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Whitesnake – Made In Britain (2013)

Pubblicato il 7/08/2013 da in Nuove uscite | 2 commenti

Titolo: Made In Britain
Autore: Whitesnake
Genere: Hard Rock
Anno: 2013
Voto: 9

Visualizzazioni post:767

Sono passati pochi mesi, una manciata di settimane da “Made In Japan”, l’entusiasmante live dei Whitesnake che approfittano dell’attuale stato di grazia e del recente tour mondiale per registrare un bel pacchetto di tracce da pubblicare con Frontiers Records. Viene da pensare immediatamente al bisogno effettivo di lanciare sul mercato un disco pressoché uguale a quello appena proposto (con una scaletta quasi identica per giunta). Viene da pensare che sì, ai fan più fedeli piacerà senz’altro. Qualcuno parla di una manovra di marketing non proprio originale per vendere due prodotti che cambiano veramente di poco (la differenza più eclatante è senz’ombra di dubbio l’artwork). Insomma, questa mossa si può interpretare in svariati modi, e magari sono pure tutti veri. Fatto sta che quello che abbiamo tra le mani – e nelle orecchie -, se preso singolarmente, è davvero un gran bel live album. Registrazione, produzione ed esecuzione sono incredibili, gli inglesi si trovano molto più a loro agio in patria piuttosto che in altri paesi, e tracce come “Steal Your Heart Away” e “Fool For Your Loving” fanno venire davvero i brividi. David Coverdale è padrone del palco, ma padrone soprattutto di un’ugola immortale: ipnotizza il pubblico e anche gli ascoltatori che fanno girare il disco negli iPod, nel PC, nello stereo, o in qualsiasi altro supporto. Perché va detto che ovunque giri questo live, gira da paura. Questo è quanto. Ma in tempo di crisi non è semplice comprare sia “Made In Britain” che “Made In Japan” – ovviamente chi non compra dischi o fruisce di musica su Spotify non ha di questi problemi – ma nel dover consigliare uno dei due, consiglio questo: ha più canzoni (venticinque contro venti), i suoni sono più rocciosi e il groove è molto più arrogante. Il live giapponese è bellissimo, ma questo è un pochino più heavy.

CD 1

01. Best Years
02. Give Me All Your Love Tonight
03. Love Ain’t No Stranger
04. Is This Love
05. Steal Your Heart Away
06. Forevermore
07. Six String Showdown
08. Love Will Set You Free
09. Drum Solo
10. Fool For Your Loving
11. Here I Go Again
12. Still Of The Night

CD 2 – Soundcheck

01. Love Will Set You Free
02. Steal Your Heart Away
03. Fare Thee Well (Acoustic Version)
04. One Of These Days (Acoustic Version)
05. Lay Down Your Love
06. Evil Ways
07. Good To Be Bad (Acoustic Version)
08. Tell Me How (Acoustic Version)

Line-up:

David Coverdale – vocals
Doug Aldrich – guitar
Reb Beach – guitar
Michael Devin – bass
Brian Tichy – drums
Brian Ruedy – Keyboards

Sito ufficiale: www.whitesnake.com
Etichetta Frontiers – www.frontiers.it

  1. Giovanni Loria says:

    David Coverdale è il mio cantante preferito da quando, 30 anni fa, l’ho ascoltato per la prima volta. possiedo praticamente tutto quello che ha fatto con i Deep Purple, da solo e con i Whitesnake… e scrivo queste cose solamente per far capire che non sono certo un suo detrattore, anzi. definire ‘immortale’ la sua ugola nel 2013 fa un pochino sorridere, perchè chiunque lo abbia visto dal vivo negli ultimi anni può testimoniare che la voce non c’è più, ed è pietoso nel tentativo di strillare, lui che oltretutto pià che sull’estensione ha sempre puntato sul feeling, sull’interpretazione sofferta. i concerti dei Whitesnake sono lunghe jam strumentali, con tanto di inutile e interminabile assolo di batteria e di ‘battaglie’ fra i due chitarristi. Coverdale non finisce neppure le strofe affidandosi ai cori dei suoi musicisti e al sempre generoso pubblico. scrivere che ‘gli inglesi suonano meglio a casa loro’ fa sorridere, perchè i musicisti sono tutti americani e persino David ha preso quella cittadinanza, visto che vive a Lake Tahoe da 30 anni. e infine, diciamolo chiaro… fare uscire due doppi live quasi identici a poca distanza l’uno dall’altro è una presa per i fondelli nei confronti del pubblico, gradita ovviamente solo a quei collezionisti sfegatati, ma da stigmatizzare in sede di recensione. insomma, amare i Whitesnake è un conto (io li adoro da sempre), parlare bene della voce di David e di questo disco oggi è, come minimo, una forzatura. si tratta di un disco inutile, questa è la verità, anche perchè credo sia il quinto live in meno di 10 anni. non si aiuta chi, in teoria, dovrebbe comprare il disco scrivendo recensioni così partigiane. senza rancore, saluti.

  2. Giulia B. (Roma) says:

    Sono perfettamente d’accordo con Giovanni che mi sembra molto esperto in materia. Sottoscrivo ogni parola.
    Come minimo mi aspetto un suo invito a bere una birra 😉
    Ciao

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