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02/08/2012 : Wacken Open Air – Day 1

Pubblicato il 23/11/2012 da in Live report | 0 commenti


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02/08/2012 : Wacken Open Air – Day 1

Live report Wacken Open Air 2012

Finalmente la Main Stage Area apre e ci arriviamo durante l’esibizione di JIM BREUER, attore e comico statunitense che vanta la partecipazione al Saturday Night Live, famoso per le sue imitazioni di cantanti rock e metal; show davvero piacevole e favolosa l’imitazione di Rob Halford.

Live report Wacken Open Air 2012

Ci spostiamo quindi verso il Black Metal Stage per l’esibizione dei SEPULTURA accompagnati dai Le Tambours Du Bronx, sedici percussionisti francesi chiamati ad arricchire le composizioni dei nostri. Effettivamente sotto al palco si riunisce una discreta folla (per i canoni del Wacken) che già da subito, con l’esecuzione di “Refuse/Resist” si scatena con salti e pogo. Dopo qualche brano però, i Sepultura preferiscono proporre i propri pezzi più recenti senza il supporto dei percussionisti, ed è il momento in cui lo show perde di mordente; altra scelta non proprio azzeccata la decisione di coverizzare “Firestarter” dei Prodigy, che mi è sembrata poco convincente. Il livello dello show per fortuna in chiusura si alza nuovamente, con l’esecuzione di “Territory”, “Ratamahatta” e “Roots, Bloody Roots”, che insieme ai percussionisti, danno la carica a tutti gli astanti. Nel complesso uno show un po’ sotto tono, che non ha sfruttato tutte le potenzialità che avrebbe potuto avere.

Live report Wacken Open Air 2012

In un’area concerti ancora decisamente vivibile e asciutta, è quello dei SEPULTURA il primo nome “pesante” del Wacken 2012. I brasiliani si presentano, come spesso accaduto quest’anno, in formazione allargata, ospitando on stage “Les Tambours Du Bronx”, formazione francese di sedici percussionisti. Di fronte ad un pubblico decisamente più numeroso di quando scesero l’ultima volta in Italia (nell’estate 2011 a Novara, dove ad attenderli c’erano più zanzare che persone) l’esibizione inizia con i soli transalpini sul “Black Stage”, impegnati nella loro “Mixture”. Finita questa specie di intro, arrivano anche Andreas Kisser e compagni, attaccando con “Refuse/Resist” e “Sepulnation”, con soprattutto la prima a giovare dell’aiuto delle percussioni extra, amplificando al massimo il già caratteristico assalto della versione di “Chaos Ad”. E’ poi tempo di brani nuovi, e i quattro sudamericani sparano in serie “Kairos”, “Mask” e “Dialog”, stavolta da soli sul palco. Tornati i francesi, lo show prosegue con le recenti “We’ve Lost You” e “Structure Violence (Azzes)” e poi con due composizioni degli stessi Tambours Du Bronx, omaggiati con “Requiem” e “Fever”.
Una riuscita cover di “Firestarter” dei Prodigy, con un ottimo Kisser alla chitarra e il pubblico che gradisce in maniera sincera apre al finale, dedicato ad alcune tra le songs più note del quartetto. Sono infatti “Territory”, “Ratamahatta” e la celeberrima “Roots Bloody Roots” a chiudere il set dei carioca, tra gli applausi di una platea visibilmente soddisfatta e piena di lividi per il violento moshpit scatenato dal thrash-core dei verdeoro. In definitiva un’esibizione coi fiocchi, e anche se un paragone con l’era Cavalera ormai non è neanche più caso di farlo, i Sepultura rimangono comunque un’istituzione dell’heavy metal, anche senza l’unanime rispetto di cui potevano godere qualche anno fa.

Dopo di loro è il momento di U.D.O., band capitanata da un’icona dell’heavy metal teutonico, Udo Dirkschneider, ex cantante degli Accept, che quest’anno compie 60 anni di età, di cui 33 passati sui palchi di tutto il mondo. Molto apprezzati dal pubblico, sfoggiano diverse guest star (tra cui Doro e Mr.Lordi), e anche un cambio di line-up, con una proposta mista di brani loro e di classici degli Accept, con un risultato finale che infiamma la folla.

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Adesso tocca ai SAXON intrattenere il pubblico teutonico, missione decisamente riuscita. Gli show dei Saxon a Wacken sono sempre una sicurezza: ottimi suoni e luci, da parte della band una carica esplosiva e da parte del pubblico cori ed entusiasmo. A cercare il pelo nell’uovo forse il buon “Biff” è stato leggermente giù di voce, ma a dispetto di tutto ciò ha incitato e coinvolto la folla per tutto il live e ad un certo punto è anche saltato sopra la videocamera mobile davanti alle prime file per farsi trasportare avanti e indietro.

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Tra fiammate, sbuffi di fumo e luci orchestrate magnificamente, i VOLBEAT entrano sul palco sulle note di “The Human Instrument”, subito seguita da “Guitar Gangster And Cadillac Blood” e il pubblico di Wacken va subito in visibilio. Probabilmente tutte o quasi le 80.000 persone presenti sono a vedere lo show di questi ragazzi danesi, non troppo conosciuti in terra italica, ma che a Wacken sono davvero amati con il loro mix di metal, rock and roll e rockabilly.
Numerose le guest star anche nel loro show, ad innalzare il livello di un concerto già molto elevato; a supporto della band per questo tour, al posto del chitarrista uscente Thomas Bredahl è presente niente di meno che Hank Shermann dei Mercyful Fate, e il suo collega Michael Denner insieme a Mille Petrozza (Kreator) salgono sul palco ad eseguire insieme ai Volbeat una splendida “7 Shots”.
Altro brano che coinvolge interamente il pubblico di Wacken, che canta e balla insieme a Michael Poulsen, è “16 Dollars” che vanta la partecipazione del contrabbasso suonato da Jakob Øelund dei Taggy Tones, subito seguito da “Evelyn”, tratta dall’ultimo lavoro in studio, con la partecipazione di Mark “Barney” Greenway (Napalm Death). Il bellissimo show, sia per quanto riguarda la prova tecnica della band, sia le luci e i suoni, si conclude con un accenno di “Raining Blood” dopo il quale la band saluta il pubblico in estasi e chiude la prima serata del Wacken Open Air 2012.

Di seguito altre foto della giornata, tutte realizzate da Alessandra “MorganaPhoto” Merlin.

Sepultura:

Live report Wacken Open Air 2012

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Saxon:

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Volbeat:

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