Vision Divine (Fabio Lione e Alessio Lucatti)

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Intervista ai Vision Divine, Fabio Lione, Alessio Lucatti

Il 14 di settembre è uscito ufficialmente il 7° album della band Vision Divine, dal nome “Destination Set To Nowhere”. Il concept rimane fedele alle sonorità futuristiche che contraddistinguono il genere musicale di cui questi sei ragazzi si fanno portavoce.
Impossibile non riconoscerli fin dalle prime note, eppure sono presenti delle novità che separano nettamente questo disco dai precedenti, rendendolo ancora più maturo.
Nonostante questo, “Destination…” sembra far parte di un processo evolutivo della band cominciato, o ripreso, dal rientro di Fabio, ormai risalente a quattro anni fa. Al suo interno vi sono elementi di continuità con “9°Degrees West Of The Moon”: un filo conduttore che risuona forte fin dai primi accordi. Ovviamente un filo che riprende sonorità già presenti in “The 25th Hour”, soprattutto per quel che concerne il meticoloso lavoro di Alessio Lucatti.
Oggi sono in compagnia proprio con quest’ultimo e del frontman Fabio Lione.

Attraverso qualche domanda cercheremo di conoscere più da vicino questa tradizione da loro inaugurata nell’arco degli anni e le persone, dietro ai personaggi, che vi hanno lavorato così profondamente.

M: Il nuovo disco ha alla base un concept tristemente attuale, cioè il viaggio esplorativo di alcuni uomini verso un mondo nuovo e più “pulito”, con l’intenzione di rifondare la specie umana facendo tesoro dei propri errori. Mi pare che non tutto finirà bene. Che messaggio volete dare agli ascoltatori con questo concept? Quello di non perdere mai la speranza o quello, al contrario, che ovunque ci siano/saranno esseri umani schiavi del potere o del denaro non ci potranno mai essere pace e tranquillità?

FABIO: A dire il vero il concept andrebbe guardato sotto una diversa angolazione. Intendo dire che il problema di cui si parla qua è insito nell’uomo stesso. Ovunque l’essere umano vada si porta dietro il proprio spirito casinista ed incasinato. Il vero viaggio che si auspica è quello dentro se stessi al fine di migliorare prima di tutto il proprio Io, cosicché si possano trovare i giusti mezzi per poter migliorare anche l’esterno.
ALESSIO: Cerchiamo di dire che il viaggio di cui si parla in questo album non è altro che una metafora di un viaggio interiore, perché i problemi sorgono ovunque indipendentemente dallo Stato, società (o pianeta) in cui ci si trova. Solo grazie al miglioramento personale si può pensare di migliorare il mondo in cui viviamo.

M: Chi ha scritto i testi? Come mai vi siete indirizzati proprio su queste tematiche?

FABIO: I testi sono stati scritti da Olaf, evidentemente deluso dalle situazioni mondiali, radicate ovunque e bene o male tutte simili nelle loro negatività.

Intervista ai Vision Divine, Fabio Lione, Alessio Lucatti

M: Nella maggior parte delle recensioni fino ad oggi scritte sul vostro nuovo prodotto si parla di un “punto d’arrivo” per la band. In che modo , a parer vostro, questo album si distaccherebbe quindi dalle precedenti produzioni e fino a che livello può esser definito un punto d’arrivo?

FABIO: Forse viene definito tale poiché questo disco è fresco e alternativo. Presenta pezzi completamente diversi tra loro, non annoia e le recensioni mondiali si uniscono quasi all’unanimità nel dargli un voto tra più alti per quanto riguarda la nostra carriera. Beh… Probabilmente si può pensare di aver fatto centro!
ALESSIO: Che poi sia un punto d’arrivo è tutto da vedere, dal momento che potrebbe esser visto anche come un punto di partenza sulla base di queste novità.
FABIO: Sicuramente però è un punto d’arrivo per quel che riguarda la sua creazione. È la prima volta che la band si occupa di tutto, produzione inclusa appunto. Paradossalmente l’album che suona meglio è quello fatto da noi stessi, senza l’aiuto di personaggi esterni. Se vogliamo andare a guardare la mole di lavoro che gli sta alle spalle forse lo possiamo paragonare ad uno “Stream Of Consciousness”, anche se comunque si parla di due cose completamente diverse.
Anche il fatto di essere sotto una major per la prima volta (la Ear Music America) sicuramente ci fa sperare in una “rinascita”; un avvio ad una seconda vita per la band.

M: Negli album dei Vision Divine si sono susseguite diverse citazioni letterarie, da Petrarca a Pirandello, e ora ci troviamo davanti al sonetto “S’i Fosse Foco” di Cecco Angiolieri. Come mai queste scelte? C’è da dire che, essendo toscani, non vi mancherà mai il materiale (penso a Boccaccio, Dante, Carducci, Collodi, Machiavelli, ecc.ecc.)! Può essere visto anche come un omaggio alla vostra terra?

FABIO: Beh la band è italiana ed è un nostro diritto e forse soprattutto un dovere prendere ispirazione da questi autori, citandone le parti che più ci aggradano. Fanno tutti parte della nostra cultura e trovo più appropriato, nel momento in cui viene deciso l’inserimento di una citazione, far riferimento a questi autori, davanti ai quali occorre sempre inchinarsi, piuttosto che sceglierne uno straniero che ci appartiene meno.
ALESSIO: Ovviamente sono tutte citazioni contestuali al disco. Il fatto che venga messa a mo’ d’introduzione fa sì che il disco ne tragga vantaggio.
FABIO: E, perché no, può essere una particolarità che regala un po’ d’esoticità al nostro lavoro e sicuramente viene colta positivamente anche all’estero.

M: Per Alessio: Una cosa che viene riconosciuta da tutti è la tua presenza in questo album, forse più forte rispetto ai precedenti. L’uso massiccio di tastiere importanti che non può non risaltare rispetto ai dischi precedenti è frutto di una libertà totale nelle tue scelte?
Quanto c’è di te nel sound di questo concept?

ALESSIO: La presenza massiccia di tastiere è inversamente proporzionale alla presenza di produttori esterni. Finalmente abbiamo avuto la possibilità di gestire in autonomia, pian piano, la stesura dei brani, grazie anche alla lunga gestazione dall’album, e quindi ci siamo potuti dedicare maggiormente alla cura dei dettagli, compresa anche la parte tastieristica. Vista l’ambientazione del disco c’è da dire che le tastiere dovevano giocare un ruolo preponderante per cercare di ricreare l’atmosfera spaziale che tutti volevamo.

Intervista ai Vision Divine, Fabio Lione, Alessio Lucatti

M: Per Fabio: Queste linee vocali sembrano esser state concepite al fine di presentarci tutta la tua estensione vocale e la tua esperienza; si sente che sei carico ed in ottima forma! Cosa ti ha ispirato a creare queste linee vocali, che ti si cuciono perfettamente addosso?

FABIO: Non m’interessa mostrare eccessivi virtuosismi. Cerco sempre di trovare le linee vocali migliori per me, quelle che si adattano meglio al mio range vocale, che sicuramente nell’arco degli anni ho imparato a conoscere alla perfezione (sorride). Una linea azzeccata può portare il pezzo ad un livello superiore. E mai come in questo disco si può riscontrare questa notevole varietà di cantati.
Forse, proprio grazie a questo e al connubio creato con il nuovo sound, per una volta la band è uscita dalla cerchia del power metal classico, abbracciando qualcosa di più.

M: Rimanendo ancora su di te e distanziandomi un attimo dai Vision Divine, tra poco parte il tour dei Luca Turilli’s Rhapsody: pensi di seguirli per qualche data? Che effetto ti farà vedere Luca e gli altri tuoi ex compagni con un altro cantante?

FABIO: Nessun effetto particolarmente strano. Anzi posso dire che sono contento per Luca, perché finalmente sta vivendo un momento artistico felice, in cui è libero di fare ciò che vuole e nel modo in cui lo vuole senza nessuna limitazione.
Probabilmente riuscirò ad andare alla data di Bologna e sono molto curioso di vederli nella nuova formazione. Faccio i miei migliori auguri a tutti e in particolare ad Alessandro Conti (tra le altre cose mio amico, a cui voglio fare i complimenti, perché in questo disco l’ho sentito in una forma strepitosa), che forse affronta oggi uno dei suoi tour più seri.

M: Il progetto Italy’s Got Voices!!! vi coinvolge tutti e due, così come Olaf e Alessandro “Bix”. Sembrava doveste esibirvi una sola volta e invece è arrivata la conferma di una seconda data. Come è nata l’idea e come vengono scelti i pezzi?

ALESSIO: La trovata di mettere assieme tutti e tre (Fabio, Roberto e Morby) è stata di Olaf, che già qualche anno fa espresse quest’idea. Alla fine è stata realizzata per ben due volte.
FABIO: Il nome è nato da una parte perché apparisse forte e dall’altra per tirare una frecciatina ai media. I tre punti esclamativi finali (che spesso si dimenticano di mettere nelle nostre locandine) indicano proprio noi tre: capisaldi di questo genere ed ovviamente di questo nuovo progetto.

ALESSIO: I pezzi sono stati scelti in modo naturale: ovviamente sono tutti loro cavalli di battaglia, cover incluse, scelte tutte da loro tre di comune accordo.
FABIO: Credo che questi tre cantanti rappresentino un po’, a loro modo, la storia del metal italiano, per l’esperienza e per i livelli raggiunti negli anni.
Per quanto riguarda i musicisti che accompagnano la band, possono anche variare. Ad esempio la seconda volta si è vista la presenza sul palco di Alessandro Lotta (bassista storico dei Rhapsody) al basso, al posto di Leone Villani Conti presente nel primo live.

Intervista ai Vision Divine, Fabio Lione, Alessio Lucatti
Margherita con Fabio e Alessio

M: Il nuovo disco segna un ritorno importante, quello di Andrea “Tower” Torricini. Che effetto vi ha fatto il rientro di una delle colonne storiche dei Vision Divine?

ALESSIO: Il Tower è stato una conferma di qualcosa che già sapevamo. È stata la scelta più naturale, si è confermato per il professionista che è ed anche questa volta il suo contributo è stato notevole.

M: In che modo pensate di fare promozione a “Destination Set To Nowhere”? State preparando un tour?

ALESSIO: Stiamo prevedendo il tour italiano per i prossimi due o tre mesi. Abbiamo già alcune date fissate e possiamo dire che per la prima volta andremo in Belgio e Olanda. Siamo riusciti ad mettere in piedi felicemente anche un mini tour in Sardegna, regione ostica dal punto di vista organizzativo. In ogni caso stiamo cercando di pianificare un tour europeo, con la speranza di tornare anche in Sud America.

M: Come d’abitudine volete lasciare un messaggio a tutti i lettori di Entrate Parallele?

FABIO & ALESSIO: Mandiamo un saluto a tutti i lettori, sperando che abbiano gradito il nostro lavoro e invitandoli ai nostri prossimi concerti!!! A presto quindi!

Sito ufficiale: www.visiondivine.com
Myspace: www.myspace.com/visiondivineband
Facebook: www.facebook.com/visiondivineofficial
Etichetta Ear Music / Edel – www.ear-music.net

 

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