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Necrodeath – Into The Macabre (1987/2013)

Pubblicato il 13/03/2015 da in Classici | 0 commenti

Titolo: Into The Macabre
Autore: Necrodeath
Genere: Death / Thrash Metal
Anno: 1987
Voto: 9,5

Visualizzazioni post:490

Dopo “Main Frame Collapse” degli Schizo, mi sembra più che giusto parlare adesso di “Into The Macabre”, seminale album di debutto dei genovesi Necrodeath uscito nell’A.D. 1987 (cioè lo stesso anno di “Deathcrush” dei Mayhem, doveroso segnalarlo) per conto della portoghese Nightmare Productions (o almeno così dice Metal-Archives…). Gruppo fra i più violenti del tempo, i Necrodeath traggono le loro origini nel 1984 quando ancora erano conosciuti come Ghostrider, nome che, sostituito da quello attuale appena l’anno dopo, è stato riesumato recentemente da Peso (dei Necrodeath, appunto).
Con la nuova denominazione, i nostri rilasciarono nel 1985 il malvagio demo “The Shining Pentagram”, ora divenuto merce molto ricercata dai collezionisti. Dopodichè diedero alle stampe, appunto nel 1987, il disco d’esordio “Into the Macabre”, il quale mostrò al mondo metallico un gruppo dalle idee parecchio chiare e anche in un certo senso rivoluzionarie tanto da farlo rientrare nel black metal, che allora non era esattamente un genere a sé stante non avendo ancora dei contorni ben definiti. Prima però di procedere con la recensione vera e propria, devo far presente che quella in mio possesso è la ristampa pubblicata nel 2013 dall’italiana Beyond… Productions, comprensiva non solo degli otto pezzi originali per 33 minuti di musica ma anche di una nuova versione della classica “Graveyard Of The Innocents” rifatta dall’attuale formazione.
“Into The Macabre” (che è già stato recensito su queste stesse pagine ben otto anni fa) è un disco di una violenza rara. Passata la brevissima intro “…Agony” che ci dà un caloroso benvenuto con una inquietante musichetta da carillon, si viene schiacciati dalla ferocia deflagrante di “The Flag Of The Inverted Cross”, ancora oggi uno dei pezzi più amati dai fans dei Necrodeath.
La loro musica potrebbe essere definita come un death/thrash metal d’annata parecchio dinamico e talmente violento che Peso, batterista incredibilmente versatile (per dire, non mancano neanche dei bei tempi doom), talvolta suona persino dei veri e propri blast-beats, come in “Sautherenom”. Eppure i nostri sono riusciti nella mirabile impresa di coniugare perfettamente la violenza più estrema con una bella dose di atmosfera così oscura e maligna che “Into The Macabre” può essere definito tranquillamente come un disco di black metal primordiale. In tal senso, “Mater Tenebrarum” è la canzone più esemplificativa di tutte grazie alla sua intro a base di tom-tom da rituale satanico e soprattutto alla sua evocativa parte in latino (e questo in un periodo nel quale nessuno, e ripeto NESSUNO, osava cantare anche una sola parola in latino!). E tutto questo senza perdere una singola oncia di intensità, che anzi viene enfatizzata ancora e ancora proprio grazie a queste invenzioni atmosferiche, le quali si aggiungono ai frequenti assoli al cardiopalma di Claudio e al basso in buona evidenza (nonostante una produzione sì efficace ma maldestra) di Paolo.
Bestiale è la prestazione vocale di Ingo, il cui cantato invasato ricorda molto quello di Mille Petrozza dei Kreator. Il nostro Ingo, costantemente aiutato da un riverbero da brividi, ha pure l’abilità di lanciare occasionalissimamente delle urla così folli da far male alla stessa anima dell’ascoltatore. E fra l’altro qui e là fa capolino una specie di voce gutturale spesso usata per sottolineare i momenti più atmosferici delle canzoni (non fa eccezione la già citata “Mater Tenebrarum”). Ma c’è ancora una cosa che mi piace moltissimo del cantato di Ingo: la sua ossessione nell’accentare la “r” in parole come “ground”, riuscendo così a infondere ancor più cattiveria nella musica già esageratamente satanica (almeno per il tempo) dei Necrodeath.
L’album però migliora notevolmente lungo la sua seconda parte. Non a caso, le mie canzoni preferite sono “Necrosadist” (che a un certo punto diventa tremendamente caotica e selvaggia permettendo così a Ingo di sputare degli scioglilingua pazzeschi, e contiene pure delle belle parti in mosh), “Graveyard Of The Innocents” (un po’ sui generis perché per i primi 80 secondi circa è medio-lenta per poi prendere il largo), e l’isterica “The Undead” (che chiude l’album non senza aver ripreso alla fine l’intro “…Agony”, nella quale stavolta si sente a un certo punto una strana voce in lontananza – di chi sarà mai?).
La ristampa, impreziosita da un bel booklet nero come la pece con tanto di foto d’epoca, viene conclusa con la versione 2013 di “Graveyard Of The Innocents” che, un po’ diversa dall’originale (che comunque sia preferisco… ovviamente), nulla toglie e nulla aggiunge all’album. Anzi, per onestà intellettuale devo ammettere di aver ascoltato la nuova versione del pezzo soltanto una volta, esaltato com’ero e come ancora sono dai brani originali… e scusate se è poco!
Uno sguardo anche ai testi, i quali si nutrono parecchio di un immaginario lovecraftiano che viene palesato per esempio nelle invocazioni a Yog-Sothoth di “The Flag Of The Inverted Cross”; o in “At the Mountains Of Madness”, che non fa altro che trasporre in musica il romanzo di H.P. Lovecraft “Le Montagne Della Follia”. Inoltre, c’è pure quella sorta di omaggio a Dario Argento e al film “Inferno” (1980) che è “Mater Tenebrarum”.
Ecco tutto. A quest’album sarebbe seguito nel 1989 l’altrettanto classico “Fragments Of Insanity”, dopodichè arrivò lo scioglimento nel 1990, anno nel quale gli effimeri Mondocane (un supergruppo formato da S.B. Reder e Alberto Penzin degli Schizo e Peso dei Necrodeath) pubblicarono l’omonimo (e unico) album. Passati otto anni, i Necrodeath si riformano e il resto, vabbè, lo sapete. Ma ormai sono lontani i tempi nei quali i giovincelli Necrodeath, con indosso le magliette dei D.R.I. e dei Voivod, facevano prendere letteralmente i colpi anche ai metallari dell’epoca con una musica nuova e maledetta che, pur riprendendo molto dai Kreator, avrebbe anticipato – e di molto – il black metal così come lo conosciamo oggi. Aaaah, quanta nostalgia (e nel 1987 non ero neanche nato…)…

Tracklist:

1 – … Agony/The Flag of the Inverted Cross
2 – At the Mountains of Madness
3 – Sautherenom
4 – Mater Tenebrarum
5 – Necrosadist
6 – Internal Decay
7 – Graveyard of the Innocents
8 – The Undead/…Agony (reprise)

Line-up:

Ingo – voce
Claudio – chitarre
Alberto – basso
Peso – batteria

Sito ufficiale: http://www.necrodeath.net
Facebook: https://it-it.facebook.com/necrodeath.official
Scarlet Records (etichetta attuale del gruppo): http://www.scarletrecords.it

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