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Fleshgod Apocalypse (Tommaso Riccardi)

Pubblicato il 25/09/2013 da in Interviste | 0 commenti


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Copia di Fleshgod-Apocalypse-Labyrinth

E’ davvero un piacevole onore per me poter intervistare i Fleshgod Apocalypse, band italianissima che negli ultimi anni ha avuto modo di imporsi sulla scena mondiale grazie ad un solido contratto con la “label delle labels” – la Nuclear Blast – forte anche di una proposta piuttosto originale. I Fleshgod Apocalypse tornano infatti sulle scene continuando il discorso intrapreso con il complesso precedente “The Agony”; il nuovo “Labyrinth” (qui recensito) prosegue infatti con la personale miscela di violento brutal-death metal infarcito di arrangiamenti sinfonici tutt’altro che secondari. Eccoci qui a parlare con il chitarrista (nonchè una delle voci) Tommaso Riccardi a proposito di passato, presente e futuro dei Fleshgod Apocalypse!

Ciao Tommaso, benvenuto su HeavyMetalWebzine! Per cominciare, vuoi dirci qual è il vostro stato d’animo ora che il nuovo “Labyrinth” sta per essere rilasciato sul mercato? (n.b. le domande sono state inviate prima dell’uscita del disco)

Grazie e chiedo scusa per il ritardo, ma questo è stato un periodo estremamente impegnato per noi!
A questo punto “Labyrinth” è uscito da circa un mese e posso dire che siamo molto soddisfatti dei risultati finora ottenuti. La prima settimana è andata estremamente bene sia negli States che nel resto del mondo e il tour promozionale con i Wintersun è stato un ottimo inizio di questo nuovo ciclo.

Il nuovo lavoro prosegue in maniera drastica verso quella direzione sonora che ci avete presentato con “Agony” o siete riusciti ad inserire qualche elemento di novità? A tal proposito, vi sentite parte della scena estrema mondiale o in qualche modo cercate di essere il più “aperti” possibile?

I Fleshgod Apocalypse hanno sempre avuto come obiettivo, per quanto riguarda la musica, quello di mescolare il metal estremo con la musica classica e la musica orchestrale in generale (visto che siamo pieni di influenze ben più moderne rispetto alla musica romantica), e fin dall’inizio abbiamo ricercato il modo migliore per farlo. Fin da “Oracles”, infatti, abbiamo incentrato le progressioni armoniche e melodiche dei nostri pezzi su questi elementi, ma certamente “Agony” segna una svolta, visto che è stata la prima volta in cui ci siamo resi conto di poter inserire l’orchestra come un elemento che interagisse con il resto degli strumenti per l’intera durata dei pezzi. Da quel momento la nostra musica in qualche modo è orchestrale e certamente ci spingiamo in questa direzione.
In ogni caso io credo che “Labyrinth” sia un grosso passo avanti, sia dal punto di vista tecnico/compositivo (abbiamo affrontato questo lavoro con una ben maggiore consapevolezza di cosa volevamo fare e di come si faceva), sia per quanto riguarda molti aspetti della nostra musica e molti elementi assolutamente nuovi rispetto al passato.

FleshgodApocalypse2013a

Dal punto di vista lirico, di cosa parlano i temi trattati in “Labyrinth”?

“Labyrinth” trae spunto dal mito di Teseo e del labirinto di Cnosso per parlare di un viaggio interiore che tutti, prima o poi, dobbiamo affrontare, ovvero la ricerca di noi stessi. Ricercare noi stessi significa guardarci dentro, comprendere di quali elementi siamo fatti, le nostre radici, il nostro passato, gli intricati sentimenti che ci legano alla nostra famiglia, sia positivi che negativi, per avere così la possibilità di comprendere le nostre paure più profonde, che solitamente si nascondono dietro tantissime bugie che diciamo a noi stessi, per lo più messe lì per evitare di guardare in faccia il dolore. Io credo che questo sia l’unico e il solo modo per crescere, per liberarsi del vuoto che spesso affligge le persone e comprendere appieno quali sono i nostri sogni, per trovare così la forza di crederci fino in fondo e vivere serenamente.

Solitamente, come gestite il processo di songwriting? Per esempio, il nuovo album è stato frutto della collaborazione attiva di tutti i membri oppure qualcuno di voi è il motore principale della band?

Il nostro songwriting è gestito principalmente da Francesco Paoli, in collaborazione con Francesco Ferrini. Paoli è la mente principale dietro la musica dei Fleshgod e quindi quello che ha la visione più ampia di come un disco si svilupperà nella sua interezza, nonchè il creatore della maggior parte dei riff e delle strutture dei pezzi. In questo processo Ferrini, oltre a portare molte idee riguardanti i temi principali di alcuni pezzi, lavora in parallelo su tutti i dettagli dell’arrangiamento orchestrale, un compito estremamente lungo e meticoloso. Circa il 90% del lavoro compositivo viene quindi definito in pre-produzione e poi, durante il periodo di registrazione, lasciamo alcuni elementi da definire. In realtà molte cose vengono aggiustate durante questa fase, perchè con i suoni più vicini a quello che sarà il risultato definitivo del disco molte cose possono funzionare diversamente. In questa fase discutiamo di tutto ciò che viene fatto e cerchiamo così anche di adattare molti elementi al gusto di tutti, per avere una visione più ampia e sicuramente rispecchiare il gusto di più persone.

Fleshgod-Apocalypse-Labyrinth

Siete consci del successo e dei consensi che state avendo da qualche anno a questa parte? Siete partiti con il mitico EP “Mafia” e il debutto “Oracles”, per poi firmare con la prestigiosa Nuclear Blast, ed eccovi qui con un attesissimo nuovo full-lenght… come sono cambiate le vostre vite?

Sono molto cambiate. Certamente siamo consci – e felicissimi – di tutto quello che sta accadendo. E in effetti è accaduto tutto velocissimamente, pure se questi anni in un certo senso sono sembrati cento, non per noia, ma perchè per raggiungere questi risultati abbiamo lavorato in un modo a dir poco folle.
Oggi la nostra vita è incentrata costantemente sul gruppo, dal punto di vista lavorativo. Quello che cinque anni fa era quasi un hobby, ma contemporaneamente un sogno e sicuramente un bell’impegno, oggi è un lavoro che richiede il 100% delle nostre energie e del nostro tempo. Gli aspetti da curare sono migliaia, così come le persone con cui collaboriamo e con cui comunichiamo giornalmente per organizzare tour, decidere quale tattica attuare nel prossimo futuro e sul lungo termine, ideare e produrre il merchandise, girare video e tante altre cose. Quindi le nostre giornate si svolgono – quando non siamo in tour – fra prove, studio, mails, riunioni, ecc…

State già pianificando un eventuale tour di supporto e, se sì, potete già anticipare qualcosa in merito?

Come sai (e mi scuso nuovamente per il ritardo), abbiamo già iniziato la promozione di “Labyrinth” con un tour in Nord America di supporto diretto ai Wintersun, insieme con Arsis e Starkill. Il tour è stato ottimo, sia dal punto di vista delle presenze e del supporto dei fans, sia dal punto di vista delle relazioni con le altre band del pacchetto. Prossimamente suoneremo alcuni festival in Europa come warm-up per il successivo tour europeo di supporto a Kataklysm e Krisiun, che ricoprirà più o meno tutta Europa per una durata complessiva di circa 40 giorni. In seguito stiamo pianificando molte altre cose, mirate soprattutto a tentare di arrivare a territori ancora inesplorati dai Fleshgod come ad esempio il Sud-Est Asiatico, il Messico, il Sud America, ma ancora sono solo ipotesi su cui stiamo lavorando, nulla di ufficiale insomma!

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A proposito di live shows, voi siete soliti salire sul palco ricoperti di fuliggine sul volto mentre indossate tutti un elegante vestito; da dove è nata questa originale scelta? E’ molto importante per voi il trucco on stage?

L’aspetto visuale è fondamentale, un elemento inscindibile della nostra arte. Quest’idea nasce dal tentativo di rappresentare in forma visiva ciò che è anche contenuto nella nostra musica: un mix di romanticismo, classicismo e violenza sanguinaria, un gioco di contrasti che a mio parere è la forza di quello che stiamo cercando di fare con questo progetto. Noi diamo molta importanza ai concetti, di ogni tipo, visto che la musica è una forma di comunicazione e ci piace molto l’idea di portare questa comunicazione su più piani, quindi anche nei videoclips e nei live. Stiamo lavorando costantemente per rendere lo show sempre più teatrale, a partire dal fatto che portiamo un pianoforte dal vivo e che dall’ultimo tour negli States portiamo anche Veronica, la nostra soprano, dal vivo.

Avete mai avuto in passato qualche difficoltà nella riproduzione live del complesso lavoro orchestrale che caratterizza molto la vostra musica?

Beh, sicuramente il nostro non è un lavoro facile. Portare un’orchestra intera dal vivo per varie ragioni è impossibile, almeno per ora, quindi l’utiizzo di backing tracks impone anche l’utilizzo del click, che ovviamente richiede molta precisione e costanza e rende anche più difficile l’interplay. Ma la cosa più difficile è in realtà tutto il resto, visto che noi cerchiamo il più possibile di portare tutti gli altri elementi della nostra musica live e ciò significa lavorare a fondo per conciliare l’impatto dello show, quindi tutto l’aspetto coreografico, col fatto di avere quattro voci, incastri e botta e risposta fra screams e growls, voci pulite, ecc. Questo richiede molto allenamento perchè i nostri pezzi a livello di resistenza in velocità e anche a livello coordinativo (in particolare voce/chitarra) sono molto ardui e per portare sul palco tutta la convinzione e la naturalezza che richiede uno show ci vuole molto allenamento.

Grazie mille per il vostro tempo, complimenti per il nuovo disco in arrivo e un grande in bocca al lupo per il vostro futuro. A voi la parola finale…

Crepi il lupo, e grazie a voi!
Io dico sempre questo: qualunque sia la musica che vi piace, supportatela.
Noi, dal canto nostro, daremo sempre il massimo.
Grazie ancora.

Sito ufficiale: www.fleshgodapocalypse.com
Myspace: https://myspace.com/fleshgodapocalypse
Facebook: https://www.facebook.com/fleshgodapocalypse
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de

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