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Fallout H.R. – Human Crime (2015)

Pubblicato il 20/03/2015 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Human Crime
Autore: Fallout H.R.
Genere: Thrash Metal
Anno: 2015
Voto: 7

Visualizzazioni post:419

Sono un po’ in ritardo con questa rece: nonostante la buona volontà, c’è sempre qualche imprevisto dietro l’angolo – o qualche album urgente – che porta al dilatarsi dei tempi di attesa tra gli ascolti (sempre numerosi), la stesura di queste righe e la messa online delle stesse.
Non sono sfuggiti a questa sorte i Fallout H.R., terzetto abruzzese – al momento in cui scrivo ridotto a duo a causa della separazione dal batterista Simone “Mitra” Splendore – nato in quel di Chieti nel 2013 e nelle cui fila, oltre al chitarrista e vocalist Raph Castellucci, milita la nostra vecchia conoscenza Ayrton Glieca, passato da queste parti attraverso “Let Freedom Rock!” degli Impülse e qui impegnato sia come bassista che dietro al microfono.
Nonostante la formazione piuttosto recente, è già tempo d’esordio per i Fallout H.R. che ci sottopongono il loro EP “Human Crime”, registrato con Adriano Quaranta (Sawthis) e Sabatino Fossemò (Ignition Code, The Juliet Massacre) presso gli Under Room Studios e pubblicato sotto l’egida della label ucraina Dead Center Productions.
Come si può intuire già dalla copertina, i Nostri non parlano di sbronze epocali e procaci signorine, bensì scelgono di trattare argomenti più pesanti e preoccupanti come la devastazione della natura, le vessazioni che migliaia di individui subiscono dai loro governanti e disastri nucleari del passato: i Fallout H.R. liberano la rabbia che hanno in corpo con l’intelligente utilizzo di due voci, che si alternano e si intrecciano adeguatamente su un tessuto sonoro composto da solidissimo thrash metal in cui, altrettanto efficacemente, si fondono le influenze a stelle e strisce degli Exodus e quelle teutoniche dei Kreator dei primi anni novanta.
La proposta viene inoltre ampliata dall’utilizzo di ambientazioni e rallentamenti doom: il risultato finale funziona decisamente bene e mi fa sbattere il cranio con, nell’animo, un opprimente senso di angosciosa collera, sensazione generata dalla consapevolezza, sottolineata ancora una volta dai contenuti di questo dischetto, che l’uomo è una brutta bestia.
Il suono di una sirena antiaerea ci avverte dell’apertura dell’EP con la titletrack strumentale, pezzo che crea rapidamente un certo alone minaccioso e che prepara il terreno all’esplosiva “Silent Deception”, dove intensità e velocità vengono spezzate da un pesantissimo passaggio rallentato prima di riallinearsi alle ritmiche sostenute che scandiscono gran parte del brano. La ricetta non cambia con la successiva “Red Forest”, brano veemente in cui le atmosfere sono decisamente più malsane, perfettamente in linea con il testo che cita la tragedia della centrale nucleare vicina a Chernobyl, catastrofe avvenuta nell’aprile del 1986. Ultimo dei brani originali è la travolgente “Until The Fallout”, altro pezzo decisamente riuscito in cui, oltre alla consueta e straripante energia, troviamo un plumbeo ed azzeccatissimo inserto doom, genere sapientemente dosato dalla band all’interno delle sue composizioni e che contribuisce a caratterizzarne il thrash a tinte oscure. A chiusura dell’EP troviamo una cover, con cui i Fallout H.R. omaggiano i Candlemass attraverso la piacevole rilettura di “Solitude” (estratta dal mitico “Epicus Doomicus Metallicus”) in una forma un poco più aggressiva.
Al netto degli ascolti, la qualità dei pezzi è assolutamente buona così come la resa alle casse: a voler cercare il pelo nell’uovo – e qui esprimo un gusto personale – mi sarei aspettato un suono di chitarra un poco più “grosso” per rendere i pezzi ancora più massicci ed ho molto apprezzato la scelta felicissima di donare un ruolo di primo piano al basso abrasivo di Ayrton.
Detto questo, con “Human Crime” i Fallout H.R. compiono un primo passo convincente e di valore: forse, rispetto al voto che leggete in alto, avrei potuto aggiungere mezzo punto ma preferisco trattenere l’entusiasmo in attesa di saggiare le abilità del gruppo teatino su una prova di maggiore durata! In ogni caso, l’underground tricolore ci regala un’altra band da seguire con attenzione e da supportare: accaparratevi la vostra copia di “Human Crime”!

Tracklist:

1. Human Crime
2. Silent Deception
3. Red Forest
4. Until The Fallout
5. Solitude (Candlemass Cover)

Lineup:

Ayrton Glieca – voce, basso
Raph Castellucci – voce, chitarra
Simone “Mitra” Splendore – batteria

Sito ufficiale: www.fallouthr.wordpress.com
Facebook: www.facebook.com/fallouthr
Etichetta Dead Center Productions – www.deadcenter666.com

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