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07/11/2014 : Rock You To Hell Festival II (Day 1) – Atene (GRE)

Pubblicato il 7/01/2015 da in Live report | 0 commenti


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07/11/2014 : Rock You To Hell Festival II (Day 1) – Kyttaro Club, Atene (GRE)

GRIM REAPER (UK)
PRAYING MANTIS (UK)
MYSTERY (GRE)
PERSIAN RISK (UK)
HITTEN (ESP)
ASGARD (ITA)
LIGHTING RUST (GRE)
RESISTANCE (GRE)

RYTH

Galeotto fu “Play it Loud!” 2014: eh sì, perchè fu al festival organizzato da Giuliano Mazzardi che stringemmo amicizia con CHRISTOS XIGAS, tour manager degli Holocaust nonché organizzatore del “ROCK YOU TO HELL”, festival che nella sua prima edizione ha portato ad Atene bands di culto come Medieval Steel, Holocaust e Spartan Warrior supportate da quattro acts elleniche (Blind Justice, Clairvoyant, Serpent Teeth ed Erase). Essendo fianco a fianco al banchetto, c’è stata l’occasione di parlare anche della nuova edizione del suo festival che, ci anticipò, si sarebbe svolto su due giorni ed avrebbe visto in azione Persian Risk, Grim Reaper ed Avenger, tra gli altri. Ci invitò a partecipare ed accettammo entusiasti, con una crescente ANSIA che ci accompagnava ad ogni band aggiunta.
Via al racconto quindi, quando in una piovosa mattina del 6 novembre ci imbarchiamo su un volo per Atene in compagnia dei simpaticissimi Asgard e dei Clairvoyant, band che la stessa sera si sarebbe esibita nel Warm Up Show con Dennis Stratton ed una manciata di gruppi locali (Maidenance, Ultimate Sin e Warwolf). Ad accoglierci in questa prima trasferta greca troviamo un bel sole caldo e, una volta preso possesso delle nostre stanze, facciamo un primo giro nelle vicinanze dell’albergo per iniziare ad orientarci: decideremo in seguito di non partecipare al Warm Up Show per recuperare il sonno perso la notte precedente e presentarci freschi e riposati al Festival. Dopo una nottata difficile, impegniamo la mattina del 7 al negozio di No Remorse Records: il tempo vola e dopo pranzo ci prepariamo per raggiungere il Kyttaro Club. Quando arriviamo c’è qualche artista che chiacchiera vicino all’ingresso e veniamo accolti dalla gentilissima Demi, che ci fa fare il giro del locale: notiamo che non esiste un’area sotto il palco predisposta per i fotografi e questo ci suggerisce che dovremo lottare per guadagnarci i nostri scatti. Ci accorgiamo che le 16.00 – orario previsto per l’apertura delle porte – sono passate da un pezzo e fuori dal locale la gente latita: sembra di essere in Italia! I tempi si allungano e chi è già all’interno del Kyttaro inizia pure a fumare alla faccia dei divieti esposti (ci accorgeremo che in ogni posto pubblico la gente fuma liberamente) e ben presto una coltre nebbiosa si installa nel locale. Con un paio d’ore di ritardo, finalmente, si va a cominciare..

Il compito di inaugurare il festival è affidato ai RESISTANCE, band di Salonicco a me totalmente sconosciuta, fattore quest’ultimo che ha reso necessarie alcune indagini sul loro conto: le mie ricerche non hanno dato molti frutti, se non che il quintetto è attivo dal 2011 ed attualmente è al lavoro sui pezzi che comporranno il loro nuovo full length che, immagino, ne rappresenterà anche il debutto discografico assoluto. Sono quasi le 18.00 quando i Resistance salgono sul palco, peraltro in formazione ridotta a quattro elementi: all’interno del Kyttaro non c’è molta gente a gustarsi il loro heavy metal dalle frequenti venature power e, forse, questo un po’ influisce sul morale dei Nostri in termini di presenza scenica, con la band piuttosto statica sullo stage. Alla fine i pezzi eseguiti saranno una mezza dozzina, da cui ho percepito titoli come “Social Twilight”, “Dreamweaver”, “Lies Come Out” e la conclusiva “Starseeker”: complessivamente, la proposta della band non mi è dispiaciuta ma non mi ha neanche convinto appieno, mentre devo dire che ho apprezzato i contributi del cantante Stamatis Theologou (dall’ugola potente e versatile) e di Kostas Lourmpakis, chitarrista molto abile la cui particolarità è quella di suonare senza plettro. Alla prova live i Resistance non mi hanno esaltato, li risentirò volentieri quando uscirà il disco!

02-Resistance

Abbiamo appena il tempo di uscire a prendere una boccata d’aria fresca che già i LIGHTING RUST si impossessano dello stage. Il loro nome è completamente nuovo alle mie orecchie, il che mi impone di raccogliere qualche info: nati nel 2011, provengono dalla Macedonia orientale e Tracia ed hanno alle spalle un EP ed un album autoprodotti. Il pubblico sta lentamente aumentando e, nella mezzora a sua disposizione, la band cerca di lasciare il segno con il suo tradizionalissimo heavy metal ottantiano, diretto e senza fronzoli; il quintetto sembra tenere meglio il palco e sfoggia una prestazione complessivamente divertente presentandoci quattro estratti da “Screaming For Mercy”, tra cui vi segnalo l’opener di stasera “Riders Of The Sun”, “Wanted Dead Or Dead” e “Painful War”: inoltre, per scaldare ulteriormente gli astanti, i Nostri si giocano la carta delle cover attraverso le loro versioni di “Balls To The Wall” e “Metal Warrior”. In generale, i Lighting Rust hanno offerto una prova gradevole, in particolare per quanto riguarda gli strumentisti: in questo caso, l’anello debole della serata si è rivelato essere Panos, cantante la cui prova dietro al microfono non mi è sembrata molto convincente in virtù di una vocalità che necessita di essere rifinita. In ogni caso, l’impressione che i Lighting Rust mi hanno lasciato è buona!

06-LightingRust

Cresce l’ANSIA al cospetto del terzo gruppo chiamato ad esibirsi: tocca infatti ai nostrani ASGARD calcare le assi del Kyttaro e tenere alto il vessillo dell’acciaio tricolore! Sono da poco passate le 19.00 e, di fronte a qualche appassionato in più, la band porta al “Rock You To Hell” l’energia esplosiva del suo travolgente heavy / speed metal: gli Asgard dal vivo sono una garanzia e anche stasera non tradiscono le attese sfoderando, come sempre, una tenuta di palco invidiabile. Il quintetto ci sembra decisamente in forma e non si risparmia scaraventandoci addosso una setlist in cui si alternano gli estratti dai loro due ottimi dischi: apertura affidata alla micidiale doppietta “Spirits” – “Disciples”, per uno show ad alto tasso energetico che ci regala, tra gli altri, la massiccia “The Age Of Steel”, killer songs come “Hellbreaker” e “The Interceptor”, sino all’inno “Asgard Invasion” posto a conclusione della loro scaletta. Non ho percepito sbavature nella prova dei Nostri che, al contrario, sono ormai rodatissimi nei loro meccanismi e sarebbe strano il contrario, viste le importanti esperienze live accumulate sinora. Dunque, con il concerto offerto dal quintetto ferrarese si alzano decisamente gli standard qualitativi del festival: mi esalto sempre con la loro musica e, d’altronde, non è un caso se sono indicati come una tra le migliori band che abbiamo in Italia! Asgard orgoglio tricolore!

08-Asgard

Di ottimo livello anche il gruppo successivo, uscito a fine aprile con il valido debut album “First Strike With The Devil” per la greca No Remorse Records: parliamo degli spagnoli HITTEN, che al “Rock You To Hell” inaugurano il tour europeo che li porterà anche in Germania, Olanda, Belgio e Francia. Ho apprezzato l’album, quindi sono abbastanza curioso di vederli in azione: la band di Murcia non perde tempo e spazza via la fastidiosissima nebbia artificiale che avvolge il palco a colpi di rovente heavy metal dai chiari riferimenti all’Inghilterra degli eighties. Ci pensa l’incalzante “Demons” ad aprire lo show, cui fa seguito la più datata “Burn This City” (estratta dall’EP “Shake The World”): da qui in avanti la band pesca a piene mani dal citato album ed arrivano “Looking For Action”, “Evil Power” e “Running Over Fire”, pezzi su cui gli spagnoli mostrano capacità e qualità. Tutto sembrava andare per il verso giusto, ma il destino ha voluto che sul brano successivo una corda dell’ascia dell’ex Iron Curtain Dani ci abbandonasse definitivamente: superato l’iniziale imbarazzo, i Nostri hanno ripreso in mano la situazione e, in attesa di risolvere il problema, sono andati avanti imperterriti con il loro concerto. Risolta la difficoltà e con Dani di nuovo sul palco, gli Hitten hanno potuto portare a termine degnamente il loro set, conclusosi sulle note dell’inaspettata cover version di “Iron Maiden”. Ottima band!

11-Hitten

Al giro di boa del festival ecco che la mia ANSIA schizza oltre i livelli di guardia a causa dell’arrivo sullo stage del Kyttaro di una delle band per cui abbiamo deciso di affrontare la trasferta greca: i PERSIAN RISK! La band gallese si presenta sul palco con una formazione a quattro elementi che, oltre al vocalist Carl Sentance, si avvale della chitarra di Jason Banks e del basso di Wayne Banks (entrambi nei Messiah’s Kiss e Repression) e si completa con Tim Brown alla batteria. Che i Persian Risk fossero attesissimi lo si evince dal numero di fans entusiasti accalcati sotto il palco e la band ripaga le attese con una prestazione super: oltrepassata l’orientaleggiante intro, la NWOBHM più energica si materializza sulle note di “Don’t Look Back” e “Dark Tower”, pezzi che ci permettono di constatare la forma strepitosa di cui gode l’ugola di Carl Sentance e non da meno sono i musicisti che lo accompagnano!
Grande musica e grande presenza scenica per la band, che procede inarrestabile con brani come “Ridin’ High”, “Don’t Turn Around” e “Spirit In My Dreams”. Scocca l’ora di un nuovo brano, nello specifico “Who Am I”, titletrack del nuovo album uscito proprio in questi giorni, ma l’apice di goduria massima lo si raggiunge con il micidiale trittico successivo composto dalle storiche “Calling For You”, “Rise Up” e “Women And Rock”! Con la conclusiva “Battlecry” il gruppo si congeda dal pubblico in piena esaltazione: se Asgard ed Hitten avevano realizzato due ottimi shows, i Persian Risk ci regalano un concerto clamoroso, tra i migliori in assoluto di questa due giorni ellenica! Mostruosi!

14-PersianRisk

La terz’ultima band chiamata ad esibirsi questa sera gioca in casa: parliamo dei MYSTERY di Angelo Perlepes, nati ad Atene addirittura nel 1986. Personalmente è la prima volta che li incrocio, ma noto in giro per il locale diverse magliette con il logo della band, segno che i Nostri hanno un certo seguito, quindi prendo posto sotto il palco con una buona dose di curiosità. I Nostri sono autori di un metal neoclassico che accosterei a quanto prodotto da Yngwie Malmsteen; Angelo Perlepes – che mi ha ricordato il chitarrista svedese anche per alcune movenze sul palco – è davvero bravissimo con la sua sei corde, ma il genere non gode affatto dei miei favori. Ho ascoltato attentamente la tripletta iniziale “Wizards Of The Western Coast” / “Visions Will Find The Way” / “(Feels Like) I’ve Done It Before”, ma devo ammettere che già alla fine di quest’ultima la mia attenzione era già rivolta altrove: dei rimanenti brani (dieci alla fine) l’unico sussulto l’ho avuto con la cover di “Child Of The Damned” dei Warlord. Supportati a dovere dai loro conterranei, nell’animo del sottoscritto non hanno lasciato segni indelebili: è innegabile che i Mystery sappiano decisamente il fatto loro come musicisti ma la loro proposta non fa per me. Peccato.

17-Mystery

A risollevarmi il morale ci pensa la band successiva: se con i Persian Risk hanno portato sul palco le sonorità più energiche della NWOBHM, con i maestri PRAYING MANTIS ci prepariamo ad una lezione in merito al versante melodico del mitico movimento musicale britannico. Sono trascorsi alcuni anni dall’ultima volta che li ho visti live quindi il mio interesse nei loro confronti è piuttosto alto anche in virtù dei nuovi innesti in line-up, ossia il cantante John Cuijpers ed il batterista Hans In T’ Zandt. Anche i Praying Mantis sono molto attesi ed un’ovazione li accoglie sullo stage: i Nostri dispensano classe, eleganza e splendide melodie a partire da classici come “Children Of The Earth”, “Panic In The Streets” e l’omonima “Praying Mantis ”, triade d’apertura che cattura senza scampo i fans in visibilio: dal materiale più recente ecco arrivare “Highway”, mentre “Fight For Your Honour” è una gustosa anticipazione estratta dal nuovo album della band albionica atteso per inizio 2015.
Applauditissimi, i Praying Mantis ci regalano ancora una manciata di ottime canzoni, tra cui vado a segnalare l’intensa “Don’t Be Afraid Of The Dark” e “Turn The Tables”, dopodichè la band saluta gli astanti e abbandona il palco: richiamati a gran voce, Tino Troy e soci ci regalano una spettacolare “Captured City”, brano con la quale si congedano dal “Rock You To Hell”. E’ letteralmente volata l’oretta a loro disposizione e ovunque si guardi si vedono solo volti felici: i Praying Mantis ci hanno deliziato con l’ennesimo, grandissimo concerto e in questo non c’è nulla di nuovo, dato che in ambito live sono una garanzia. Rimanendo in tema di novità, non posso che lodare il nuovo cantante John Cuijpers, la cui voce calda ed avvolgente calza a pennello con la musica della storica band inglese! Mi viene in mente solo un termine per descriverveli: Grandiosi!

20-PrayingMantis

Ancora Storia (volutamente scritta con la “S” maiuscola) al “Rock You To Hell”, ancora un grandissimo gruppo legato alla NWOBHM più incandescente: i mitici GRIM REAPER, una band che adoro! Sono totalmente in balìa dell’ANSIA e mi sembra che molti altri siano nelle mie stesse condizioni: sono davvero tante le magliette della band e quando Steve Grimmet e soci fanno il loro ingresso sul palco il Kyttaro risponde con un boato! Siamo in abbondante ritardo sulla tabella di marcia e qundi non c’è tempo da perdere: la setlist di stasera, visto il ruolo da headliner, è piuttosto corposa e la band inizia a macinare heavy metal dall’iniziale “Rock You To Hell”, immediatamente bissata da “Night Of The Vampire” e da “Lust For Freedom”; impeccabile il chitarrismo di Ian Nash, così come l’apporto del basso di Chaz Grimaldi e del nuovo innesto Paul White, un vero martello alla batteria: i fans incitano costantemente il quartetto albionico che ripaga tanto affetto con bordate metalliche come “Wrath Of The Ripper”, “Fear No Evil” e “Now Or Never”.
I Grim Reaper spaziano lungo i tre album rilasciati negli anni ottanta e c’è anche il tempo per un tributo alla memoria del grande Ronnie James Dio, omaggiato attraverso la cover di “Don’t Talk To Strangers”, posta a ridosso degli ultimi colpi intitolati “Waysted Love” e “Final Scream”, con l’apoteosi generale raggiunta sulle note dell’inno conclusivo “See You In Hell”, colpo di grazie per le nostre corde vocali. Un bellissimo concerto quello del quartetto inglese, probabilmente non ai livelli d’eccellenza di Persian Risk e Praying Mantis, ma comunque un grande show: eppoi ai Grim Reaper si concede tutto, anche il supporto tecnologico a fianco del microfono di Steve Grimmet per aiutarlo con i testi.. chissenefrega, i Grim Reaper si amano senza condizioni!

24-GrimReaper

Al termine del concerto dei Grim Reaper il locale si svuota rapidamente: sono le due e trenta passate e, seppur felici della giornata musicale, dopo quasi undici ore in piedi non vediamo l’ora di ritemprarci con un bel sonno ristoratore. Superata la cortina fumogena che ci separa dall’uscita troviamo ad attenderci una leggera pioggerella: per nostra fortuna arriva quasi subito un taxi libero che ci scarica, in men che non si dica, davanti all’albergo. Nei veloci preparativi prima di abbandonarci a Morfeo, ci rendiamo conto di essere decisamente appagati da questo primo giorno di festival: è andato tutto bene da ogni punto di vista e siamo decisamente soddisfatti. Ora però è tempo di riposare, perché domani sarà ancora “Rock You To Hell”!

Live report di Gianluca “Avalon” Moraschi. Foto di Silvia “LadyAvalon” Omodeo e Gianluca “Avalon” Moraschi.

Di seguito altre foto della serata:

Resistance:

01-Resistance

03-Resistance

Lighting Rust:

05-LightingRust

04-LightingRust

Asgard:

07-Asgard

09-Asgard

Hitten:

10-Hitten

12-Hitten

Persian Risk:

15-PersianRisk

13-PersianRisk

Mystery:

18-Mystery

16-Mystery

Praying Mantis:

22-PrayingMantis

21-PrayingMantis

19-PrayingMantis

Grim Reaper:

25-GrimReaper

27-GrimReaper

23-GrimReaper

26-GrimReaper

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