Wömit Angel – Sodomatik Rites Of I.N.R.I. (2012)

Titolo: Sodomatik Rites Of I.N.R.I.
Autore: Wömit Angel
Genere: Black / Speed metal punkeggiante
Anno: 2012
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:553

L’album che mi sto apprestando allegramente a recensire mi è stato inviato per posta direttamente dalla Red Cat Promotion e l’ho chiesto essenzialmente per due motivi: 1) la copertina, così blasfema e dissacrante (che figo, dopo 25 anni di vita ancora mi faccio “abbindolare” dalle copertine come un adolescente!); 2) la definizione assurda usata per definire la musica dei Wömit Angel, cioè “black-sado punk”. Unisci le due cose e ottieni una miscela di metal demenziale ed esplosivo che ultimamente, anche grazie a gruppi come i Syphilitic Vaginas o gli Shitfucker (e 1000 altri), sta ritornando prepotentemente in voga.
Appena ho aperto la custodia di “Sodomatik Rites of I.N.R.I.” mi sono ritrovato in mano un semplice booklet di otto pagine senza testi, nel quale, perlomeno, si spiega sinteticamente il significato delle parole “sodomia” e “sadismo”. Utilissimo, non puoi capire quanto!
Per fortuna, appena si mette l’album nello stereo (ovviamente tralasciando l’inutile intro, che non è altro che la stessa titletrack) ci si convince che i Wömit Angel, cioè tre depravati finlandesi riunitisi nel 2010 all’album d’esordio per la connazionale Inverse Records, sono tutta sostanza, la quale si palesa in 12 canzoni (perlopiù provenienti dal periodo dei demo) per 40 minuti circa di un black/speed metal punkeggiante non solo devastante ma incredibilmente vario.
Di base ci sono due pezzi-tipo: il primo è basato principalmente sui blast-beats (o quasi) e su un riffing melodico che a tratti sconfina nel black metal anni ’90 (come in “Armageddon Belongs To Me”); il secondo è focalizzato su un assalto più punk e quindi su tupa-tupa martellanti. Il tutto sempre seguendo un approccio semplice mantenendo allo stesso tempo una buona melodia di fondo (tranne in pezzi più brutali come “Corporal Mortification”), oltre a non proporre quasi mai degli assoli anche se, quando ci sono (cioè in “Into The Storm Of Sodom” e “Werewolf Extravaganza”), trasmettono una goliardia birraiola da applausi. Inoltre, rispetto a gruppi simili come i Midnight o gli Chapel, i Wömit Angel offrono spesso dei buoni cambi di tempo e così ecco spuntare fuori pezzi più dinamici del solito come la già citata “Armageddon Belongs To Me”, se non addirittura un mid-tempo dal riffing tenebroso/melodico come “Monastery Pervert” (l’unico di tutto l’album). E ancora, negli ultimi brani si fanno vivi dei tempi medi pieni di groove molto thrash metal. E alla fine scopri che i Wömit Angel hanno molto da dire.
Ma adesso reggetevi forte che devo parlarvi del cantato, assolutamente strabiliante! Questo perché W. Horepreacher è un urlatore di finissima categoria, anche perché alterna spesso le sue tipiche urla black con altre così assurdamente invasate, se non acute, da scompisciarsi dalle risate! Fra l’altro queste ultime urla rimandano moltissimo ai deliri di Master Motorsåg dei Bestial Mockery, il che non può che far piacere ai cultori del metallo più zozzo e demenziale. E poi c’è J. Viölator, che non poche volte dà manforte al compagno tirando fuori dei grugniti mica male. Inoltre, da queste parti si fa spesso uso delle sovraincisioni, talvolta fanno capolino delle voci pulite… e in “Werewolf Extravaganza” ci sono degli ululati fighissimi da risata garantita!
Ora reggetevi ancora più forte perché la mia coscienza vuole farvi sapere anche che, durante gli assoli, la chitarra ritmica è totalmente bandita, il che fa molto live. E poi… avete mai sentito un pezzo come la conclusiva e stradaiola “Killing Starts”, nella quale è addirittura il basso a suonare l’assolo? Questi sono i cosiddetti momenti fuori parametro che solo gruppi di tal fatta possono permettersi vista la loro attitudine irriverente che deve molto ai Venom.
Vorrei parlarvi ancora dei Wömit Angel ma, a parte il fatto che così rischierei di ammorbarvi troppo, il mio spazio sta per concludersi. “Sodomatik Rites of I.N.R.I.” è stato per me una graditissima sorpresa, una vera botta di metal barbarico e intenso che al massimo difetta nei pezzi più puramente black come “Release The Blood” mentre eccelle in quelli più punk come “Deathrape In Deep C(ünt)” (che è piena di “UGH!” di celtic frostiana memoria). Proprio recentemente i nostri sono ritornati con il secondo album “Holy Goatse” che mi piacerebbe molto recensire. Chissà se è migliore dell’album d’esordio? In ogni caso, comprate “Sodomatik Rites of I.N.R.I.” e ascoltatelo in piena tenuta da combattimento, maschera anti-gas e borchie assurde comprese, che qui sono botte (e birra) a manetta!

Tracklist:

1 – Sodomatik Rites of I.N.R.I.
2 – Unholy and Horny (Soul Torturing Crew)
3 – Into the Storm of Sodom
4 – Buried in Pig Skin
5 – Deathrape in Deep C(ünt)
6 – Armageddon Belongs to Me
7 – Souls Burning Black
8 – Release the Blood
9 – Slut
10 – Werewolf Extravaganza
11 – Monastery Pervert
12 – Corporal Mortification
13 – Killing Starts

Line-up:

W. Horepreacher – voce/basso
J-Viölator – chitarre/voce

A. Demonfinger (ospite) – assolo (“Werewolf Extravaganza”)

Vile Anarchy – batteria

Sito ufficiale: http://www.womitangel.net
Mikseri: http://www.mikseri.net/womitangel
Promozione Red Cat – http://www.redcatpromotion.com

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