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Satyricon – Nemesis Divina (1996)

Pubblicato il 26/09/2012 da in Classici | 0 commenti

Titolo: Nemesis Divina
Autore: Satyricon
Genere: Black Metal
Anno: 1996
Voto: 9

Visualizzazioni post:800

Correva l’anno 1996 quando i Satyricon, dopo due dischi all’insegna del black metal più grezzo, pubblicarono il loro terzo lavoro, quello da molti considerato tuttora come la loro opera migliore e che contiene la splendida “Mother North”, canzone-emblema del duo norvegese.
Stiamo ovviamente parlando di “Nemesis Divina”, album che trasuda maestosità già dal titolo per poi continuare a farlo dalla prima all’ultima nota.
Ad aprire le danze ci pensa “The Dawn Of A New Age” (titolo profetico?) che presenta subito quel piglio “aristocratico” (passatemi il termine ma è l’unico che si avvicina a ciò che intendo dire) tipico della musica dei Satyricon e che continuerà poi a caratterizzarli nel corso del tempo. Segue “Forhekset”, cantata in norvegese (unico brano in lingua madre oltre a “Du Som Hater Gud”) e a mio modesto parere una delle più belle canzoni di questo disco e dei Satyricon in generale.
Neanche il tempo di godersela e si viene investiti dalla già citata “Mother North”: la solennità è alle stelle, il cantato, sporco ma senza sfociare nel growl vero e proprio, ha un retrogusto drammatico che aggiunge ulteriore pathos e le ritmiche lente fanno sì che ci si possa gustare appieno ogni singola nota, entrando totalmente nel mood del brano.
“Du Som Hater Gud” ritorna su lidi più tirati con le chitarre aspre e la batteria serrata, per poi concludersi con un arpeggio di pianoforte che alterna note “cristalline” a note molto basse. “Immortality Passion” si mantiene sulle coordinate già viste nei brani precedenti, così come la titletrack (altro pezzo forte del disco) e poi arriva, a concludere l’opera, “Transcendental Requiem Of Slaves”, un outro interamente strumentale in cui fa capolino qualche spiraglio ambient (Satyr pubblicherà poi un disco di questo genere musicale a nome Wongraven) e che si adatta benissimo alla sua funzione di “conclusione”: sembra quasi simboleggiare la calma, il riposo dopo la battaglia, rappresentata invece dai pezzi precedenti.
“Nemesis Divina” è stato e continuerà ad essere un punto di riferimento per tutta la frangia di black metal più sperimentale, quella insomma che non si accontenta di seguire le solite regole e i soliti dogmi.
Curiosità: alla realizzazione di questo disco ha partecipato anche Nocturno Culto dei Darkthrone, usando il nickname Kveldulv.

Tracklist:
1. The Dawn Of A New Age
2. Forhekset
3. Mother North
4. Du Som hater gud
5. Immortality Passion
6. Nemesis Divina
7. Transcendental Requiem Of Slaves

Line-up:
Satyr – voce, chitarra, basso
Frost – batteria
Kveldulv – chitarre

Sito ufficiale: www.satyricon.no

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