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Eluveitie – Helvetios (2012)

Pubblicato il 14/02/2012 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Helvetios
Autore: Eluveitie
Genere: Folk Metal
Anno: 2012
Voto: 8

Visualizzazioni post:285

E così, dopo aver lasciato tutti i fan in una trepidante attesa durata due anni, gli Eluveitie sono tornati. Stavolta, però, hanno deciso di fare le cose in grande. Ben diciassette brani, riuniti in quello che possiamo tranquillamente chiamare un “concept album” sulle guerre galliche intraprese dai Romani tra il 50 e il 58 a.C., ovviamente raccontate dal punto di vista degli Elvezi, che danno il titolo al lavoro (“Helvetios”).
Naturalmente bisogna andarci cauti prima di gioire alla vista di un tal numero di tracce, in quanto, piuttosto spesso, quando sono così tante significa molto probabilmente che alcune sono solo parlate oppure sono piccoli intermezzi musicali, come, in questo caso, “Prologue, “Hope”, “Tullianum” ed “Epilogue”. Però, se ci pensiamo, sono ben poche rispetto al numero totale di pezzi contenuti nell’album e la cosa più sorprendente è che sono perfettamente inserite tra gli altri brani, perchè servono per lo sviluppo di quello che, invece di “album”, possiamo chiamare un lungo racconto. Tali tracce, lungi dall’essere superflue, aiutano l’ascoltatore nella comprensione di quello che la band vuole esprimere in questo grande lavoro.
I brani già noti, perchè pubblicati in anteprima su internet dalla band, sono “Meet The Enemy” e “A Rose For Epona”. Di questi, il primo riesce a trasmettere all’ascoltatore quella rabbia e quell’odio che gli Elvezi hanno probabilmente provato nell’affrontare i nemici, quindi si può parlare di un buon tentativo di brano aggressivo, mentre sul secondo c’è da fare un discorso molto più complesso. Al primo ascolto, infatti, “A Rose For Epona” si rivela nient’altro che una delusione totale. Tralasciando il fatto che l’intro è uguale a quello di “Metropolice” dei giapponesi Blood Stain Child (alcuni difendono senza esitazione gli Eluveitie dicendo che si tratta di una melodia tradizionale, ma pare non sia vero), la canzone appare banale e in stile pop commerciale: poco metal, pochi elementi folk, tutta cantata (a parte una piccolissima parte) da Anna Murphy, in modo assai diverso da come cantava, per esempio, “Omnos”. Peccato che, sforzandosi di ascoltarlo un’altra volta, la percezione del brano si capovolga completamente. Ascoltandolo attentamente e, sopratutto, facendo particolare attenzione al testo e a come esso viene reso da Anna, si rimane ipnotizzati dall’abilità dimostrata dalla band nel rendere con la musica l’immensa disperazione che può provare una donna straziata dalla guerra, le cui speranze sono state fatte a pezzi. La gente (me inclusa), quindi, deve imparare ad ascoltare anche i testi prima di giudicare una canzone. Di certo un brano del genere non avrebbe potuto essere cantato da Chrigel! Anna non è una cantante eccezionale, ma almeno ci mette passione.
“Helvetios”, che dà il titolo all’album, presenta l’inconfondibile stile degli Eluveitie, però rinnovato: è dominata dal growl di Chrigel e da strumenti tradizionali (la presenza di Patrick Kistler si rivela naturalmente essenziale per la band), ma arricchita da cori e dalla voce di Anna che fa capolino prima di ogni coinvolgente ritornello.
Anche “Luxtos” ricorda lo stile di “Helvetios”, ma possiamo dire che sia riuscita molto meglio e, anzi, che si tratti di uno dei migliori brani dell’album. Gli strumenti folk (tra i quali i flauti suonano una parte piacevolmente orecchiabile), infatti, spiccano al di sopra di tutto il resto e, grazie anche ai cori in antica lingua gallica (un po’ buffi, se vogliamo) che emergono nei ritornelli, il brano si dimostra un perfetto esempio di composizione folk metal.
Man mano che si prosegue con l’ascolto, l’album viene impreziosito da brani come “Scorched Earth”, il quale consiste in un canto malinconico non accompagnato da strumenti se non da un flauto in alcuni momenti di silenzio, il tutto sostenuto da un quasi impercettibile sottofondo di archi. La voce fa quasi pensare a un antico druido solitario che esterna i propri pensieri alla natura che lo circonda. Ovviamente, tutto il brano è cantato nella lingua antica tanto cara alla band.
Un pezzo molto piacevole da ascoltare, anche se non ha nulla di tanto particolare, è “Neverland”, grazie alle strofe aggressive ben rese dal Chrigel e i ritornelli arricchiti dai cori femminili realizzati da Anna.
Dello stesso stile (per chi preferisce i brani più orecchiabili) troviamo anche “Alesia”, che viene introdotta da una parte molto lenta e delicata cantata da Anna, la quale ritorna anche nel ritornello, cantando insieme a Chrigel.
Infine, una particolare attenzione va prestata ad “Havoc” (di cui è uscito da poco anche un videoclip) che, con quei virtuosismi di violino (non dobbiamo dimenticarci dell’altra talentuosa donna del gruppo, Meri!), ricorda molto la musica irlandese. Questo strumento, unito agli onnipresenti flauti e all’aggressivo growl di Chrigel, sommato all’assenza della voce di Anna (che credo la band stia utilizzando un po’ troppo, ultimamente), ci portano a quel puro folk metal che ricorda gli inizi di carriera del gruppo svizzero. Insomma, in questo lavoro ce n’è per tutti: brani per chi preferiva la band degli inizi e per chi apprezza, invece, le nuove influenze.

Tracklist:
1. Prologue
2. Helvetios
3. Luxtos
4. Home
5. Santonian Shores
6. Scorched Earth
7. Meet The Enemy
8. Neverland
9. A Rose For Epona
10. Havoc
11. The Uprising
12. Hope
13. The Siege
14. Alesia
15. Tullianum
16. Uxellodunon
17. Epilogue

Lineup:
Chrigel Glanzmann – Vocals, Mandola & Mandolin, Tin & Low Whistles, Bagpipes, Bodhràn
Merlin Sutter – Drums
Anna Murphy – Hurdygurdy, Vocals, Flute
Meri Tadic – Fiddle, Vocals
Ivo Henzi – Guitars
Simeon Koch – Guitars
Kay Brem – Bass
Patrick Kistler – Tin & Low Whistles, Bagpipe

Sito ufficiale: eluveitie.ch
Myspace: www.myspace.com/eluveitie
Etichetta Nuclear Blast Records – www.nuclearblast.de

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