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08/11/2014 : Rock You To Hell Festival II (Day 2) – Atene (GRE)

Pubblicato il 9/01/2015 da in Live report | 0 commenti


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08/11/2014 : Rock You To Hell Festival II (Day 2) – Kyttaro Club, Atene (GRE)

Q5 (USA)
AVENGER (UK)
MARAUDER (GRE)
SALEM (UK)
MARTYR (HOL)
FIREFORCE (BEL)
CRYSTAL WINDS (GRE)

RYTH

Avrei voluto iniziare il resoconto di questa giornata raccontandovi di una sveglia a ridosso dell’ora di pranzo ma, purtroppo, le cose non sono andate così. A quanto pare, dividevamo l’albergo con una mandria di bisonti infuriati che iniziava le sue migrazioni al primo albeggiare: accerchiati da schiamazzi di vario genere, non abbiamo potuto far altro che iniziare la nuova giornata. Ce la siamo presa comoda, con calma ci siamo preparati ed abbiamo fatto un giretto nella zona del municipio, turisteggiando tra i vari negozi. Arriva l’ora di pranzo e ci spostiamo nel nostro bar di riferimento in piazza Omonia.. e chi ci troviamo, intenti ad ordinare cappuccini e brioches?? Ma è ovvio, i Grim Reaper! Cogliamo l’occasione per scambiare qualche parola, facciamo ancora qualche foto insieme e, dopo esserci rifocillati torniamo in stanza, dove ci godiamo un po’ di relax prima di tornare al Kyttaro. Non sembra voler piovere e, nel pomeriggio, ci avviamo a piedi verso il locale. Nonostante siamo arrivati in loco decisamente più tardi rispetto al giorno precedente, lo spettacolo è lo stesso: ci siamo solo noi e le band, ancora impegnate nei loro soundcheck. Non ci resta che entrare e metterci comodi, salutare i volti noti che bazzicano al Kyttaro e fare qualche acquisto.. anche oggi, purtroppo, si accumuleranno ritardi su ritardi.

Non manca molto alle 18.30 quando, finalmente, prende il via la seconda giornata del festival! A dare fuoco alle polveri ci pensano i CRYSTAL WINDS, band ellenica dalla storia travagliata che, tra scioglimenti e ritorni, è attiva da fine 2013 con il fondatore Giannis Vrontis quale unico superstite degli esordi datati 1999. La setlist di stasera prevede cinque brani: sono curioso di vedere la band in azione dato che ho potuto ascoltare alcuni pezzi del loro unico demo (uscito nel 2004) e devo dire che mi avevano fatto una buona impressione.
Spetta alla nuovissima “Masquerade” inaugurare la serata all’insegna dell’heavy metal e subito è percepibile nella band una certa emozione e la necessità di rodarsi on stage: questo non ci impedisce di gustare l’altro nuovo brano “Dream Chaser” – entrambi faranno parte dell’EP in registrazione. Un balzo nel passato ci regala “Scepters Of Eternity” a cui fa seguito una piacevole cover di “Heavy Metal Breakdown” dei Grave Digger: chiusura affidata all’omonima “Crystal Winds”. In conclusione, la band mostra buone abilità, ma si vede che il gruppo ha necessità di aumentare l’esperienza live. Acerbi ma interessanti!

03-CrystalWinds

L’esperienza live non manca di certo alla seconda band chiamata ad esibirsi: arrivano dal Belgio i FIREFORCE e bastano pochi secondi per rendersi conto che il gruppo è ben rodato e sa il fatto suo! Il quintetto belga – salito sul palco in mimetica – non si perde in chiacchiere e scatena il suo heavy/power metal dall’impatto micidiale su un pubblico non ancora numeroso e un po’ freddino; potentissimi e devastanti come un carrarmato, i Nostri non concedono un istante di tregua ed assemblano una setlist perfettamente bilanciata tra i loro due album (“March On” del 2011 ed il recente “Deathbringer”): tra le bordate che i FireForce ci hanno calato tra capo e collo vado a citare, in ordine sparso, “Coastal Battery”, “Thunder Will Roll”, “Combat Metal” e la conclusiva “Born To Play Metal”!
Tra bacchette che sfuggono di mano durante i pezzi ed i pantaloni del chitarrista Erwin Suetens che hanno improvvisamente deciso di cedere, i FireForce non si sono risparmiati ed hanno portato al Kyttaro tonnellate di energia rivelando, inoltre, un’ottima tenuta di palco: molto bravo il cantante Filip “Flype” Lemmens che si è dannato per cercare di tenere costantemente in pugno l’attenzione degli astanti. I dischi in studio non rendono giustizia alla potenza di fuoco generata dai FireForce, una vera e propria macchina da guerra live! Ottima band, se ne avete l’occasione andateli a vedere in azione! Grandi!

06-FireForce

Dal Belgio ci spostiamo nella vicina Olanda, terra d’origine dei MARTYR, altro nome molto interessante per i cultori dell’underground: autori di una manciata di release negli anni ottanta, il quintetto di Utrecht è tornato in pista nel 2006 ed ha rilasciato il nuovo full length “Circle Of 8” nel 2011 nientemeno che per Metal Blade. Sono quasi le 20.00 quando si diffondono le note della intro, con la band già al suo posto ma senza il cantante Rop Van Haren, che irrompe sulla scena con l’opener “DI”: i Martyr assemblano la scaletta di stasera pescando a piene mani dal già citato “Circle Of 8”, disco che, devo ammetterlo, non mi ha affatto entusiasmato. Dal vivo però gli olandesi se la cavano alla grandissima erigendo un muro di acciaio e, dove non arrivano pezzi come “Afterlife”, “All Warriors Blood” e “Scene Of Hell”, ecco che subentra Rop, frontman di grandissimo carisma capace di magnetizzare l’attenzione e coinvolgere costantemente il pubblico: divertente e divertito, Rop scende frequentemente dal palco per interagire con gli astanti e ne spedisce pure alcuni on stage in funzione di coristi.
Saranno solo due le concessioni musicali al loro passato: “Snow & Fire” ed il gioiellino “Speed Of Samurai” ma, vista la quantità di volti sorridenti a fine set, sembra non sia molto importante. A livello di presenza sul palco i Martyr sono sicuramente i vincitori assoluti di questa due giorni ellenica e, più in generale, fanno la loro bella figura. Bravi!

08-Martyr

Li avevo visti all’opera in occasione del nostrano “Play It Loud!” Festival e conservo un’ottimo ricordo dei britannici SALEM, quindi li rivedo molto volentieri. La band di Hull è portatrice sana di primordiali sonorità NWOBHM ad alto contenuto melodico, dove l’hard rock dei seventies albionici è qualcosa più di una semplice influenza. Come per l’esibizione bresciana, gli estratti dall’ultimo “Forgotten Dreams” vengono ben miscelati con i pezzi più datati, in un’alternanza che ci permette di gustare l’ammaliante “When Love Is In Your Heart” e le atmosfere di “High Stakes” con le accattivanti “Rock Fever” e “Fool’s Gold”.
La band è in forma ed in particolare Simon Saxby ci offre una gran prova dietro al microfono: inoltre, mi sembra di poter dire che alcuni “peccati” chitarristici percepiti sul suolo italico questa sera non sono stati ripetuti, segno che l’affiatamento e la precisione avevano bisogno di essere allenate dal vivo. La gente, nel frattempo aumentata, osserva rapita e canta con i Salem sulla nuova “Ask The Lonely” come sulle più vecchie “Hangman’s Noose” e “Other Side Of Hell” anche se, probabilmente, l’apice di coinvolgimento massimo lo si raggiunge in corrispondenza della splendida “Forgotten Dreams”, posta a chiusura di uno show intenso e di gran classe! Un’ottima prova anche da parte dei Salem, che sicuramente lasceranno in Grecia molti più supporters di quanti non ne avessero prima!

12-Salem

Esattamente come ieri sera, il terz’ultimo posto nella bill del Festival è affidato ad una band ellenica: questa volta si tratta dei MARAUDER, quintetto ateniese che meriterebbe ben più attenzioni di quante, finora, non ne abbia effettivamente avute. I Marauder giocano in casa e, per dirla in termini sportivi, il fattore campo si è dimostrato determinante: molti fans si sono accalcati sotto il palco del Kyttaro supportando incessantemente la band, che ci ha ripagato con una prestazione solida e convincente! A loro agio come se fossero nel salotto di casa, i Marauder dispensano heavy metal dalle venature epiche con particolare attenzione alle produzioni più datate: ad aprire lo show ecco arrivare una robusta “For Us The Metal Is Enough” direttamente dal debut “Sense Of Metal”, a cui fa seguito la possente “Face The Mirror”. Ottime le due asce dei fondatori George Sofronas e Andreas Tsaousis, così come il contributo vocale del condottiero Alexander Kostarakos, che si fanno valere sulle melodie della bella “Free Like An Eagle”.
La grintosa “Alexander” sarà l’unico brano estratto dall’ultimo album “Elegy Of Blood”, prima di tornare al passato con “Born Again” e la poderosa “The Return Of The Warrior”, saggiamente posizionata prima dell’inno “The Greek Revolution Begins”, cantata a squarciagola dai presenti ed atto conclusivo dello show dei Nostri.
Come detto in apertura di commento, i Marauder meriterebbero una maggiore attenzione al di fuori dei patrii confini, ma tant’è.. a me sono piaciuti e finiscono tra i vincitori di giornata! Ed ora aspettiamo il nuovo album che, se non ho capito male, è in lavorazione!

18-Marauder

Ultima band rappresentante la fondamentale New Wave Of British Heavy Metal chiamata ad esibirisi al “Rock You To Hell” sono gli AVENGER, gruppo di Newcastle in procinto di rilasciare il nuovo full length “The Slaughter Never Stops” a quasi trent’anni dal precedente “Killer Elite”. I Nostri portano al Kyttaro il loro heavy metal energico e diretto dove sono velocità ed intensità a farla da padrone, tanto nella presenza sullo stage quanto, ovviamente, attraverso i loro brani, roventi schegge di metallo scagliate sul pubblico!
Come è lecito aspettarsi la setlist attinge ampiamente dalle release degli eighties, ma non manca un po’ di spazio per tre gustose anticipazioni estratte dal nuovo album: “In Arcadia Go”, “Fate” ed “Into The Nexus”, pezzi assolutamente in linea con le vecchie produzioni e sapientemente distribuite all’interno dello show. Molto buona la prova di Ian Swift – la cui ugola sembra non risentire più di tanto dello scorrere degli anni – così come quella offerta dalla band in generale, chiaramente in gran forma, che in termini di impatto e vigore non cede un millimetro per tutto il tempo a disposizione, riversando sugli ascoltatori bordate metalliche come “Death Race 2000”, “Enforcer”, “Under The Hammer”, “M.M. 85” e “Brand Of Torture”.
In conclusione, anche gli Avenger ci regalano un ottimo concerto: ci sono solo volti soddisfatti in giro per il locale, compresi quelli dei musicisti appena scesi dal palco!

23-Avenger

Cresce rapidamente l’attesa per vedere all’opera gli headliner di questa seconda giornata: direttamente da Seattle, sbarcano in Grecia gli americani Q5! I Nostri hanno rilasciato due ottimi album a metà anni ottanta (“Steel The Light” nel 1984 e “When The Mirror Cracks” nel 1985) e, pare, rilasceranno un nuovo album nel 2015: di questa nuova incarnazione della band fanno parte i tre membri originali Jonathan Scott K. (voce), Rick Pierce (chitarra) ed Evan Sheeley (basso), a cui si sono aggiunti il chitarrista Kendall Bechtel (Fifth Angel) ed il drummer Jeffrey McCormack (Nightshade, Heir Apparent, Fifth Angel).
Subito dopo la fine dello show degli Avenger i fans iniziano ad accalcarsi nelle prime file: c’è molta curiosità e la tensione, con il trascorrere dei minuti, aumenta costantemente. Abbiamo tutti gli occhi incollati verso il palco, dove i musicisti salgono uno alla volta, senza fretta, ed ognuno viene salutato dalla folla trepidante: il vero boato arriva quando partono le prime note di “Last Train Home” – cover dei Nightshade, band nata dalle ceneri dei Q5, di cui questa sera verranno riproposte diverse canzoni – e Jonathan Scott K. prende posto dietro al microfono!
L’entusiasmo è alle stelle e non accenna a diminuire con le successive “Rock On” e “Pull The Trigger”, tanto da suscitare la sincera sorpresa della band, accolta ad Atene come una divinità: il coinvolgimento è totale e, dopo la robusta “Blood & Iron”, arriva uno degli highlight della serata con la micidiale “Missing In Action” cantata da tutto il Kyttaro. Il tripudio prosegue attraverso pezzi come “When The Mirror Cracks”, “Let Go” e “Prophecy 1616”, fino alla doppietta da infarto composta da “Teenage Runaway” e dalla splendida “Steel The Light”, colpo di grazia per le mie corde vocali.
Sugli applausi scroscianti, i Nostri ringraziano ed abbandonano il palco, ma vengono richiamati a gran voce da un pubblico non ancora sazio di heavy metal: l’ennesimo boato saluta l’annuncio di “Lonely Lady”, altra grande canzone firmata Q5, a cui fanno seguito “Dead Of Night” e “Violent Times”, brano che segna la conclusione del set degli americani.
Un grande concerto quello dei Q5: ricorderemo a lungo il loro show, uno dei migliori di tutto il festival e penso che anche la band ricorderà questa serata per molto tempo! Spero davvero di poterli rivedere in un futuro non troppo lontano, con o senza un nuovo album, perché gli artigli di questi leoni sono ancora affilatissimi! Forse non saranno stati impeccabili, ma sapete che vi dico? Chissenefrega, qui sono il cuore e la passione che contano! Grande band!

28-Q5

Passa così agli archivi questa seconda edizione del “Rock You To Hell”, un festival che ci ha regalato una montagna di emozioni enormi grazie ad un bill da urlo: ottima la scelta del Kyttaro, locale dalla buonissima acustica e buoni anche i suoni delle varie bands che si sono alternate sul palco.
La cosa che più ci ha colpiti è il calore del popolo ellenico: nei nostri confronti, dato che ci hanno fatto sentire come se fossimo a casa, e nei confronti dei gruppi locali, dove anche i nomi più piccoli hanno la loro fan-base e vengono supportati senza badare troppo a chi ci suona.. in questo aspetto noi italiani avremmo da imparare parecchio.
Purtroppo c’è anche qualche fattore negativo ed il primo è il fumo: praticamente fumavano TUTTI e potete ben immaginare quale fosse la situazione all’interno del Kyttaro… sembrava di essere nella nostra Lomellina! Il secondo riguarda i ritardi rispetto agli orari annunciati: sappiamo che occorre essere flessibili e che magari si è voluto attendere per far suonare le prime band davanti a qualche persona in più, ma l’attesa ci è sembrata davvero eterna!
Per il resto, possiamo affermare che il Festival va inserito alla voce “successi”, anche se ci aspettavamo una maggior risposta da parte del pubblico, visti i nomi coinvolti.. detto questo non possiamo che ringraziare nuovamente CHRISTOS XIGAS per lo splendido Festival che ha messo in piedi! Per quanto ci riguarda, se l’anno prossimo ci sarà la terza edizione del “Rock You To Hell”, torneremo ad Atene con enorme piacere!

Live report di Gianluca “Avalon” Moraschi. Foto di Silvia “LadyAvalon” Omodeo e Gianluca “Avalon” Moraschi.

Di seguito altre foto della serata:

 Crystal Winds:

02-CrystalWinds

01-CrystalWinds

FireForce:

07-FireForce

05-FireForce

04-FireForce

Martyr:

11-Martyr

10-Martyr

09-Martyr

Salem:

13-Salem

15-Salem

14-Salem

Marauder:

16-Marauder

19-Marauder

17-Marauder

Avenger:

22-Avenger

21-Avenger

20-Avenger

Q5:

27-Q5

25-Q5

24-Q5

26-Q5

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