Bölzer – Soma (2014)

Titolo: Soma
Autore: Bölzer
Genere: Black / Death Metal
Anno: 2014
Voto: 7,5

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E’ strano ma quando la Invictus Productions mi ha proposto il nuovo EP degli svizzeri Bölzer, praticamente li ho snobbati, non chiedetemi perché visto che sono un gruppo unico. Ma dopo un po’ mi sono fatto un “mea culpa” eretico decidendomi così di ospitare su queste pagine anche loro, cosa che meritano ampiamente essendo un gruppo interessantissimo e con un suono parecchio personale, come spesso avviene per il metal proveniente dalla terra degli orologi e del cioccolato. E il bello è che questi sono strani già dal nome, che secondo certuni sarebbe la contrazione di “bulldozer” mentre per altri deriverebbe dal termine tedesco-svizzero “bölzen” (cioè “spranga”, “saetta” ecc…ecc…). I nostri invece tagliano la testa al toro spiegando che “Bölzer” è “una forza caotica e potentissima che non ha nessun riguardo per le conseguenze o le ripercussioni” che ne possano seguire. Insomma, un nome adattissimo per la musica che ‘sti due ragazzi (fra cui c’è KzR, che per un po’ ha militato addirittura nei neozelandesi Witchrist) suonano dall’A.D. 2008.
“Soma” (ma che strano titolo…) si compone di soli due pezzi per la bellezza di 18 minuti di musica, la quale è un po’ difficile da spiegare perché si tratta di un black/death metal abbastanza particolare, complesso e fantasioso oltreché mistico. Fra l’altro, non parliamo neanche del più classico gruppo ultra-violento che io amo recensire visto che i tempi, soprattutto in “Steppes”, sono “elegantemente” medio-lenti, anche se ovviamente i blast-beats e i tupa-tupa velocissimi non mancano, lo dimostra “Labyrinthian Graves”.
In generale c’è un ottimo equilibrio fra l’atmosfera e la brutalità mentre il riffing, che non concede spazi a nessun tipo di assolo, è parecchio curioso perché a volte è grezzo e “ignorante” eppure paradossalmente ricercato, altre volte è pregno di una strana malinconia se non di una spaventosa aura occulta che rimanda moltissimo ai tedeschi Necros Christos, altro gruppo originale anche se tendente di più al death/doom. L’assenza del basso viene compensata in modo eccellente dalla prestazione dietro le pelli di KzR, inventiva ma marziale. Il cantato principale è costituito da un rantolo gutturale accompagnato in particolare da grugniti non male mentre qui e là ci sono delle voci ritualistiche sullo sfondo e in “Steppes” c’è addirittura una parte parlata.
Il pezzo migliore dell’EP è sicuramente l’impressionante “Labyrinthian Graves”, una vera assurdità visti anche i suoi 12 minuti che vengono gestiti benissimo: parte lenta e misteriosa con tanto di batteria in un certo senso tribale, per poi deflagrare con estrema violenza pur non dimenticando una certa ricercatezza ed eleganza tipiche del gruppo. Dopodichè c’è spazio per una parte centrale elaborata, ricca di passaggi doom, nei quali si fanno vive delle voci grosse e urlate un po’ a là Teitanblood, ritornando poi alla furia precedente che lascia infine spazio a un’outro dall’atmosfera desolata. Non so voi ma ogni volta che ascolto ‘sta canzone ci rimango di sasso non avendo mai sentito nulla di simile e sinceramente basta “Labyrinthian Graves” per far di “Soma” un disco da comprare a scatola chiusa!
In parole povere in questo disco non ho trovato nessun difetto e mi sembra ovvio visto che stiamo parlando dei Bölzer, che ultimamente sono sulla bocca di tutti (almeno di chi si ciba di metal estremo per 24 ore al giorno) tanto che si sta aspettando con trepidazione l’uscita del loro album d’esordio. Spero solo che tutta questa pressione non li porti a realizzare una “sòla”…

Tracklist:

1 – Steppes
2 – Labyrinthian Graves

Line-up:

KzR – voce/chitarre
HzR – batteria

SoundCloud: http://soundcloud.com/bolzer
FaceBook: https://www.facebook.com/pages/B%C3%96LZER/108657105834227
Etichetta Invictus Productions – http://www.invictusproductions.net

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