Avenue X

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Intervista Avenue X, Marky Ramone, Marzio Dal Monte, Dionna Dal Monte, Paolo Isetti

Un mini cd all’attivo con Marky Ramone e un album già in lavorazione: questo il biglietto da visita degli Avenue X. Dionna, Marzio e Paolo hanno accettato un’intervista “incrociata” in cui ci svelano tutti i retroscena della loro nascita, le anticipazioni sull’album, e qualche curiosità.

Com’è nato il progetto Avenue X?

Paolo: Oddio…. non sono la persona indicata a spiegarlo, e a dire il vero ancora non ci ho capito molto, tranne che è tutta una storia maledettamente rock’n’roll!

Marzio: è nato dalla collaborazione tra me e colei che di lì a poco sarebbe diventata mia moglie: Dionna. D è una ragazza di 18 anni molto talentuosa: attrice dall’età di 9 mesi (è la più giovane attrice mai registrata sullo Screen Actors Guild, ndr), quando l’ho conosciuta aveva già all’attivo diversi film e serie televisive (i SOPRANOS, Summer of Sam – basato tra l’altro sulle avventure del padre, l’attore e sceneggiatore Victor Colicchio – e soprattutto High Times Potluck), e diverse collaborazioni con il mondo della musica, in particolare l’ultima con l’amico e collega Brad Roberts, cantante dei Crash Test Dummies.

Dionna: suono da quando avevo 2 anni. Ho imparato a cantare ancora prima di iniziare a parlare, in effetti ho fatto solo questo nella vita. Scrivo canzoni da quando avevo 4 anni, sembra che la musica mi abbia sempre aiutato ad esprimermi. La mia infanzia è stata molto particolare, sono cresciuta tra i set cinematografici dove mio padre recitava o scriveva script per Spike Lee, era tutto molto pazzo e veloce, non si può dire che io abbia avuto un’infanzia ordinaria. Non sono neanche andata a scuola! Ma questo se da un lato è stato difficile, dall’altro mi ha aiutato molto nella mia carriera musicale. A 6 anni già componevo musica e suonavo il piano e la chitarra, ed a soli 13 anni ho avuto la fortuna di partecipare allo show rockin’ America, che mi ha dato la possibilità di andare in tour per la prima volta. Risale a quel periodo uno dei singoli che chiuderanno il nostro primo album: “4:20 24 7”.

Marzio: quando abbiamo iniziato a provare andavamo allo studio di Dionna tra Times Square e l’ottava Avenue, a Manhattan, poi nel momento in cui è subentrato Marky abbiamo iniziato ad integrare le nostre sessioni di studio con delle prove a casa di un comune amico di Marky e bravissimo bluesman: Meyer Mossabi, che vive a Coney Island. Dal nome della stazione dei treni in cui io e Dionna scendevamo per andare a fare le prove, prende il nome della band: Avenue X non è altro che una strada di Coney, ma per noi significa tante cose…

Come siete entrati in contatto con Marky?

Paolo: Ho avuto l’occasione, assieme a Raffaele (il mio socio), di organizzare una data dei Marky Ramones Blitzkrieg nel Luglio 2011, a Fimon vicino Vicenza. In questa occasione ho conosciuto Marzio che al tempo lavorava e accompagnava la band sia nelle date italiane sia nel tour europeo. Da cosa nasce cosa, siamo passati a collaborare per il tour italiano di Marky e tra una cosa e l’altra dopo aver conosciuto pure D mi hanno domandato: ti va di suonare con noi qualche live in Italia? La mia risposta ovviamente è stata: perché no…certo! Mi avevano fatto ascoltare i pezzi registrati a NEW YORK CITY e da subito avevo sentito il talento di D e la qualità dei pezzi.

Marzio: Lavoravo per Marky Ramone da oltre un anno quando ho conosciuto D, mia futura moglie. Mi ero da poco trasferito a New York City e tutto è stato molto spontaneo. Ho chiesto a Marky se gli andava di suonare un pezzo nel nostro primo minicd, all’epoca avevamo un altro batterista, e l’abbiamo invitato nel nostro studio di Brooklyn. Qui Marky ha sentito le canzoni di D che sarebbero state incise nel mini presso lo studio della Converse a Brooklyn: il Rubber Track Studio, gli sono piaciute e ci ha seguito e registrato le parti di batteria.

Dionna: lavorare in studio con Marky è stato molto interessante. Avevo già all’attivo numerose collaborazioni musicali, ma suonare con Marky Ramone è stata una bella esperienza. Ovviamente ho dovuto rivisitare i miei brani in maniera più punk rock rispetto a come ero abituata, io vengo più dal blues, ma è stato molto bello. L’influenza di Marky nel minicd si sente, ci ha seguito anche nella masterizzazione ai Red Studio di Harlem, ed ha dato ai brani una connotazione più punk old style. Il nostro primo album sarà un po’ diverso…

Intervista Avenue X, Marky Ramone, Marzio Dal Monte, Dionna Dal Monte, Paolo Isetti

Marky è stato poi sostituito da Paolo. Come mai tra tutti i batteristi validi che ci sono in giro, proprio lui?

Paolo: Bella domanda…penso semplicemente che una buona collaborazione degli eventi organizzati assieme, il fatto di conoscersi in certe situazioni abbia fatto nascere quella serie di coincidenze che han fatto sì che cominciasse quest’avventura. Abbiamo provato a suonare e tutto è filato liscio e regolare, il risultato è piaciuto e piace a tutti, quindi, più di così. Le canzoni di D sono davvero belle e partendo dalla base acustica riesco a capirle e a lavorarle al meglio, riuscendo a dare a D quello che si aspetta e quello che vuole.

Dionna: Paolo è uno dei batteristi migliori che ci siano in circolazione. Tiene bene il tempo e riesce a capire la struttura dei miei brani, non sempre semplice, in maniera spontanea. Gli abbiamo chiesto se gli andava di suonare un paio di live con me e Marzio in Italia, ci siamo trovati bene ed abbiamo deciso di portarlo in studio a New York e reclutarlo per il nostro album d’esordio, che uscirà in Italia per Audioglobe il 15 maggio.

Marzio: Paolo è un amico con cui già avevamo collaborato in passato per promozione di eventi e roba così, a dire il vero anche qui è nato tutto per caso. Paolo fa il suo lavoro senza parlare tanto, e di questi tempi è una delle cose che apprezzo di più.

Ho sentito un vostro pezzo in streaming, fate un bel punk grezzo vecchia scuola, pensate che questo genere possa tornare ancora in voga?

Paolo: A mio avviso il bel punk grezzo vecchia scuola non ha bisogno di tornare in voga, lo si vede dal fatto che questo tipo di musica affascina ancora le più variegate generazioni. I pezzi che hanno registrato a NYC con Marky hanno un bel suono punk, e il suo suono si sente distante 1 km, però i pezzi di D non sono punk, o almeno non tutti. Il suo talento è far pezzi r’n’r, blues, rock, punk…e il tutto deriva da pezzi creati in acustico che permettono di avere e tenere la melodia del pezzo, questa cosa fondamentale per aver canzoni dirette, potenti, melodiche/malinconiche allo stesso tempo…e tutte dopo averle ascoltate, anche la prima volta, ti lasciano qualcosa nella mente, rimane la melodia, i ritornelli… i pezzi li canti da subito dopo il primo ascolto.

Dionna: i pezzi che hai sentito fanno parte del minicd d’esordio con alla batteria Marky Ramone, quindi hanno subìto la sua influenza e sono stati rivisitati in chiave punk. Ma Marky non è mai stato il mio batterista: si è prestato come special guest nel cd d’esordio che abbiamo inciso per Converse. Il mio genere è più vario e difficilmente etichettabile. Faccio del rock’n’roll, non del punk. E mi sento più vicina alla scena rock’n’roll che a quella punk. Le mie radici affondano negli anni ’50 e ’60. Scrivo i miei pezzi e compongo, la mia musica subisce quindi le influenze dei miei stati d’animo del momento.

Marzio: D è una compositrice a 360 gradi, non è etichettabile. Nell’album d’esordio ci saranno un paio di pezzi un po’ più punk, come “U Gotta Go”, ma molti saranno semplicemente good fuckin rock’n’roll!!!

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Avete già registrato un mini cd (uscito il 30 gennaio), a quando un album completo? E cosa dobbiamo aspettarci, sia musicalmente che per i testi?

Paolo: Abbiamo già iniziato la preproduzione dell’album che uscirà il 15 di maggio per Audioglobe, presso i nuovi studios della nostra label italiana: Black Fading. Sarà un album molto differente dal minicd, sicuramente più curato e maturo, D ora può curare nel miglior dei modi i suoi brani, li può eseguire e lavorare al meglio secondo le sue influenze. Ci saranno dei bei pezzi punk, ma anche del buon r’n’r e dei fantastici pezzi rock blues; dei brani cattivi, arrabbiati ed altri in cui la voce super melodica di D farà molto se non tutto. Niente di scontato e nulla che non si possa amalgamare, anzi sono sicuro che il lavoro riuscirà davvero bene… sarà vario e innovativo!

Dionna: Ci sposteremo a brevissimo a New York City dove continueremo a lavorare negli studio Converse. L’album sarà pronto per il 30 aprile, data in cui torneremo in Italia per il tour che ha già 15 date. Adoro l’Italia! è sicuramente un album completo e più maturo rispetto al cd. Ci sono un paio di brani più tendenti al punk, tra cui “You Are Nothing” che ho appena composto, ed alcuni più personali, difficilmente etichettabili. Alcuni saranno semplicemente rock’n’roll, come “4:20 24 7”, che si riferisce… Beh, lo capirete! Altri avranno una maggiore intensità emotiva. Tutti rispecchiano a livello di testi quello che è il mio vissuto.. Pur avendo solo 18 anni sono nata e cresciuta a Manhattan, spesso è stata dura, ed i miei brani riflettono le emozioni che ho provato in diverse fasi della mia vita.

C’è un gruppo con cui desiderate suonare in particolare?

Paolo: No direi di no. Intanto pensiamo a suonare e a lavorare sodo. Per quanto riguarda suonare con altre band, una volta che sei in sintonia con loro si riescono a fare dei gran bei concerti e a passare delle giornate memorabili. Certo che un tour con il buon Lemmy non sarebbe male!

Marzio: nessuno in particolare. C’è Dionna, che musicalmente è la numero uno… Sicuramente avremo altre collaborazioni, alcune delle quali le stiamo chiudendo in questo periodo. Per il resto, la maggior parte di quelli con cui vorrei suonare sono.. Beh..

Dionna: Sono tutti morti!!! (risate)

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Puntate più a conquistare il pubblico europeo o quello americano?

Paolo: Direi nessuno dei due. Il sound è ottimo i pezzi pure, son convinto che dove sarà ascoltato sarà apprezzato, che sia Italia, Usa o altro. Intanto lavoriamo sodo per portarlo a termine poi vedremo il da farsi, le basi sono buone per poterlo far girare in più punti dell’emisfero.

Dionna: non puntiamo a conquistare nessun pubblico, punto solo a poter continuare a fare quello che mi piace fare: scrivere musica e suonare. Negli Stati Uniti abbiamo tutta una struttura che si occupa di noi, e siamo molto legati alla scena cinematografica: Spike Lee, Denzel Washington… Mio padre sta appena terminando il suo ultimo script, un’animazione in cui presto la mia voce alla protagonista, e saremo presto ad Hollywood per le registrazioni. In USA abbiamo anche molte collaborazioni attive con la scena musicale e brand come Converse che ci supportano. In Europa abbiamo trovato altre interessanti connessioni, anzitutto la label italiana Black Fading e Audioglobe, ed il tour promozionale dell’album inizierà il 30 aprile proprio in Italia, e toccherà tutta Europa. Continueremo per un po’ a fare la spola tra USA ed Europa, il pubblico è diverso ma alla fine la musica è la musica…

Marzio: in USA abbiamo molte connessioni che stiamo utilizzando, e molti che ci supportano. Anche in Italia però ho trovato molto interesse, ultimamente mi sembra ci sia quasi un risveglio intorno all’ambiente rock. Quello che dispiace è che molte band nostrane valide, non riescano a vivere di musica. Anche in Italia abbiamo numerosissime band ultra valide, primi tra tutti gli Andead dell’amico Andrea Rock, a mio avviso come ho sempre detto una delle band più interessanti del nostro paese.

Dionna: anche il gruppo rockabilly che ci ha fatto sentire Ringo non è male. I Dragons, davvero bravi.

Vi sentite più una band di newyorkese, o italiana?

Paolo: booooooh!

Newyorchese (da parte di entrambi).

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Per concludere, una serie di domande personali:

Paolo:
Sei fermo da po’, ti ricordi ancora come si suona?

Ehm…..sì dai alla fine è come andar in bicicletta! Bisogna rifare i calli, prender un po’ di fiato e poi si va. Cosa fondamentale è che ci sia la voglia di suonare e che piaccia quello che fai, una volta che ti siedi sullo sgabello con davanti lo strumento il resto vien da sè e in modo più che spontaneo nonostante qualche anno di ruggine da levare! La cosa bella di questa band, e delle canzoni di D è che ha varie influenze, da me poco suonate e sperimentate, ma non mi spaventa assolutamente anzi è una marcia in più perché mi ha fatto e sta facendo provare e imparare nuove ritmiche, nuovi suoni in quanto voglio e devo riuscire a far la mia parte tenendo in primo piano le canzoni originali. Tutto questo aiuta a mettersi quotidianamente in sala a studiare e a provare. Già da tempo avrei voluto una band con cui ricominciare a suonare, ovviamente più cerchi una cosa meno arriva, ma soprattutto non mi andava di mettermi a cercar gente per provare, vedere se si riusciva a far qualcosa. In verità aspettavo l’occasione giusta per riprendere in mano le bacchette, ed è arrivata quindi massimo impegno e avanti tutta!

Come ci si sente ad aver ereditato il “ruolo” di una leggenda come Marky?

Beh, sicuramente è una gran soddisfazione e un grande onore! Chi l’avrebbe mai detto… Sicuramente è un bell’impegno, ma sinceramente non mi pesa. Marky ha registrato il mini cd e ha dato il suo suono e i suoi input, ora tocca a me. Le canzoni sono nuove, i suoni e le melodie pure.. in fondo non devo fare il cover drummer di Marky, ho la possibilità di prendere da zero dei pezzi già impostati da D, quindi ho un bel margine e tanta libertà di lavoro. Cosa molto differente sarebbe stato suonare pezzi fatti e suonati da Marky, essendo due batteristi molto differenti ed avendo lui il suo suono, il suo groove storico sarebbe stata tutta un’altra storia. Il fatto di suonare ora al suo posto fa sì che il mio impegno sia ancora superiore..

C’è un batterista a cui ti ispiri in particolare?

No, mai ispirato a nessun batterista, ho ascoltato e ascolto di tutto, ho sempre e semplicemente miscelato ciò che studio e ho studiato e ciò che ascolto e ho ascoltato. Niente di più, il tutto lo si crea davanti alla batteria, a seconda dei pezzi e del risultato che si vuol ottenere.

Nell’ultimo periodo hai fatto anche da promoter nel Nord Est d’Italia. Com’è stata quest’esperienza? Difficoltà? Soddisfazioni?

E’ un bel po’ di tempo che mi diletto a organizzare qua e là eventi vari, l’esperienza è stata più che buona e di certo non facile, la passione per la musica è da sempre a 360 gradi, dal suonare, ascoltare e organizzare…e molte volte lo si fa tutto in pacchetto. Le difficoltà, soprattutto negli ultimi 2 anni sono state parecchie, la gente si muove molto di meno, non spende a causa di questa situazione economica che definirei tragicomica, ma sono convinto anche del fatto che lo spirito r’n’r in molti casi sia floscio e solo d’immagine. Ho sempre fatto e faccio un tonnellata di km per andar di qua e di là, con i suoi costi e soprattutto i sacrifici per riuscire a farli, ma la passione te lo fa fare anche in tempi di crisi. Le difficoltà sono molteplici sia monetarie che di organizzazione sia per quanto riguarda le location che le band che in molti casi hanno costi astronomici a causa dei mille rincari e passaggi che fanno prima di arrivarti in mano. Le soddisfazioni non mancano anzi, ho avuto l’onore di conoscere molti musicisti, molte situazioni e molte persone del settore che son diventate dei veri e propri amici, persone in gamba che ci credono, che meritano e che mettono il cuore in quel che fanno! Per concludere queste piccole /grandi soddisfazioni sono quelle che ti fanno andare avanti nonostante tutti i problemi che si presentano davanti.

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Marzio:
Skypunker, parto chiedendoti le tue passate esperienze musicali. Hai già militato in altri gruppi? Un musicista a cui ti ispiri? Gruppo preferito?

Vengo dall’Accademia di Musica Jazz di Cesena e dall’Istituto Musicale Corelli. Sono tanti anni che suono, ma non avrei mai pensato di poter vivere di musica e soprattutto di poter vivere un’esperienza così coinvolgente. E’ sempre stato un po’ un hobby per me, ora è un lavoro. Vado in studio, attacco il jack e faccio il mio lavoro. Giro il mondo e mi diverto, that’s it. Non sono un virtuoso ma so tenere bene una ritmica, e questo mi basta. Le mie radici musicali sono tutte negli anni ’50: Johnny Cash, Elvis Presley, Buddy Holly. Mi piace suonare il contrabbasso, e spero di riuscire a rispolverarlo molto presto.

Chi è la mente del gruppo, tu o tua moglie? Chi scrive i testi e da dove nascono?

Mia moglie ovviamente. La band è lei. Lei scrive le canzoni, lo fa da quando era bambina. I suoi testi nascono da quello che vede e che prova… Lo rielabora e lo butta in musica. E’ quasi un modo che ha per esorcizzare le sue situazioni, a 18 anni ha vissuto esperienze molto più intense della maggior parte dei suoi coetanei, ed il risultato si vede dai testi. “Never Trust A Junkie” parla della dipendenza da eroina, “Crazy” parla di situazioni al limite della sanità mentale,” U Gotta G” parla di un omicidio. Il singolo d’esordio “I Want You” parla di una donna lupo mannaro che si innamora di un ragazzo ma è consapevole che l’unico modo che ha per consumare la sua storia d’amore è trasformare in lupo mannaro anche il suo ragazzo, quindi parla della sua frustrazione di fronte a questo rapporto impossibile. E’ incredibile come D assorba tutte le situazioni che le stanno intorno e riesca a trasformarle in buona musica. Io suono il basso, e creo le connessioni. Procuro a mia moglie un pubblico che ascolti quello che ha da dire. Il nostro rapporto così si completa, e va bene così.

Ti ho conosciuto tramite il web vedendo le tue acrobazie nei cieli. Com’è nata questa cosa? Tu una mattina ti sei svegliato e hai detto “oggi mi lancio da un aereo”? E’ così che hai conquistato Dionna?

Marzio: ahahahah no, non ho conquistato D così… Anzi direi che è stata lei a conquistare me! In realtà i lanci continuo a farli, ne ho anche in programma di particolarmente interessanti per il prossimo futuro, uno dei quali proprio a New York. La mia passione per i lanci va di pari passo con la progressione della mia follia, c’è una parte di me che ha bisogno di un certo tipo di emozioni, e questo mi fa sentire vivo. Vengo poi da una famiglia di paracadutisti, quindi quello che per molti è fuori dal comune, per me è sempre stato normale. Un po’ come per D il mondo del cinema. Poi una mattina mi sono svegliato e ho detto “oggi mi lancio da un aereo”. E’ questo il bello della vita. Non smettere mai di stupirsi!

L’intervista è finita, avete un messaggio per i vostri fan? Insulti per il sottoscritto? Una barzelletta da raccontare? Insomma, qualcosa da dire?

Paolo: Sì sì una barzelletta io ce l’ho: la sai che suono negli Avenue X al posto di Marky Ramone?…ehm ok…
Saluto tutti ma proprio tutti! Soprattutto a chi tanto simpatico non sto.

Dionna: L’unico messaggio e consiglio che voglio dare è: just do it! Niente è impossibile se ci si impegna a fondo.

Marzio: Anche andare a NEW YORK, incidere un cd con una rockstar, sposarsi…

Dionna: Spero di vedervi tutti ai nostri show, inizieremo il tour italiano il 30 aprile e saremo in Penisola per un mese con oltre 15 date… L’Italia mi ha accolto a braccia aperte, è un paese con una cultura molto più sofisticata rispetto alle abitudini americane, sono rimasta affascinata dalla storia millenaria di questa nazione e dai suoi abitanti. Spero di poter regalare al Paese che mi ha in parte “adottata” i miei migliori show.

VIDEO PROMO: http://www.youtube.com/watch?v=hIK6iQ6tiRQ&feature=youtube_gdata_player

Sito ufficiale: www.avenue-x.net
Facebook band: http://www.facebook.com/pages/Avenue-X/263050057083520?ref=ts
Sito Marzio: www.skypunker.com
Sito Dionna: www.dionnelennon.com
Marzio and Dionna Dal Monte appears under the courtesy of Black Fading – www.blackfading.com

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