05/05/2013 : Pendragon + guest – Sommacampagna (VR)

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05/05/2013 : Pendragon + Gary Chandler + Methodica – Sala Polivalente – Caselle di Sommacampagna (VR)

Verona-prog-fest

La sala della polivalente di Caselle di Sommacampagna (VR) è la location di un piccolo prog rock festival che ha il suo piatto forte nell’unica data italiana del Classic Tour degli inglesi Pendragon. Affascinato sia dalla musica di Nick Barrett & co. che dalla loro grande disponibilità off stage affronto senza esitazioni un’altra delle tempeste di pioggia che stanno colpendo buona parte del Belpaese in questi ultimi giorni pur di entrare di nuovo nella sognante dimensione sonora creata dal Pendragon sound.

Methodica

La prima band ad esibirsi è una realtà prog locale, i Methodica, che si esibiscono in pezzi propri e nell’impegnativa cover di “Firth Of Fifth” dei Genesis, pezzo reso in modo piuttosto originale che però è falcidiato da problemi tecnici indipendenti dalla band e riproposto per questo motivo in due distinte takes. Se la sezione ritmica, ad un primo ascolto, pare piuttosto convenzionale in ambito prog, mi sembra interessante il riffing del chitarrista Marco Ciscato che alterna un sound abbastanza abrasivo a stacchi di funky piuttosto heavy che donano un corposo groove ai pezzi. Davvero niente male la voce di Massimo Piubelli, che conferma la prima impressione che il gruppo abbia le sue carte da giocare. La prossima volta però vorrei vederli in un coraggioso “all in”.

Gary Chandler 2

Dopo l’esperienza dell’ultimo tour a supporto di quello che è ancora l’ultimo disco di studio del gruppo, “Passion”, i Pendragon ci propongono ancora una volta un proprio artista di supporto e si tratta anche in questo caso di un cantautore che si presenta da solo sul palco, qui “armato” di una sola Stratocaster e di qualche base preregistrata. Il nome di questo songwriter-chitarrista è Gary Chandler, alla sei corde anche nei poco conosciuti (dalle nostre parti) Jadis e trattasi di un musicista che ha già suonato in apertura ai Pendragon per il tour di “Not Of This World” del 2001. Gary suona circa cinque, sei pezzi e lascia un’ impressione tutto sommato positiva grazie a melodie cantate con sentimento nonostante una certa indifferenza del pubblico (salvo poi applaudire con una certa convinzione alla fine di ogni pezzo) e al buon feeling espresso con la fedele Fender. Rivedrei volentieri Gary con i suoi Jadis.

Pendragon_1

Il festival, come era lecito attendersi, decolla definitivamente solo con l’arrivo sul palco dei Pendragon che, per l’occasione, sfoderano dal maestoso catalogo di vecchi pezzi delle chicche come “The Voyager” da “The World” e la grande “The Black Knight” dal vecchissimo “The Jewel”. Dal recente “Passion” è interessante ascoltare “Your Black Heart” (non eseguita nel tour precedente nella data veronese al Giardino) con un Nick molto teatrale al solo microfono per quasi tutto il pezzo prima di sfoderare uno dei suoi assoli sognanti che ormai sono uno dei suoi classici trademarks, sulla scia dei vari David Gilmour e Steve Hackett muse ispiratrici dei primi anni di carriera.

Il drummer Scott Higham, con trascorsi in prestigiosi metal acts come Samson e Angel Witch ha certamente (per ammissione dello stesso Barrett a fine show) conferito maggior pesantezza e vigore al gruppo e questo potrebbe aprire la strada che porta ai fans di prog metal bands come Dream Theater e Opeth che troverebbero pane per i propri denti in pezzi variegati e potenti come “Indigo” o nei riffoni pesanti della incisiva “The Freak Show”.

Pendragon_6

Quel che è certo è che la band, pur denotando un’indubbia classe compositiva ed una notevole tecnica esecutiva (on stage ed in studio), pare proprio non trovare un management ed una label in grado di dare alle sue splendide melodie il giusto risalto e la meritata visibilità. E’ un grandissimo peccato. I Pendragon si confermano ancora una volta come uno dei migliori tesori nascosti della scena rock mondiale. Il bassista Peter Gee suona il basso con l’entusiasmo ed il trasporto di un debuttante anche se, come il fondatore Nick Barrett, è ormai nella band da venticinque anni. Clive Nolan è un tastierista straordinario in grado di creare suggestioni sonore incredibilmente efficaci sulle quali Nick può scatenarsi in schitarrate liquide realmente epiche di rara lunghezza (vedi la conclusiva “Masters Of Illusion” nei bis) che in un mondo tanto frenetico e abituato a fagocitare tutto in brevissimo tempo suonano ancora più speciali, quasi fossero uno sfogo di uno dei pochi veri spiriti liberi rimasti. A fine concerto Barrett ha scambiato due chiacchiere con il sottoscritto e ci ha rivelato che il disco nuovo con ogni probabilità uscirà l’anno prossimo e sarà molto atmosferico e sognante. A maggior ragione in un mondo in crisi dove le violenze ed i soprusi sono sempre più all’ordine del giorno c’è ancora più bisogno di viaggiare con la mente in uno spazio in cui sia possibile respirare un’aria diversa. Questo luogo fatto di sogni e visioni musicali esiste e si chiama Pendragon.

Di seguito altre foto dei Pendragon, tutte realizzate dal nostro Massimo “Max Moon” Guidotti:

Pendragon_4 Pendragon_5 Pendragon_2 Pendragon_3

Pendragon_Band Pendragon_Max 1 Pendragon_Max 2

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