. Ok. Vi prego, ho un favore da chiedervi. Per una sola volta nella vita, vi chiedo una cosa. Inginocchiatevi. Tutti. Fatelo per me.” TUTTO il pubblico dell’Alcatraz, tra l’incredulo e il divertito si inginocchia. Sammet guarda il pubblico. Il pubblico guarda Sammet. E lui dice “Sono il Gesù del metal tedesco!!!!!”. Il pubblico intero ride e applaude. E’ il trionfo e quando tutti si rialzano Sammet dà la stoccata finale con “Grazie, Gesù vi ama!”.
Il tutto si conclude tra le note di “King Of Fools”, che ben fa da cornice a questo folle momento.

Live report Edguy - Milano

Gli Edguy si inchinano e salutano, le luci si accendono e il pubblico si dirige verso l’uscita. Io non so cosa pensare: ancora una volta sono soddisfatto da un concerto degli Edguy, sebbene per tre quarti della serata io abbia pensato che questa volta la delusione sarebbe stata immensa. La forza di Sammet è proprio quella di essere il miglior frontman attualmente sulla scena: un trascinatore senza rivali, che con le giuste trovate al momento giusto può veramente fare quello che vuole. Parimenti, la band nella sua interezza si dimostra sempre la miglior “party band” sul mercato.
Ora non ci resta che attendere fiduciosi per il prossimo album o il prossimo concerto. La prossima volta non dubiterò nemmeno per un secondo di Gesù.

Live report Edguy - Milano
I due redattori colpevoli di questo live report

PS: Un ringraziamento speciale va ovviamente al mio compare Mr. Triton e al suo indispensabile ruolo di supporter nonché disturbatore nonché compagno di birra nonché notturno nocchiero.

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