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10/01/2015 : White Skull + Labelsteel (Albignasego, PD)

Pubblicato il 16/02/2015 da in Live report | 0 commenti


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10/01/2015 : White Skull + Labelsteel – (Work In Progress, Albignasego – PD)

White Skull + Labelsteel

E’ un sabato sera nebbioso nel padovano, ma il freddo e l’umidità non spaventano i guerrieri dell’heavy metal che si sono radunati al Work in Progress per accogliere i mitici Teschi. Basta varcare le soglie del live club per esser catapultati immediatamente nel perfetto mood da birra a fiumi ed alta gradazione musicale heavy,  dimenticando fuori tutto quanto il resto.
In molti sono venuti per godersi i White Skull: una band che rappresenta non solo un’istituzione storica di queste zone, ma anche una garanzia di metallo potente da grande scuola.

Labelsteel_HM_1

Ma prima dell’arrivo dei bianchi teschi guerrieri, il palco è nelle mani dei nostrani LABELSTEEL. Il gruppo è in circolazione nella scena metal underground dal lontano 2006 e per gli assidui frequentatori di concerti nel padovano e dintorni è facile riconoscere due facce note ai più come fonici: si tratta del chitarrista MarkWild e del cantante Arconte. Complice forse il loro mestiere i suoni della band sono impeccabili e i due in veste di musicisti suscitano senza dubbio una piacevole sorpresa. Nota di merito soprattutto alla voce: Francesco Arconte tiene il palco con estrema maestria, sprigionando pathos e potenza energetica davvero contagiosi. Con il capello rossiccio e gli occhi chiari impossibile non pensare ad un Mikael Stanne nostrano e in quanto a carisma oserei dire che non ha nulla da invidiargli.
Il live è coinvolgente anche se piuttosto breve, i ragazzi presentano alcuni brani dell’EP di prossima uscita, tra i quali la title track “Infection” e il pezzo “The Scent Of Past”. Le chitarre, perfettamente affiatate tra loro, creano un muro di suono dirompente e nonostante la batteria risulti talvolta molto minimale, l’effetto complessivo merita tutto il plauso dei presenti.

WhiteSkull_HM_1

Una breve pausa ed è finalmente il turno delle stars della serata: una scenografia suggestiva ricopre il palco con sacchi di sabbia, filo spinato e macerie da vera trincea. I WHITE SKULL vogliono portarci nell’anima della battaglia e le prime note ce lo confermano, si parte infatti con “War After War”, primo degli assaggi live dei pezzi estratti dall’ultima fatica della band: “Under This Flag”.
La band appare in forma splendida e la sapiente formula power metal, combinata con la particolarissima voce graffiante della bionda Federica, porta avanti con coerenza un percorso che i Teschi ci propongono ormai da vent’anni senza dare il minimo accenno di noia o di già sentito.
Ritrovare i memorabili classici in una cavalcata furiosa e travolgente attraverso gli anni e gli album di maggiore successo dei White Skull offre la sensazione di fare un salto temporale in una dimensione epica in cui ci sono solo la potenza e la classicità di un intramontabile metallo suonato con tutti i dovuti crismi.
I due insostituibili “vecchi” della band, i super carismatici e incontenibili Tony Mad e Alex Mantiero sembrano aver consolidato la formula vincente del gruppo con Jo Raddi al basso e Danilo Bar alla seconda virtuosistica chitarra, sfornando sonorità precise, accattivanti e senza sbavature.

WhiteSkull_HM_2

Fiore all’occhiello è certamente Federica, la bionda vestita di pelle nera che da qualche anno è tornata a far parte della formazione originale riportando nuova linfa vitale al gruppo. Esplosiva e ironica, scherza sul palco riguardo la vecchiaia dei compagni ed incita i veri guerrieri del metal tra la folla. La sua tecnica vocale particolarissima conferisce ai brani un tocco molto peculiare, cattivo e tagliente seppur talvolta un po’ troppo trattenuto.
In scaletta sono presenti parecchi pezzi tratti dall’ultimo album: i Teschi ci offrono all’ascolto “Hunted Down”, “Under This Flag”, “Red Devil” e “Nightmares”, per deliziarci con un po’ di novità nel loro repertorio, sempre all’insegna di un loro stile inconfondibile. Ma è con i brani storici che il pubblico si infiamma ed urla a squarciagola, come con “After The Battle” e “The Roman Empire”, mentre ancor meglio funziona l’idea dei teschi di proporre un veloce medley dei pezzi più famosi, per non lasciare scontento nessuno dei fan più accaniti. Si susseguono quindi incalzanti “The Killing Queen”, “Cleopathra”, “Kriemhild Story”, “The Dark Age”, “Embittered” e le trincee della scenografia sono ormai incendiate al punto giusto.
Siamo quasi alla fine di uno show che si è dimostrato alquanto succulento, ma prima del gran finale ci viene offerto uno stacchetto imprevisto: si tratta di una cover di “What’s Up” delle 4 Non Blondes, in versione metal ipervelocizzata che incontra comunque favore di pubblico e strappa qualche sorriso.
Il gran finale invece è tutto suo: la meravigliosa “Asgard”, come da migliore tradizione della band, ha il compito di chiudere il sipario su questo spettacolo di vecchia scuola veramente magnifico.
I White Skull si riconfermano un esempio di band intramontabile che non sembra affatto accusare il peso degli anni che passano, ma continua invece a proporre una miscela esplosiva di pezzi ad alta energia combinati con l’evidente passione che infiamma il cuore di questi cinque musicisti.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Miriam “Lunacy” Padovan.

Labelsteel:

Labelsteel_HM_5  Labelsteel_HM_4

Labelsteel_HM_2  Labelsteel_HM_6

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White Skull:

WhiteSkull_HM_6  WhiteSkull_HM_5    WhiteSkull_HM_10  WhiteSkull_HM_9  WhiteSkull_HM_8  WhiteSkull_HM_7

WhiteSkull_HM_4 WhiteSkull_HM_3

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