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07/08/2015 : Fosch Fest Day 1 (Bagnatica, BG)

Pubblicato il 16/09/2015 da in Live report | 0 commenti


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07/08/2015 : Fosch Fest Day 1 (Bagnatica, BG)

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Dopo un anno di pausa sofferta ritorna uno degli eventi più attesi dell’anno. E stavolta ritorna completamente rinnovato. La scelta di far esibire band appartenenti a generi differenti e abbandonare l’idea di un festival riservato esclusivamente al folk metal è stata inizialmente accolta da molti commenti di amarezza e delusione, ma, a conti fatti, la sua efficacia è innegabile. Una maggiore varietà attira più persone, e il FOSCH FEST ha adesso tutte le carte in regola per diventare il fiore all’occhiello dell’Italia tra gli eventi in ambito metal. Un’altra novità è il prolungamento del festival, che, partito nel 2009 come giornata unica capitanata dai Folkstone ed allargato in seguito fino a coprire due giornate, quest’anno ha offerto ben tre giorni di musica, dei quali il primo gratuito e riservato alle band emergenti nostrane. Il prezzo abbordabile delle altre due giornate (30€ in tutto) e il calibro degli headliner ha permesso alla fama del Fosch Fest di fare un salto notevole.

18.30 – 19.00 Odr
19.20 – 19.50 Ephyra
20.10 – 20.40 Arcana Opera
21.00 – 21.30 Dewfall
21.50 – 22.20 Wind Rose
22.40 – 00.00 Ade

Odr 1

Ad aprire le danze nella prima giornata di festival sono i torinesi ODR, che si presentano con camicie a quadri e attirano sotto il palco i primi curiosi che sfidano il caldo. Il loro è un folk metal tendente al death, accompagnato da violino e flauto traverso: il tutto evoca la tipica atmosfera dei Fosch Fest passati. I brani, cantati in italiano, sono tratti dall’EP “Il Ponte Del Diavolo” e risultano piacevoli nonostante i suoni imperfetti e un songwriting piuttosto acerbo. La band, che con questa prestazione non scevra di errori dimostra di avere ancora molta strada da percorrere, inaugura comunque con ritmo ed energia questa nuova edizione del festival e particolarmente apprezzata dal piccolo pubblico assetato di birra è l’esecuzione di “Notte Alcolica”.

Ephyra 1

Allo scadere della loro mezz’ora, gli Odr lasciano il palco agli EPHYRA, band di Como che propone un epic metal con qualche influenza folk. Il sestetto si presenta come un gruppo ben preparato che sa il fatto suo, ma il connubio voce growl e voce femminile non appare particolarmente accattivante né ben amalgamato, forse anche per il volume basso della voce della cantante ma sicuramente per una scelta di armonie il più delle volte decisamente forzata. I riff delle chitarre sono talvolta efficaci e incalzanti, peccato che a dare quel tocco di symphonic/folk che vorrebbe essere il tratto distintivo della band siano delle basi e non una tastiera vera e propria. Purtroppo, a causa dei volumi che non sono ben calibrati, è difficile cogliere i dettagli di quello che, a conti fatti, risulta uno show riuscito solo in parte.

Arcana Opera 1

Come a testimoniare l’eterogeneità di questa edizione fanno la loro apparizione gli ARCANA OPERA, creazione di Alexander Wyrd che mescola sonorità symphonic e medievaleggianti, il tutto cantato in italiano con voce pulita. Forse proprio perché si tratta di un genere particolare e completamente diverso da ciò che si aspetta il pubblico del Fosch Fest, l’esibizione genera inizialmente qualche perplessità, che però si dissolve man mano che ci si cala in quest’atmosfera decadente. La carta giocata per conquistare l’intero pubblico è il brano “Quetzalcoatl”, durante il quale Alexander e compagni sono accompagnati da Herian Da Re dei Kanseil. Il concerto viene concluso con “Arcana Opera”.

Dewfall 1

Il prossimo turno è dei baresi DEWFALL, che lasciano da parte ogni traccia di symphonic e folk per travolgere il pubblico con un’ondata di black/death, palesandosi anche come il primo vero e proprio salto di qualità all’interno del bill della prima giornata. La svolta di genere era prevedibile già dall’affascinante asta del microfono rappresentante un uroboro avvolto dai rami secchi di un albero, che quasi richiama una corona di spine, e l’apparizione del quintetto in tenuta “più blackster” rispetto ai colleghi. I suoni sembrano meglio assestati e si può finalmente godere pienamente delle sonorità estreme, costruite su un tappeto di potenti riff di chitarra, che danno vita ai brani tratti dall’EP “Painful Death Lake”. Il tutto, arricchito dall’aggressività del growl e dai passaggi più melodici, fa guadagnare alla band una buona risposta da parte del pubblico, nonostante qualche momento di stanca donato dalla talvolta eccessiva ripetitività delle soluzioni del combo pugliese che, a conti fatti ed onor di cronaca, confeziona la migliore esibizione della prima giornata, grazie anche ad una professionalità non pienamente riscontrabile nei gruppi che l’hanno preceduto.

Wind Rose 1

Con i WIND ROSE si cambia nuovamente direzione stilistica, grazie al loro power metal dalle tinte epiche che permette a parte del pubblico di scatenarsi (e ad alcuni invero di rilassarsi). Il cantante spazia tra il pulito tipico del power e uno leggermente più sporcato, avvolto da un’atmosfera epica data dai classici (quando non pregni di cliché) cori di chitarrista e bassista e dalle (questa volta azzeccate, merito anche di ottimi suoni) parti di tastiera, che nell’insieme ricordano da vicino i Blind Guardian. L’accostamento appare ancora più naturale quando la band pisana propone “The Breed Of Durin”, che ci trasporta nelle atmosfere della Terra di Mezzo, anche se ciò avviene dopo una serie di tematiche totalmente differenti che (più che eterogeneità) mostrano un act ancora decisamente confuso sulla direzione da pendere. Fatto particolare, viste le numerose partecipazioni a tour europei di formazioni decisamente celebri e blasonate.

Ade 1

Infine giunge il momento degli headliner. Direttamente dall’antica Roma, come suggeriscono gli stendardi ai lati del palco, fanno irruzione gli ADE, band dell’Urbe che propone un death metal aggressivo e tagliente pescando dai propri lavori “Prooemivm Sangvine” e “Spartacus”. Drappi rossi che ricordano le vesti romane per gli altri e rivoli di sangue per l’intrepido cantante aggiungono quel tocco di stile a cui poche band di questo genere sanno rinunciare e rendono lo show una degna e maestosa chiusura per il primo giorno di “battaglia”. La solita pecca sono i suoni, inadeguati per la complessa performance, ma il pubblico riesce ad apprezzare lo stesso, divertendosi soprattutto grazie agli scherzosi interventi del cantante riguardanti l’inventiva blasfema tipica del Nord Italia. Bravi e instancabili tutti i membri, che intessono una rete di riff impetuosi arricchiti da un feroce growl e una furiosissima batteria. Nessuna traccia di folk, come invece farebbe supporre la proposta del quintetto romano, se non in qualche intermezzo registrato, cosa che allontana la band dalle altre che propongono tematiche simili e gioca a suo favore, impedendoci di fare confronti.
Così si conclude la giornata di apertura del Fosch Fest, lasciando soddisfatti i presenti, che in realtà decidono di continuare la festa nell’area campeggio, come ad ogni festival che si rispetti.

Di seguito altre foto della giornata, tutte realizzate dalla nostra Gloria “Morwen” Mambelli.

Odr:

Odr 2

Odr 3

Odr 4

Odr 5

Ephyra:

Ephyra 4

Ephyra 5

Ephyra 6

Ephyra 7

Ephyra 8

Ephyra 9

Ephyra 2

Ephyra 3

Arcana Opera:

Arcana Opera 4

Arcana Opera 5

Arcana Opera 6

Arcana Opera 7

Arcana Opera 8

Arcana Opera 9

Arcana Opera 10

Arcana Opera 2

Arcana Opera 3

Dewfall:

Dewfall 2

Dewfall 3

Dewfall 4

Dewfall 5

Dewfall 6

Dewfall 7

Wind Rose:

Wind Rose 4

Wind Rose 5

Wind Rose 6

Wind Rose 7

Wind Rose 8

Wind Rose 9

Wind Rose 2

Wind Rose 3

Ade:

Ade 5

Ade 6

Ade 7

Ade 8

Ade 9

Ade 10

Ade 11

Ade 12

Ade 2

Ade 3

Ade 4

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