Amon-Ra – In The Company Of The Gods (2013)

Titolo: In The Company Of The Gods
Autore: Amon-Ra
Genere: Heavy Metal
Anno: 2013
Voto del redattore HMW: 5
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Prima di lanciarmi negli ascolti di un nuovo disco, se il nome della band mi risulta ignoto, mi piace provare ad indovinarne i contenuti osservandone la copertina. La cover di questo “In The Company Of The Gods” ha rapidamente suggerito alla mia fantasia l’eventualità di aver messo le grinfie su di un album di metal epico, traboccante dell’influenza dei Manilla Road: previsione sbagliata, ma andiamo con ordine. Partiamo anzitutto dicendo che questo album è il frutto degli sforzi degli Amon-Ra – nati a Cleveland dalle ceneri dei Sacred Heart del chitarrista Byron Nemeth ad inizio anni ’90 ed il cui arco vitale si è esaurito in un paio di stagioni – e ne rappresenta il primo, unico ed inosservato lavoro in studio, pubblicato autonomamente dalla band nel 1992; a più di due decadi dalla sua uscita, Pure Underground Records rispolvera e rimasterizza “In The Company Of The Gods”, amplia la tracklist con l’aggiunta di quattro tracce bonus, sostituisce l’artwork originale con uno nuovo di zecca firmato dall’artista tedesco Timo Wuerz e piazza tutto su vinile in tiratura limitata a trecentotrentatrè copie. In virtù di quanto ascoltato, i ragazzi della label potevano anche risparmiarsi tutta questa fatica, dato che il disco non ha molto da offrire: trattasi di uno US Metal molto melodico con sconfinamenti verso territori rock, diversi innesti di chitarra acustica ed abbondante utilizzo di tastiere. In generale, i pezzi mancano di grinta e mordente, scorrono innocui senza riuscire a lasciare traccia del loro passaggio: del disco originale salverei solo la potente ed evocativa “Graveyard Of The Dragon” e la dinamica “Middleground”, due buoni pezzi, mentre il resto non fornisce particolari spunti d’interesse, risultando anonimo e noioso a tratti, come in corrispondenza dell’inutile strumentale “Seasons Of May”, della successiva “When The Glitter Fades Away” e della ballata “Forever”, trittico devastante, e non nel senso buono del termine. Non male almeno tre delle tracce bonus inserite (la quarta è una semi-ballad, tanto per cambiare), dalle quali emerge una più marcata aggressività ed una maggiore ispirazione, ma che rimangono ben lontane dall’essere memorabili. Aggiungeteci ora il flagello di una produzione terribile in linea di massima e che fa sembrare i vari strumenti assemblati a caso e due cantanti (sulle tracce bonus la voce è di tale Brian Miller) che frequentemente mi hanno lasciato la sensazione di non essere adatti al ruolo ed ecco che il pessimo quadro è completo. Non c’è motivo per cui possa invitarvi ad accostarvi a questo “In The Company Of The Gods”, a meno che nella vostra discografia non debbano esserci tutti – ma proprio tutti – gli album a stelle e strisce usciti da quando esiste l’heavy metal. Ora capisco perché passò inosservato nel 1992… E, questa volta, la colpa non è tutta del grunge…

 

Tracklist Lato A:

1. Intro Into Infinity

2. Graveyard Of The Dragon

3. Forever

4. Middleground

5. Seasons Of May

6. When The Glitter Fades Away

7. As The Mirror Cracks

 

Tracklist Lato B:

1. Cloak & Dagger

2. Garden Of Eden (Bonus Track)

3. On The Shore (Bonus Track)

4. She’s My Lady (Bonus Track)

5. Long Overdue (Bonus Track)

 

Line-up:

Dan Mattingly – voce

Byron Nemeth – chitarra

Jim Motyka – tastiere

Ken Dugan – basso

Kris Dugan – batteria

 

Sito ufficiale: www.byronnemeth.com

Etichetta Pure Underground Records – www.puresteel-records.com

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