Folkstone (Lore)

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Intervista Folkstone - Il Confine - Lore

Tornano sulle nostre pagine i Folkstone, fieri portabandiera del medieval rock, del folk metal o “di quello che volete voi”, come direbbe il buon Lore, da noi torchiato in questa intervista. Tutto quello che volete sapere su “Il Confine”, sul tour e su tante altre cose che riguardano la folta band bergamasca lo trovate nelle prossime risposte!

Ciao ragazzi, innanzitutto ben ritrovati sulla nostra webzine! Siete qui per la promozione del vostro nuovo album “Il Confine”. Qual è il confine a cui fate riferimento?

Ciao a voi! Parliamo di un “confine” come di un qualcosa da superare, un traguardo da raggiungere. In questo album abbiamo rischiato molto dal punto di vista stilistico e per noi superare questo confine artistico è una cosa molto importante!

In un’altra intervista ho letto che si parla addirittura di “confine” lasciando trapelare che i Folkstone cominciano a pensare di lasciar perdere il lavoro per vivere di musica, sbaglio?

Ci piacerebbe, certo, ma parliamoci chiaro: non è possibile. E non perchè siamo in Italia, ma perchè sarebbe davvero dura per chiunque. Ci vogliono i numeri e siamo sinceri, noi non li abbiamo. Dobbiamo andare avanti con i nostri obiettivi, superare appunto certi confini ma anche rimanere ancorati alla realtà!

Siete stati i promotori di un’interessante iniziativa che ha visto coinvolti i vostri fans, che hanno avuto la possibilità di finanziarvi comprando l’album in anticipo. Come mai questa decisione e come è stata accolta?

La decisione è stata presa in seguito ad un fatto molto semplice: per vari motivi abbiamo deciso di non volere un’etichetta. Ci siamo detti che avremmo fatto tutto da soli, ma naturalmente ci servivano i soldi per le registrazioni, lo studio, le stampe e tutto il resto. Allora ci siamo detti “buttiamola lì e sentiamo cosa ne pensano i nostri fan, in fin dei conti il nostro lavoro è fatto per loro!”. Detto fatto, i nostri ragazzi sono stati straordinari, non mi stancherò mai di ringraziarli, mi raccomando scrivilo! Il successo è andato davvero oltre le aspettative, perchè avevamo pensato di mettere tutti i loro nomi dietro alla maglietta distribuita in copia speciale con il cd, ma ci hanno finanziato in 400 e una maglietta non è bastata, abbiamo dovuto farne due perchè tutti i nomi non ci sono stati! Anche dopo l’uscita dell’album ci hanno scritto in tanti e i riscontri sono stati veramente positivi!

Intervista Folkstone - Il Confine - Lore

Una delle vostre canzoni è dedicata alla storia di Simone Pianetti, che personalmente non conoscevo ma è davvero interessante. Come mai questa scelta?

Erano due o tre anni che volevamo dedicare una canzone a Pianetti. Un giorno in sala prove siamo partiti con l’arrangiamento e ho detto “Fermi tutti! E’ il suo pezzo!”. Pianetti è un personaggio contrastante che ha segnato la storia della Val Brembana, che è un posto che anche al giorno d’oggi è chiuso non solo fisicamente, ma anche come mentalità della gente che ci abita. E se sono chiusi oggi figurati come erano negli anni ’20! Comportarsi in quel modo, con idee così avanzate negli anni ’20 era una pura follia, la figura di Pianetti in quel contesto è quella di chi non abbassa la testa, di chi va avanti per la sua strada anche se quella strada conduce alla rovina. Io non giustifico quello che ha fatto, sia ben chiaro, ma mi limito a far conoscere la sua storia perchè fa parte delle nostre terre. Oltretutto la storia stessa di Simone Pianetti ha diverse chiavi di lettura, da quella della Chiesa a quella dei racconti popolari e puoi trovare diversi libri sull’argomento!

Nel nuovo album c’è un brano in bergamasco (correggetemi se sbaglio, io sono bolognese e non lo conosco!), dal titolo “Luna”. Come mai questa idea? Si tratta di una derivazione da una canzone tradizionale o è tutta opera vostra?

E’ bergamasco, lo confermo! Il testo non è opera nostra, come saprai collaboriamo da tempo con il coro delle Due Valli, il loro maestro scrisse il testo, io lo lessi e ne fui molto colpito. Gli chiesi di poterla mettere in musica, in maniera simile a quello che loro avevano fatto per noi con “Rocce Nere”. Così il loro testo si è fuso con la nostra musica e ne è venuta fuori una canzone d’amore che riteniamo non sia affatto banale!

Come mai avete scelto di coverizzare un brano dei Nomadi? Pensate di proporla anche dal vivo?

“C’è Un Re” l’abbiamo suonata per quasi tutte le date della scorsa tournèe ed è piaciuta molto, a questo punto abbiamo pensato anche di inciderla su disco, ahah! La canzone mi è sempre piaciuta, mi è sempre sembrata calzare a pennello per noi, il testo poi è un evergreen ed è tristemente attuale anche al giorno d’oggi.

Al momento dell’intervista siete già partiti con il tour, con la data numero uno a Trezzo D’Adda, in un posto che ormai è casa vostra. Come è andata e come sono stati accolti i nuovi pezzi?

La data di Trezzo è andata oltre ogni aspettativa, pensa che abbiamo avuto 1.100 paganti, non ce li aspettavamo proprio! E’ stata una serata bellissima e anche i nuovi brani sono stati accolti alla grande. Tra Trezzo e Verona le prime due date sono state spettacolari, con oltre 2.000 persone a vederci. E’ chiaro che non sarà sempre così, ma intanto ci godiamo il momento, è stato davvero impressionante e bellissimo. Queste due date sono state davvero sopra le righe.

Intervista Folkstone - Il Confine - Lore

Come saranno strutturate le scalette dal vivo dopo questo album?

Proporremo quasi in toto il nuovo album, più i pezzi più rappresentativi degli album precedenti. A noi piace suonare, a volte abbiamo fatto anche 26 pezzi e suonato per oltre due ore, non ci tiriamo certo indietro! Suonare i nuovi brani poi è divertentissimo anche se nei nostri live puoi star certo che non mancheranno mai “Anime Dannate” o “Con Passo Pesante”!

Continuerete a fare show acustici o per il momento, vista l’uscita dell’album, ci sarà spazio solo per gli elettrici?

Continueremo anche con gli acustici, la nostra tournèe si chiuderà a Bologna, al Blogos di Casalecchio, il prossimo 12 maggio ma non finiremo certo di suonare live, perchè poi partiranno le date estive con i festival, sia in elettrico che in acustico. Pensa che al momento abbiamo già fissato una trentina di date solo per l’estate!

Lo scorso anno siete usciti anche con l’album “Sgangogatt”, anch’esso senza etichetta. Ce ne vuoi parlare?

“Sgangogatt” una raccolta dei nostri set acustici, era già da parecchi anni che volevamo farla e lo scorso anno abbiamo avuto la possibilità di farla, ci siamo rinchiusi nella nostra cantina dove proviamo e siamo finalmente riusciti a realizzarla! Devi sapere che alle varie feste medievali arrivava sempre la vecchietta che dopo averci visto suonare ci diceva “che bella la cornamusa, mi date il vostro disco?” e noi per forza di cose gli davamo “Damnati Ad Metalla”! Poi non so le orecchie della vecchietta come saranno diventate dopo i primi secondi di ascolto, ahah! Ora non ci dovrebbero più essere problemi!

Vorrei che spendeste qualche parola sul Fosch Fest che vi vede sempre protagonisti e promotori. Ormai l’evento, in pochissimi anni, sembra davvero una delle colonne portanti dei festival in Italia. Che ne pensate?

Siamo veramente soddisfatti di come si sta evolvendo il Fosch Fest! Pensa che è nato tutto per gioco da una mia idea. Suonavamo ad una festa della birra e il ragazzo che la organizzava, che ora è uno degli organizzatori del Fosch Fest, ci diceva che le date con noi andavano sempre bene, mentre quelle con le cover band erano al di sotto delle aspettative. Io per scherzo gli dissi di lasciarmi organizzare un paio di giornate della festa, da cosa nasce cosa e guarda dove siamo arrivati, ahah!
Quest’anno ci saranno i Moonsorrow, gli Arkona, i Trollfest, i Negura Bunget e ti dirò che, nel tentativo di chiamare sempre i gruppi più validi in circolazione diventa ogni volta più difficile fare il festival gratis, perchè comunque sia le spese ci sono! Speriamo di riuscire a mantenerlo gratuito, ma purtroppo non è detto, può darsi che ci tocchi mettere un piccolo biglietto a prezzo simbolico che ci consenta di non perderci troppo! In generale comunque ho sempre visto ragazzi entusiasti quando sono a questo festival e non posso che esserne felice!

Intervista Folkstone - Il Confine - Lore

Siete un gruppo con un grande numero di live alle spalle: quali sono stati finora i concerti più belli a cui avete partecipato?

Ah, boh??? Guarda, ti dico una cosa: sono rimasto talmente impressionato dall’apertura del tour di quest’anno a Trezzo che ti dico che quella è stata la nostra data più bella. Dal primo all’ultimo pezzo i ragazzi del pubblico hanno cantato le nostre canzoni, tanto che ad un certo punto mi sono zittito per ascoltarli, davvero una sensazione splendida! Eh sì, forse quella è stata davvero la nostra data più bella!

Pensate di aver dato una bella spinta ai tanti gruppi folk che sono nati in Italia in questi anni, o che comunque sono stati “scoperti” e portati a suonare al Gods Of Folk e al Fosch Fest?

Il nostro intento era quello, cioè di portare i gruppi italiani, magari non ancora estremamente conosciuti, su palchi grandi o medio-grandi come quelli del Gods Of Folk e del Fosch Fest. Oltretutto noi tante volte siamo etichettati come folk metal, ma non so quanto possiamo c’entrare con questo movimento. Io lo vedo più affine a band come Korpiklaani, Finntroll, Turisas, tutte band che ascolto ma a mio parere non facciamo quel tipo di musica. Penso comunque nel mio piccolo di potermi ritenere soddisfatto per quello che siamo riusciti a fare. Una delle band che sono passate per i nostri festival, gli italiani Krampus, faranno parte del prossimo Heidenfest e non posso che esserne felice!

Il vostro messaggio è sempre stato chiaro: niente bandiere, una nuova canzone (bellissima) che si chiama “Non Sarò Mai”, ma al giorno d’oggi persino parlare delle proprie tradizioni pare un etichettatura politica. Qual è il vostro punto di vista a riguardo?

Noi l’abbiamo sempre detto, sopratutto all’inizio della nostra carriera: niente bandiere, nessuna identificazione con colori, schieramenti politici o altro. Io sono nato in queste terre, ho sempre visto sin da piccolo i profili di queste montagne, quando avevo tempo partecipavo anche alle arrampicate. Mi sono detto ad un certo punto: io con queste montagne o ci scrivo una canzone o le faccio saltare con una bomba! Ahah! Scherzo naturalmente, ma fanno parte della mia vita, per questo abbiamo scritto “Rocce Nere”, abbiamo cantato delle Orobie e così via. Le eventuali etichettature politiche che ci possono essere dietro non mi interessano e sinceramente non dovrebbero esserci. Ci piace poter dire di non avere bandiere, di pensare con la nostra testa. Per tanti il pensare è fastidioso, costa fatica, per tante persone è meglio rimanere ignoranti e andare avanti ottusamente per la propria strada. Non so se ti è mai capitato di parlare in maniera seria con un ignorante, nel senso di una persona che ignora tante cose e ha un solo pensiero che ti tira sempre fuori. E’ davvero dura!

Intervista Folkstone - Il Confine - Lore

Oltre alle “birrétte” cos’altro vi piace al di fuori del mondo musicale?

Guarda, tra il lavoro vero (lavoro in una carpenteria metallica) e i Folkstone con i quali suoniamo quasi ogni weekend ho azzerato tutti gli interessi personali! Prima mi piaceva fare sport, in particolare come ti dicevo mi piaceva andare per le valli, fare dei giri anche “seri” sulle montagne al di fuori delle solite passeggiate facendo arrampicate, ma ora non c’è più tempo! Mi piace ancora leggere, questo ogni tanto riesco a farlo, ahah!

Noi siamo abituati a vedere Bergamo come grande realtà industriale, magari multietnica e sempre impegnata a produrre giorno e notte in maniera frenetica. Voi invece ci fate vedere una terra molto orgogliosa delle proprie origini, delle proprie montagne e delle proprie tradizioni. Com’è la vera Bergamo secondo voi?

Domanda difficile, non ti saprei rispondere. Io sono orgoglioso delle mie tradizioni e delle mie terre, ma non so quanta gente possa dichiararsi orgogliosa di abitare a Bergamo. Qui tra Milano, Bergamo e Brescia è un blocco continuo di case e fabbriche, con ritmi sempre frenetici. Bergamo come dici tu è una citta ultra-industriale e molto fredda. Poi ci sono le cose belle, c’è Bergamo Alta e ci sono le valli dove puoi scappare per tirare un po’ il fiato. Non saprei davvero che immagine darti della città, è un “miscuglio padano”. Non è proprio una città ideale, non è il paradiso, non è una bellissima città, io però non mi potrei vedere a vivere in un altro posto!

Cosa ci dovremo aspettare nei prossimi mesi dai Folkstone? Sarete impegnati con costanza nei live di supporto a “Il Confine”?

Per ora sì! Il tour è appena cominciato e si protrarrà fino al 12 maggio come detto. Poi ci sarà la tournèe estiva e fino a settembre-ottobre saremo di nuovo in giro!

Insomma niente ferie?

Ahah! Tra il lavoro e i Folkstone è dal 2004 che non vado in ferie! Ogni anno però ci chiamano a suonare a Finale Ligure in un festival di quattro giorni, così possiamo andare al mare di giorno! Quelle lì sono le nostre vacanze!

Ok ragazzi, l’intervista è finita! Grazie per il tempo che ci avete dedicato e a voi l’ultima parola!

Innanzitutto vi ringrazio e poi non saprei cosa dire per concludere! Diciamo che dico ai lettori di venirci a vedere live se gli capita, così potranno vedere come suona “Il Confine”! Grazie ancora e un saluto a tutti voi!

Sito ufficiale: www.folkstone.it
Myspace: www.myspace.com/folkstone
Facebook: www.facebook.com/FolkStone
Recensione de “Il Confine” su EP qui

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