06/05/2015 : Horna + Fides Inversa + guest (Rozzano, MI)

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06/05/2015 : HORNA + FIDES INVERSA + TORTORUM + KULT (Cerbero Club, Rozzano, MI )

Locandina Horna Milano

Serata attesissima quella tenutasi il 6 Maggio al Cerbero Club di Rozzano, che ha dato l’occasione ai più appassionati blackster di assistere ad uno spettacolo senza pari in cui il black italiano abbraccia quello scandinavo, mostrando (quasi) tutte le sfaccettature del genere.
Appena entrato nel locale mi fiondo sull’unico banchetto del merch presente e inizio a passare il naso su ogni cd come un cane da tartufi alla ricerca di qualche “pezzo grosso”, ma la mia ricerca dura poco per due semplici motivi: primo sta per cominciare il concerto, secondo mi aggiravo senza un soldo in tasca…

Kult

I primi a calcare il palco sono i comaschi KULT, band che più tra tutte mi aveva colpito per il sound originale della loro ultima produzione, “Unleashed From Dismal Light” rilasciato nel 2013. Ero parecchio curioso di vedere se la qualità in cuffia sarebbe stata riproposta in modo fedele anche in live e il risultato è stato più che soddisfacente. La tipologia di black “sperimentata” dai Kult nasce dall’incontro dei tre più importanti filoni del metal, ovvero thrash, death e black, che permette una notevole versatilità di suono anche all’interno dello stesso brano; in certi casi basterebbe riverberare un po’ di più il basso per ottenere dei bridge tipicamente death metal. La performance è semplicemente fantastica e danno l’impressione di essere tutt’altro che una band di “spalla”. Peccato solo per la durata a disposizione, appena 30 minuti, ma assolutamente ben sfruttati e piacevoli.

Tortorum

Si inizia ad avvertire un’aria molto più cupa quando a calcare il palco sono i TORTORUM, band brutal black norvegese che nonostante i soli 5 anni di attività ha riscosso parecchio successo nel genere. Per l’occasione il palco viene preparato con cerini e candele, quasi come se si volesse compiere un rituale; tutto ciò sembrava preannunciare uno spettacolo senza pari, ma purtroppo mi sbagliavo. Dopo pochi minuti dall’inizio dell’esibizione i quattro di Bergen sono costretti a fermarsi a causa di un malfunzionamento di una delle due chitarre e quindi a sostituirla. La cosa sembra disturbarli ben poco e infatti il concerto riprende dopo pochi secondi, ma i problemi fonici sono il meno peggio: per tutto il tempo si ha la sensazione che i vari strumenti siano completamente scoordinati tra loro e ciò crea un’accozzaglia di suoni confusi che troppo spesso finiscono per sovrastare gli assoli di chitarra. Un altro grosso problema viene creato dalla batteria che con il doppio pedale più di una volta ha finito per perdere qualche battuta mandando fuori tempo gli altri strumenti. Fortunatamente a salvare la barca c’è il buon Barghest, cantante e bassista, che non permette al pubblico di annoiarsi grazie alla sua presenza scenica. È evidente che la band ha ancora molta strada da fare per quanto riguarda i live, dato che anche negli scorsi concerti ha riscontrato gli stessi problemi.

Fides Inversa 1  fides Inversa 2

A proseguire sono i nostrani FIDES INVERSA, band che più di tutte mi ha lasciato senza fiato questa sera. Presentandosi sul palco con saio e corpsepainting di effetto, i quattro si dispongono spalle al pubblico e si dà inizio allo spettacolo. Sapevo già cosa mi aspettava, ma comunque vedere dal vivo un batterista far anche da vocalist è sempre qualcosa di speciale e soprattutto di alto valore tecnico. Se ci si dovesse limitare a urlare a caso nel microfono mi starebbe anche bene, ma il lavoro svolto da Omega A.D. è di ottima qualità: cambi di tonalità passando da scream grattati a ruggiti semi-clean, mentre i piedi che sembrano andare da soli a mitragliare sulla cassa rendono il suono davvero originale e variegato, discostandosi dal black “tradizionale” e arrivando a qualcosa ben più fuori dagli schemi e che sicuramente è stato apprezzato da buona parte del pubblico.
A completare il tutto sono sicuramente le due chitarre ben coordinate tra loro che con vari accordi aperti creano una atmosfera davvero suggestiva. Ma in assoluto sono stato folgorato dal basso; una cattiveria simile non l’ho trovata nemmeno  in gruppi brutal death. Il suono pesante riempiva alla perfezione tutti gli spazi vuoti dei brani e quando veniva picchiata la prima corda tremava letteralmente il pavimento. La cosa incredibile è che questo non è stata la conseguenza di un errato check fonico, anzi i suoni sono stati calibrati alla perfezione e in questa occasione il basso è stato integrato egregiamente tra gli altri strumenti. Prestazione maiuscola quella dei Fides Inversa che per tutta l’ora messa a loro disposizione non sbagliano un colpo.

Horna

Bastano pochi minuti agli headliner HORNA per prepararsi alla loro esibizione, l’ultima di questa sera. Appena saliti sul palco ho avuto un abbaglio: non potevo credere ai miei occhi: Gaahl avrebbe cantato con gli Horna. Poi l’ho visto afferrare il basso e mi sono reso conto che non era lui, anche se in realtà si assomigliano molto (dannata miopia). Il breve tempo impiegato dai mostri finlandesi per salire sul palco spiazza un po’ il pubblico che in buona parte si trovava ancora fuori dal locale, ma non appena vengono alzati i volumi per richiamare l’attenzione ecco che la sala si riempie e i nostri amici possono cominciare.
Ad attirare l’attenzione di molti è in primo luogo il vocalist Spellgoth che sappiamo essere una presenza fondamentale per il funzionamento del gruppo in live, grazie alla sua coinvolgente quanto azzeccata scenicità che non ci risparmia di simbolismi e allusioni all’occulto. Abbigliamento come da copione: piedi nudi, saio e un rosario “particolare” con pentacolo rovesciato. Alla luce di quanto avvenuto lo scorso 2 Maggio a Londra, ero abbastanza spaventato da cosa il cantante ci avrebbe riservato presentandosi in quel modo; nella precedente esibizione infatti aveva lasciato tutti di sasso quando, togliendosi il saio, iniziò a cantare completamente nudo. Per fortuna, o sfortuna non saprei dire, ho dovuto abbandonare lo spettacolo prima della fine del concerto per motivi personali e quindi non saprei dire se la cosa sia stata replicata o meno.
Personalismi a parte, gli Horna ci deliziano con un black molto più vicino al tradizionale, dando la possibilità di assaporare il sound tipico del Nord Europa: tempo molto ritmato che muove alcune file di headbangers incalliti accompagnati dal cantato cupo e accattivante non solo di Spellgoth ma anche del chitarrista Shatraug, fondatore del gruppo e unico membro ancora presente della line-up iniziale.
Gli Horna mettono in gioco tutti i loro 22 anni di attività dimostrando di essere una band tutt’altro che “agli sgoccioli” e che anzi ha ancora molto da offrire. La naturalezza con cui calcano il palco è un dono riservato a pochi e questo permette un forte coinvolgimento del pubblico che sembra apprezzare la performance. Nonostante l’ottimo lavoro svolto dalle precedenti band ci si rende subito conto del distacco che queste ultime hanno in confronto a dei giganti internazionali come loro; perfetti in ogni singolo passaggio, senza mai un errore e senza mai annoiare con suoni ripetitivi. Imprescindibile però la conoscenza anche minima del finlandese se si vuol capire una parola dei brani proposti.
Purtroppo la mi serata finisce qui, in anticipo rispetto alla tabella di marcia, ma anche se non ho potuto assistere al finale posso affermare che la prestazione degli Horna è stata maiuscola, confermando la loro meritata superiorità rispetto a molte altre band forse un po’ troppo sopravvalutate del genere.

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