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06/03/2015 : Moonsorrow + Shores Of Null + Selvans (Brescia)

Pubblicato il 12/03/2015 da in Live report | 0 commenti


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06/03/2015 : Moonsorrow + Shores Of Null + Selvans – Circolo Colony (Brescia)

 moonsorrow-brescia

Il Circolo Colony non smette mai di stupire per la qualità sempre più palpabile dei suoi concerti e delle band nazionali ed internazionali, grandi e piccole, che riesce a portare sul proprio palco. Dopo diversi anni di assenza dal territorio italico, il locale bresciano ha avuto l’onore in questa serata di ospitare una delle band di punta della scena viking-pagan metal mondiale, i leggendari Moonsorrow, finora autori di sei full-length considerati capolavori dalla critica e dai metalheads, compreso l’ultimo “Varjoina Kuljemme Kuolleiden Maassa” che risale ormai al 2011. La band finlandese è giunta a farci visita nel contesto di un nuovissimo festival lanciato dal Circolo Colony e dedicato alle sonorità metal più oscure, il Brixia Oscura Act I; oltre alla band di Sorvali e compagni, quindi, ad aprire le danze ci hanno pensato due valorosi acts italiani, gli abruzzesi Selvans ed i romani Shores Of Null: i primi dediti ad un atmosferico black metal dal taglio glaciale, i secondi vertenti invece su sonorità più doom/death, nondimeno oscure e dissonanti. Ci è invece dispiaciuto apprendere dell’assenza sul palco bresciano dei Plateau Sigma, inizialmente previsti nel bill del festival, impossibilitati a presenziare per via di alcuni problemi di salute dei loro componenti. Ecco a voi il resoconto di questa serata all’insegna dell’oscurità…

Selvans1  Selvans2

Gli abruzzesi SELVANS, nati dalla volontà di tre ex-componenti dei Draugr (tra cui il batterista Jonny Morelli, tragicamente scomparso qualche mese fa), salgono sul palco del Colony qualche decina di minuti più tardi rispetto a quanto previsto. Solo più tardi si verrà infatti a conoscenza della dimissione dei Plateau Sigma, il che ha giustamente comportato una diluizione dei tempi previsti per le altre band.
Immersi nel fumo del ghiaccio secco, i Selvans fanno il loro ingresso sul palco del Colony con trucco e costumi di scena semplici ma adeguati alla fredda atmosfera che intendono proporre.
Incappucciati e coperti di sangue e fuliggine, i Selvans danno inizio alla loro macabra danza sulle note di “Lupercale”, opener del loro EP di esordio “Clangores Plenilunio”. Il singer Selvans Haruspex, nei primi minuti, oltre al cappuccio indossa pure una maschera dalle sembianze lupesche ed attacca fin da subito i presenti con uno screaming-black piuttosto privo di variazioni, ma lacerante quanto basta.
I tre lunghi brani proposti nella setlist scorrono a ritmi sostenuti, non privi di quella ripetitività che ben si addice alla proposta musicale, come sa bene chiunque segua questo genere di sonorità; tuttavia i Selvans riescono a catturare l’attenzione soprattutto grazie ad alcuni riff più ragionati e ad accorgimenti melodici che riescono a far brillare brani come la già citata opener o “Clangores Plenilunio”.
Il chitarrista Sethlans Fulguriator si dimostra abile alla 7 corde (si esatto, black metal a 7 corde), regalando sporadicamente qualche buon solo ben costruito. Le basi di tastiera appaiono quasi soffuse rispetto a quanto udibile nell’EP, ma sono comunque percettibili a sufficienza per levigare la ruvidità delle chitarre e per garantire quel tocco glaciale ed atmosferico che caratterizza la proposta del quintetto italico. Un’ottima prova quindi ha aperto in questa serata il Brixia Oscura; suadenti, evocativi, tanto annichilenti quanto coinvolgenti, i Selvans sono sicuramente da tenere sott’occhio nel nuovo panorama del black metal italiano.

Selvans Setlist

 01. Lupercale
02. Clangores Plenilunio
03. Goat Horns (Nokturnal Mortum Cover)

 Shores1

Giusto il tempo per il cambio palco, ed ecco che i romani SHORES OF NULL sono pronti per dire la loro. Questa serata rappresenta per loro l’ultima tappa di un intenso tour europeo intrapreso dalla scorsa metà di febbraio, dove hanno suonato praticamente ogni sera. Nonostante questo, la band durante il proprio show non accusa grossi o evidenti segni di stanchezza ed infiocchetta una performance di tutto rispetto. Forti della loro unica uscita discografica, “Quiescence” su Candlelight Records, gli Shores Of Null rallentano i ritmi della serata con un doom metal tanto cupo quanto melodico, soprattutto per la scelta di utilizzare spesso e volentieri tre voci pulite ben armonizzate, in alternanza al cavernoso growl di Davide Straccione.
Il singer si destreggia abilmente tra un convincente timbro pulito su registri medio-bassi (che, a tratti, ricorda nelle intenzioni il deceduto cantante dei Woods Of Ypres, David Gold) ed un growling potente e funereo.
La varietà vocale è la caratteristica principale che spicca nella musica del combo romano e lo dimostrano brani come “Quiescent” o l’ottima “Pain Masquerade”, brani che tra ritmi incalzanti e forti dissonanze particolarmente ricercate tessono una trama musicale coinvolgente, se ascoltata con la giusta attenzione.
L’influenza di My Dying Bride, Opeth, Katatonia e compagnia si sente durante la performance, ma è fiancheggiata da una decisa dose di personalità e carisma; ciò rende la musica del quintetto di Roma difficilmente assimilabile al primo ascolto e senza dubbio arrivare “preparati” allo show avrebbe senz’altro aiutato nel percepire ogni sfumatura della loro musica, ma ad ogni modo la band si è dimostrata rodata, padrona dei propri mezzi e capace di coinvolgere l’ancora (purtroppo) scarso pubblico del Circolo Colony. Complimenti meritatissimi agli Shores Of Null, un altro ottimo centro messo a segno in questo nuovissimo festival.

Shores Of Null Setlist:

01. 0x0000
02. Kings Of Null
03. Souls Of The Abyss
04. Night Will Come
05. Ruins Alive
06. Quiescent
07. The Heap Of Meaning
08. Time Is A Waste Land
09. Pain Masquerade
10. Eudaemonia

 Moonsorrow1

Non hanno bisogno di presentazioni. I finnici MOONSORROW sono una delle realtà più importanti dell’intera scena pagan-viking ed è incredibile come abbiano raggiunto tale traguardo in solo una quindicina di anni di attività. Dopo la loro ultima calata italica, risalente al Fosch Fest del 2012 (occasione in cui il frontman Ville Sorvali si era presentato piuttosto ubriaco, peccando, ahimè, in professionalità), il quintetto scandinavo sale finalmente sul palco del Colony ed intavola uno show semplicemente perfetto: le atmosfere nordiche e struggenti della musica di Sorvali e compagni vengono rese alla perfezione e i suoni sono gestiti in maniera egregia (un plauso speciale va anche al fonico).
L’atmosfera si fa intensa, il pubblico è finalmente più cospicuo (anche se alla fine non si supererà neanche la metà della capienza del locale) e i Moonsorrow compaiono sul palco tra le luci soffuse, come al solito truccati su tutto il viso con un face-painting “sporcato”.
Sulle note di “1065: Aika”, comincia lo show. I ritmi sono incalzanti, il mood è battagliero e marziale. Come ormai è ben noto, i Moonsorrow non sono certo una band che punta alla leggerezza dei brani, pertanto anche i vari episodi scelti per la serata sono piuttosto lunghi e ripetitivi, come anche la successiva “Pimeä”, tratta dal succoso “Verisäkeet”.
Nonostante la ripetitività quasi ossessiva dei loro riff, anche in un contesto live i Moonsorrow riescono a coinvolgere l’attenzione senza grossi cali di tensione per tutta la durata dello show. Splendide le sezioni corali affidate ai chitarristi Perttilä e Harvilahti, che in molte occasioni donano al pubblico una buona dose di epicità accompagnando lo screaming acido di Ville; questo è ciò che avviene per esempio durante uno dei momenti più alti della serata, la splendida “Raunioilla”, opener del loro capolavoro assoluto “Kivenkantaja”, il disco che li ha definitivamente portati ai vertici della scena.
Da questa pietra miliare viene tratta anche la stessa title-track, un brano a suo modo più accessibile e più diretto, esattamente come “Köyliönjärven Jäällä”: due episodi che mettono in luce il lato più ‘folkeggiante’ del combo finlandese.
L’aria si fa ancora più gelida durante la lunghissima e malinconica “Huuto”, episodio migliore dell’ultimo disco in studio, mentre gli ultimi minuti dello show sono egregiamente affidati a “Sankaritarina” che chiude la serata in un fragore di applausi di approvazione.
Assistere ad un concerto dei Moonsorrow è senza dubbio un piccolo grande evento, un momento unico ed imperdibile con una band capace di regalare grandi ed autentiche sensazioni. Viene davvero voglia di immergersi nelle loro atmosfere vaste e struggenti ed è proprio quello che ogni spettatore ha fatto durante questa serata.
Partenza alla grande quindi per questo nuovo azzeccato Brixia Oscura Act I, conclusosi egregiamente con una band di grande valore come i Moonsorrow a cui, dimenticata finalmente la caduta di stile al Fosch Fest, diamo il nostro più caloroso bentornato.

Moonsorrow Setlist:

01. 1065: Aika
02. Pimeä
03. Raunioilla
04. Köyliönjärven Jäällä (Pakanavedet II)
05. Kivenkantaja
06. Jotunheim
07. Huuto
08. Sankaritarina

Di seguito altre foto della serata, realizzate dalla nostra Gloria “Morwen” Mambelli. Il live report è di Filippo “MetalBlind” Tezza.

Selvans:

Selvans6

Selvans7  Selvans8

Selvans9

Selvans4

Shores Of Null:

Shores6

Shores7

Shores4

Moonsorrow:

Moonsorrow3  Moonsorrow4

Moonsorrow6

Moonsorrow8  Moonsorrow9

Moonsorrow10  Moonsorrow2

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