Rosae Crucis – Massoneria (2014)

Titolo: Massoneria
Autore: Rosae Crucis
Genere: Heavy Metal
Anno: 2014
Voto: 8.5

Visualizzazioni post:1703

Per quanto mi riguarda, questo nuovo sigillo discografico dei grandi Rosae Crucis è, senza ombra di dubbio, il disco che più di tutti ho agognato in questa stagione metallica che si avvia alla conclusione. Accolto come una liberazione dal sottoscritto, eccolo finalmente tra le mie mani, finalmente arrivato a monopolizzare i miei ascolti: i Rosae Crucis sono tra le pochissime band la cui musica mi scuote l’anima e potete immaginare con quale spirito mi sia immerso tra le note di “Massoneria”, rilasciato dalla bresciana My Graveyard Productions!
Ottimamente registrato negli studi personali della band, “Massoneria” è il primo vero album di inediti dei Nostri dai tempi di “Worms Of The Earth”, uscito più di dieci anni orsono: come ben sapete, non vanno conteggiati “Il Re Del Mondo” e “Fede Potere Vendetta” – release che hanno arroventato il periodo 2008/2010 – dato che, in prevalenza, contengono nuove versioni di pezzi apparsi nelle vecchie demo targate Rosae Crucis.
Per darvi un’idea di cosa ci attende in questo album occorre partire dalla fine, ossia dagli ultimi secondi acustici di “Terra Mia”, in cui troviamo la strofa iniziale narrata di “Crociata”: personalmente, ho interpretato questo inserto come la volontà da parte della band di mantenere un legame con il proprio passato sonoro, ma guardando avanti, senza rimanere a tutti i costi ancorati a quanto già musicalmente prodotto. A mio parere, questo rende più semplice comprendere il nuovo “Massoneria”: parliamo sempre di tonante heavy metal, in cui la componente evocativa gioca sempre un ruolo di primo piano insieme ad atmosfere che, complessivamente, si sono fatte più oscure e tenebrose. Il pathos è presente a tonnellate nelle composizioni, così come non mancano sferzate metalliche d’impatto e qualche momento rallentato di grande intensità: completano il quadro le liriche in italiano, davvero notevoli, dove Ciape ci regala un’interpretazione spettacolare e dove troviamo passaggi corali efficacissimi.
Complessivamente, prima di rivelarsi in tutto il suo splendore, l’album necessita di qualche ascolto in più, fattore fondamentale per gustare fino in fondo i particolari e le sfumature che la band ha inserito nei propri brani. Detto questo, siamo pronti a farci accompagnare dai Rosae Crucis in un viaggio nella Storia, per un percorso in musica che inizia quasi mille anni prima della nascita di Cristo ed arriva sino ai giorni nostri: superata la breve intro strumentale “Menzogna, Ignoranza, Ambizione” ecco “Hiram Abif” – l’architetto capo nell’edificazione del Tempio di Salomone – brano roccioso ammantato di una certa oscurità che riassume a dovere gli ingredienti descritti in precedenza. Qui come su tutti i pezzi, sono ottime le ritmiche pulsanti del basso di Daniele “KK” ed il drumming devastante di Piero “Bohemian Moloch”, così come il chitarrismo incisivo di Andrea “Kiraya” e Tiziano “Shreadmaster”, valorosi cesellatori di assoli e riffs trascinanti. Ci spostiamo nella zona più sacra del già citato Tempio con “Sancta Sanctorum”, pezzo che ci riconsegna i Rosae Crucis più diretti e micidiali come nella successiva “Militia Templi”: arriva uno dei miei pezzi preferiti con la potentissima “Guerra Santa”, pezzo travolgente che si apre su un ritornello di rapidissima assimilazione sorretto da un riff altrettanto diretto. “Il Marchio Dell’Infamia” genera atmosfere cupe e sulfuree, mentre con “Fama Et Confessio Fraternitatis” i Rosae Crucis ci regalano un altro brano dalla grande carica emotiva, con un refrain epico di grandissima efficacia. “Summi Architecti Gloriam” sollecita all’headbanging con il suo incedere robusto e cita la P2, loggia massonica tricolore tristemente nota a cavallo tra anni 70 e 80 per diversi atti criminali. Siamo quasi a fine album quando arriva la titletrack, composizione massiccia dalle ambientazioni sonore da rito occulto, a cui fa seguito “Oriente Eterno (K466)”: basato sul Requiem K66 di Mozart, Piero declama il giuramento degli apprendisti principianti. A chiudere il lotto troviamo la già citata “Terra Mia”, brano affascinante in cui viene fatto un uso importante delle chitarre acustiche, con una parte centrale che aumenta d’intensità: una canzone molto intima ed emozionante, che trasmette efficacemente malinconia ed una certa sofferenza per la nostra bistrattata Patria; forse il tema è un po’ fuori contesto, ma è innegabile che “Terra Mia” chiuda il disco con il botto!
Non c’è molto altro da aggiungere, se non per ribadire che i Rosae Crucis danno alle stampe un album di Acciaio Puro dalla qualità clamorosa, curatissimo sotto ogni aspetto, per cui vi invito ad acquistare al volo una copia di “Massoneria”: è un disco imperdibile se avete il cuore foderato di acciaio ed è l’ennesima prova del valore enorme di questa grandissima band italiana!

Tracklist:

1. Menzogna, Ignoranza, Ambizione
2. Hiram Abif
3. Sancta Sanctorum
4. Militia Templi
5. Guerra Santa
6. Il Marchio Dell’Infamia
7. Fama Et Confessio Fraternitatis
8. Summi Architecti Gloriam
9. Massoneria
10. Oriente Eterno (K466)
11. Terra Mia

Line-up:

Giuseppe “Ciape” Cialone – voce
Andrea “Kiraya” Magini – chitarra
Tiziano “Shreadmaster” Marcozzi – chitarra
Daniele “KK” Cerqua – basso
Piero “Bohemian Moloch” Arioni – batteria

Sito ufficiale: www.rosaecrucis.it
Facebook: https://it-it.facebook.com/RosaeCrucis
Etichetta My Graveyard Productions – www.mygraveyardproductions.com

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