01/04/2013 : Crying Steel Studio Report – H.D.L. Recording Studio – Altedo (BO)


Visualizzazioni post:46058

Logo_Sfondo

Non ci sono festività che tengano per i redattori di heavymetalwebzine.it: la webzine può andare in vacanza qualche giorno, ma noi non ci fermiamo mai! A riprova di ciò, la giornata di Pasquetta ci ha visti impegnati in una gita fuoriporta davvero speciale per chi scrive, dato che siamo stati invitati dai Crying Steel all’ascolto in anteprima – ed in esclusiva assoluta per le webzine, mentre l’esclusiva cartacea è degli amici di Metal Maniac – del loro nuovo, attesissimo full lenght “Time Stands Steel”! Potevamo declinare un’offerta del genere?!? Ovviamente no, ed ecco che la mattina del primo aprile ci ha visto inforcare, carichi di ANSIA e soprattutto di entusiasmo, l’autostrada in direzione Bologna, dove tre quinti della storica band felsinea ci aspettavano per trascorrere alcune ore in spensierata allegria ed amicizia.

band promo

Giunti senza alcun problema al punto d’incontro (questa volta il navigatore non ha sbagliato un colpo!), troviamo il batterista Luca Ferri ad attenderci con indosso solo una t-shirt (dei Saxon, molto bella) a dispetto dei 13 gradi esterni: parcheggiata la mia fedele quattro ruote, ci avviamo ad una vicina pizzeria dove veniamo raggiunti dopo pochi minuti da Angelo Franchini e Franco Nipoti: un bel clima gioviale, un’ottima pizza, qualche aneddoto proveniente dai primi anni della band, alcune anticipazioni sulle mosse future ed un gelato dalla bontà inenarrabile ci conducono fino al momento di metterci nuovamente in marcia, questa volta con destinazione lo studio dove ascolteremo il nuovo disco.

DSC03365

Meta del trasferimento è Altedo, posto a metà strada tra Bologna e Ferrara, dove si trovano gli H.D.L. Recording Studio e, dopo essere stati accolti dal titolare Luca Gomedi, ci tuffiamo senza indugi nell’ascolto di “Time Stands Steel”: la tracklist viene inaugurata da “Defender”, brano che i Nostri eseguono live già da qualche tempo, un’esplosione di energia in pieno stile Crying Steel da cui emerge un certo sapore teutonico anche per mezzo delle vocals del bravissimo Stefano; a seguire ecco “Shutdown”, mid tempo ammiccante e diretto che non ti lascia scampo, e qui la sensazione è di un pezzo dai cromosomi a stelle e strisce con Stefano che, pur essendo molto caratterizzante, questa volta può ricordare un certo Geoff Tate. “Looking @” è uno dei brani più strutturati dell’album e sviluppa il sound dei Crying Steel sulle coordinate di un roccioso power americano, mentre la successiva “Rockin’ Train” segna il passaggio a sonorità anglosassoni cariche di adrenalina: il riffone iniziale ci fa letteralmente saltare dalla sedia ed il refrain si stampa immediatamente in testa, un po’ come per tutte le composizioni presenti in questo lavoro. La traccia numero cinque è un omaggio della band alla memoria di Steve Lee: “Heavens Of Rock” è un hard rock trascinante dal gusto Gotthard ma muscolarizzato nelle chitarre, dal tiro micidiale e con il testo realizzato utilizzando i titoli delle canzoni del gruppo elvetico. A metà ascolto troviamo l’autointitolata “Crying Steel”, brano d’impatto dalla ritmiche compatte e dal chitarrismo tagliente come da tradizione dei Nostri, celebrativa non solo della band ma con diverse citazioni ad altre grandi formazioni tricolori del metal degli anni ottanta. Altra particolarità della canzone, accolta con grande piacere, è la presenza di un assolo di chitarra firmato dal grande Alberto Simonini e possiamo dirvi che la classe è sempre la stessa! “Metal Way” è un altro pezzo dal gran tiro, ha un sound complessivo che ci ha rimandato all’America di fine anni ottanta, con un metal screziato da una certa venatura di fondo composta da robusto hard rock, mentre la successiva “Starline” ci riporta entro lidi più tipicamente metallici ed europei: canzone d’impatto con l’ennesimo grande chorus, di sicura resa dal vivo. Spiazza un poco l’apertura arpeggiata di “Riding”, su cui si innesta un cantato sofferto, ma è cosa breve prima che il pezzo deflagri in una scheggia heavy metal arroventata dalle chitarre di Franco e Max; “No Slip” è un brano speed metal a tutti gli effetti, possente nelle chitarre e lanciato da una sezione ritmica devastante. Siamo alle battute finali con “Black Eve”, dove il metallo d’Inghilterra e l’acciaio felsineo si fondono in un pezzo affascinante, mentre la parola “fine” è scritta attraverso le note di “Beverly Kills”, brano americaneggiante che ad una strofa un pochino più strutturata fa seguire un refrain corale e di ampio respiro.

Esauriti i pezzi da gustare, ci rendiamo conto che è trascorsa quasi un’ora e non ce ne siamo accorti! “Time Stands Steel” ci ha coinvolto totalmente già al primo approccio e, anche se avremo bisogno di una serie di passaggi più approfonditi, possiamo già tirare le prime conclusioni, alcune delle quali contenute nell’intervista raccolta dopo l’ascolto dell’album e che leggerete prossimamente; il disco ci ha lasciato un’impressione complessiva decisamente ottima e si presenta come il più vario a livello di atmosfere: c’è qualche rimando all’America, qualcuno all’Europa, ma soprattutto c’è una chiara matrice sonora che unisce il tutto con grande coerenza e, pur ampliandone di un poco il raggio d’azione, “Time Stands Steel” suona Crying Steel ad ogni singolo secondo!

Una grande attenzione alle melodie vincenti, refrain sempre assimilabili al primo ascolto, una carica enorme che va ad alimentare composizioni ricche di sostanza e prive di superflui orpelli sono fattori che contribuiscono non solo alla riuscita del disco, ma daranno grandi risultati anche in ambito live, luogo dove i cinque felsinei sono ancora più micidiali! Inoltre ci sembra che “Time Stands Steel” goda di suoni calzanti alla proposta della band e qui il plauso va fatto a Luca Gomedi e ai suoi H.D.L. Recording Studio (per info cliccate su www.highdistortionlevel.it), capace non solo di inquadrare ed ottenere le sonorità volute, ma anche di donare la giusta dimensione al basso di Angelo, cuore pulsante e ben presente lungo tutto l’album. L’ultima certezza che “Time Stands Steel” ci ha regalato riguarda la band: nella famiglia Crying Steel c’è una splendida armonia che si respira e si percepisce attraverso la loro musica, e questo non può che essere positivo! Pensiamo che buona parte delle grandi aspettative che nutrivamo nei confronti di questo terzo full lenght siano state ampiamente soddisfatte, ora non ci resta che attendere trepidanti l’uscita ufficiale pianificata per il 22 aprile su My Graveyard Production. Sulla strada di casa ci siamo posti questa domanda: potrà “Time Stands Steel” ambire a diventare uno dei dischi dell’anno 2013? Per noi la risposta è affermativa!

DSCF4287

Da sinistra a destra: Angelo Franchini, Luca Ferri, Luca “Avalon”, Luca Gomedi e Franco Nipoti

Fotografie di Silvia “Lady Avalon” Omodeo Zorino, Matilde Ferri e Carlotta Ferri

Sito ufficiale: www.cryingsteel.com

Pagina MySpace: www.myspace.com/cryingsteel

3 commenti su “01/04/2013 : Crying Steel Studio Report – H.D.L. Recording Studio – Altedo (BO)”

  1. Crying steel una certezza del panorama metal italiano, se questo album è sulla stessa linea di “the steel..” ci si diverte. Anche i cambi di formazione non hanno fatto perdere smalto alla band…bene. Vi aspetto a Prato per l’acquisto dell’album!!!

    Rispondi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.