22/06/2013 : Italian Metal Legends – Giorno 2 (Marcignago, Pavia)


Visualizzazioni post:1472

paolo4

SKANNERS
HOCCULTA
CRAWLER

Nel tardo pomeriggio ci mettiamo in macchina per percorre la strada che ci separa da Marcignago. La speranza è che oggi vada un po’ meglio in termini di affluenza: è sabato, chi lavora ha avuto modo di organizzarsi la giornata più tranquillamente e ci auguriamo di avere un colpo d’occhio differente al nostro arrivo all’Area Feste. Con queste considerazioni, il breve trasferimento giunge al termine: pare esserci qualche macchina in più nel parcheggio, ma comunque poca cosa. Pagato il biglietto e varcata la soglia, notiamo qualche folta chioma in più rispetto al venerdì, oltre al buon Paolo in costume da bagno indaffarato negli ultimi preparativi. C’è tempo prima che inizino i concerti, quindi ne approfittiamo per rifocillarci di cibo per il corpo (anche se il ristorante offre piatti caldi ed insalata di riso ci tuffiamo su panini con salamella e birra: che altro si può desiderare?!?!?) e per l’animo, con qualche acquisto in CD e vinili. Nel frattempo qualche persona in più è arrivata, ma si parla sempre di poche anime: raggiungere i numeri della precedente edizione sembra essere una chimera irrealizzabile. E’ un misto di rabbia ed amarezza quello che proviamo, parzialmente attenuato dai primi movimenti nella zona del palco, verso cui ci dirigiamo sfoderando la fedele macchina fotografica.

Ad aprire ufficialmente le danze ci pensano i CRAWLER, questa sera in formazione rimaneggiata con Stefano Squeo a sostituire il bassista titolare Giovanni Martiniello. I cinque di Crema sferzano i primi e timidi metallari sotto il palco attraverso un heavy metal di classicissima estrazione, i cui riferimenti richiamano l’Inghilterra ed in particolare i fondamentali Iron Maiden. I Crawler mostrano una bella sicurezza on stage e questo è dovuto all’esperienza live maturata sia in Italia che oltre confine; i Nostri si prodigano in uno show piacevole per gli occhi ma soprattutto per le orecchie, grazie ai pezzi provenienti dal loro debut album “Knight Of The Word”: accompagnati dall’ugola potente di Claudio, ci abbandoniamo alle trascinanti “Crawler” e “Speed”, a cui fanno seguito le più articolate “Knight Of The Word” e “Cagliostro”. Le successive “Masters Of The Night” e “Sick Song” ci riportano entro coordinate sonore più classiche, mentre le strappo finale ci regala una esplosiva cover version di “Ace Of Spades” e la doppietta “Danger! (On Elm Street)” e “Undeads”. Una buonissima prestazione quella sfoderata dai Crawler, ottimi nel preparare il terreno ad una leggenda del metal tricolore..

Crawler - 4c

Nella pur breve attesa l’immancabile ANSIA – che ci attanaglia lo stomaco in corrispondenza di eventi particolari – è schizzata ben oltre i livelli di sopportabilità: d’altronde la cosa è capibile, dato che stiamo per assistere al ritorno live di una band decisamente importante per il metal tricolore… così, dopo Royal Air Force e Revenge l’anno passato, “Italian Metal Legends” ha il grande merito di portare sul palco i milanesi HOCCULTA, autori nel 1984 di un gioiellino come ”Warning Games”, a cui fece seguito qualche anno dopo il più oscuro “Back In The Dark”. Oltre allo storico vocalist Massimo Lodini, la band che stasera torna ad esibirsi – dopo più di un quarto di secolo – si completa con il chitarrista Roberto Broggi (già all’opera su “Back..”), il bassista Mirko Voltan ed il batterista Daniele Pobbiati, quest’ultimo con trascorsi nel gruppo a cavallo tra 1985 e 1987. La setlist della serata regala emozioni a raffica con diversi brani provenienti dalle produzioni degli eighties (citiamo “Owner Of The Heart” e “We Give The Power” dal primo album, “Angel Of Death” e “Back In The Dark” dal disco omonimo), ripropongono “Over The Desert” (vecchio pezzo rivisitato ed incluso nel mini CD “Taste The Return” del 2006) e presentano le nuove “Lonely” e “World Of My Shoulder”, entrambe facenti parte della tracklist del nuovo album: il primo impatto è positivo, ma occorreranno futuri e ripetuti ascolti per inquadrare al meglio queste composizioni. Se già la presenza di nuovi pezzi è stata una bella sorpresa, potete immaginare l’emozione nel veder salire sul palco Luca Trabanelli, uno dei fondatori della band e tra i “colpevoli” della scrittura del disco d’esordio: imbracciato il suo strumento (al sottoscritto è venuta la pelle d’oca sin dalle prime note, Paolo Scuri mi è testimone N.d.LucaAvalon), il chitarrista ha dato il suo contributo su “Warning Games”, pezzo con cui i Nostri hanno concluso il loro concerto. Siamo rimasti più che soddisfatti da quanto mostrato dagli Hocculta: la band è viva e vegeta, e non fa niente se qualche volta il bravo Massimo ci ha dato l’impressione di trovarsi in debito d’ossigeno… l’importante è che gli Hocculta siano tornati a dire la loro!

Hocculta - 1c

Abbiamo ancora in circolo l’adrenalina dello show appena concluso che è già ora di gustarci un’altra band mitologica del panorama metallico tricolore, i bolzanini SKANNERS! Rispetto all’ultima volta che lo abbiamo visto in azione, il gruppo presenta un volto nuovo dietro al basso, quello di Tomas “Geronimo” Valentini, che con il bravissimo Davide “Pandemonium” Odorizzi va a formare una sezione ritmica tanto giovane quanto talentuosa! Se li avete già visti suonare lo sapete benissimo che gli Skanners sul palco sono una macchina da guerra che procede inarrestabile aprendosi la strada a colpi di devastante heavy metal: guidata dal carismatico vocalist Claudio “The Undertaker” Pisoni e dalle chitarre di Fabio Tenca e Walter Unterhauser, la band si produce in uno show impeccabile, strabordante di energia e passione, dove la grinta e la carica esplosiva dei Nostri trovano il loro sbocco naturale attraverso una tripletta iniziale da togliere il fiato composta da “Welcome To Hell”, “We Are Night” e “We Rock The Nation”. Nel tempo a loro disposizione vengono riproposti brani da tutti i loro album, dalle più datate “Skanners”, “Starlight” e “Turn It Louder Now”, passando per “Metal Party” e “Blood In My Eyes”, fino a “Factory Of Steel” e “Hard And Pure”, per uno splendido viaggio nella storia musicale della band, dove trova spazio anche una devastante versione di “Burn”, superclassico dei Deep Purple, un paio di simpatici siparietti e il ricordo con dedica e lungo applauso a “Caligola”, fan della band e del metal recentemente scomparso. Non c’è molto altro da dire se non per sottolineare il fatto che quando on stage ci sono Claudio Pisoni e soci, c’è sempre la certezza di assistere ad un concerto di prim’ordine!

Skanners - 3c

Si spengono le luci sul palco, i tecnici iniziano a smontare le apparecchiature e passa in archivio questa seconda edizione di Italian Metal Legends. Il concerto appena concluso ci ha lasciato il sorriso stampato sul volto ed un bell’entusiasmo, così ci spostiamo al bancone del bar per recuperare qualcosa da bere. Con una birra in mano le riflessioni vengono più facili: osservando le persone all’interno dell’Area Feste e ripensando alle performance a cui abbiamo assistito, possiamo dire che Italian Metal Legends è stato un successo ed un flop contemporaneamente. Sotto la voce “successo” troviamo sicuramente la location, molto bella e perfetta per ospitare eventi di questo tipo, il lavoro svolto dagli organizzatori che non hanno fatto mancare niente a nessuno, l’ottimo impianto audio che ha regalato a tutte le band una resa sonora all’altezza della situazione, cibo e bevande di qualità ed a prezzi popolari, così come il biglietto d’ingresso. Ottimi i gruppi chiamati ad esibirsi e che hanno dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, come anche il Belpaese abbia band che non temono il confronto con quelle straniere: abbiamo giovani realtà dannatamente in gamba e compagini storiche di cui essere orgogliosi, capaci di far impallidire per vitalità e tiro anche i ragazzini più esagitati! Unica scelta imputabile all’organizzazione che non ci ha troppo convinto è quella di aver pianificato il festival su venerdì e sabato anziché sabato e domenica, ma magari erano gli unici giorni disponibili. Alla voce “flop” figura solo la risposta del pubblico, che non c’è stata. Troppo facile barricarsi dietro il “pochi ma buoni”: questa era un’opportunità da non perdere, sopratutto per noi che viviamo in provincia di Pavia e, come al solito, abbiamo preferito restarcene a casa, o magari andare al solito pub. Ci siamo anche immaginati che molti avessero investito i loro eurini per vedere per l’ennesima volta i Motorhead in concerto il 25 giugno: per meno della metà del biglietto per Lemmy e soci, qui si sarebbero potute vedere sei band di gran valore e supportare il nostro metal – che ne ha davvero bisogno – e con il resto mangiare e bere entrambi i giorni! Per carità, siamo tutti liberi di fare ciò che vogliamo, ma poi non lamentiamoci se dobbiamo sorbirci ore di macchina per vedere un concerto perché qui da noi non viene organizzato nulla, è esattamente ciò che ci meritiamo.

Di seguito altre foto della serata, realizzate da Silvia “LadyAvalon” Omodeo Zorino e Gianluca “Avalon” Moraschi.

Crawler:

Crawler - 1 Crawler - 2 Crawler - 3

 Hocculta:

Hocculta - 2  Hocculta - 3 Hocculta - 4

Skanners:

Skanners - 1 Skanners - 2 Skanners - 4

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.