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Candlemass – Psalms For The Dead (2012)

Pubblicato il 5/06/2012 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Psalms For The Dead
Autore: Candlemass
Genere: Doom Metal
Anno: 2012
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:241

Con questi “salmi per i morti” cala il sipario sulla discografia da studio dei Candlemass. L’intenzione dichiarata dello storico leader e songwriter Leif Edling è quella di chiudere un catalogo discografico imponente e sempre di alto livello prima che la formazione svedese cominci a far sentire gli scricchiolii del tempo con composizioni meno ispirate e non all’altezza del nome di una band che ha fatto la storia del genere doom. Di questi tempi, con i grandi ritorni delle band di un certo nome che riescono quasi sempre a suscitare un certo riscontro di pubblico e ad attirare l’attenzione dei media specializzati, immagino già lo scetticismo dei più cinici ed i primi sogni di una futura reunion (magari con lo storico vocalist Messiah Marcolin) da parte dei fans di lunga data. Quel che conta, comunque, è constatare come la straordinaria abilità compositiva di Leif Edling sia rimasta intatta per tutti questi anni e in modo particolare in questi salmi finali. Il geniale riffmaker è al solito un ispirato architetto di brani mai banali, solidi come la roccia e impreziositi dalla bella voce di Rob Lowe. La tracklist di questo “canto del cigno” discografico è stata abilmente pianificata, con tre pezzi da novanta posizionati rispettivamente in apertura, a metà disco ed a conclusione del platter e dell’intera discografia dei doomers svedesi.
La prima traccia, “Prophet”, è un centro perfetto grazie a riffs incisivi, parti ritmiche arrembanti, un chorus tutto da cantare ed assoli degni di questo nome. Dopo diverse composizioni tipicamente doom come “The Sound Of Dying Demons” e “Waterwitch”, che crescono di gradimento dopo ripetuti ascolti e sono in grado di ricreare atmosfere davvero affascinanti grazie ad un intelligente uso di sinth, organi o effetti (come il wah wah), è il turno dell’ispirata titletrack. L’unione di alcune delle linee vocali più catchy, epiche e malinconiche del disco con alcuni degli assoli più evocativi ed emozionali ci conferma la sensazione di avere tra le mani l’ennesimo grande disco del gruppo (non che nutrissimo alcun dubbio). E’ abbastanza anomalo, ma non è la prima volta che la scelta del singolo cade sul pezzo meno doom ma più melodico del platter. Su “Dancing In The Temple (Of The Mad Queen Bee)”, infatti, i riff per una volta fanno solo da spalla al cantato del pregevole Rob Lowe ed ai convincenti assoli di stampo “classic” del sottovalutatissimo Lars “Lasse” Johansson.
La conclusiva ” Black As Time”, introdotta da una memorabile intro parlata sull’argomento “tempo”, è l’ultimo pezzo “classico” composto e registrato da una band dall’indimenticabile talento, che è riuscita nel corso degli anni ad attraversare in lungo e in largo un genere per molti monotono come il doom riuscendo ad esaltarlo nelle sue tante facce. Grazie Candlemass. Ora potete riposare in pace.

Tracklist:
1. Prophet
2. The Sound of Dying Demons
3. Dancing in the Temple (of the Mad Queen Bee)
4. Waterwitch
5. The Lights of Thebe
6. Psalms for the Dead
7. The Killing of the Sun
8. Siren Song
9. Black as Time

Line-up:
Robert Lowe – voce
Leif Edling – basso, voce
Jan Lindh – batteria
Mats Mappe Björkman – chitarra
Lars Johansson – chitarra

Sito ufficiale: www.candlemass.se
Myspace: www.myspace.com/candlemass
Etichetta Napalm Records – www.napalmrecords.com

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