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Ultra-Violence – Deflect The Flow (2015)

Pubblicato il 28/10/2015 da in Nuove uscite | 1 commento

Titolo: Deflect The Flow
Autore: Ultra-Violence
Genere: Thrash Metal
Anno: 2015
Voto: 9,5

Visualizzazioni post:406

Un nome che rimanda palesemente ad “Arancia Meccanica”, una copertina (opera dello statunitense Ed Repka, per intenderci quello responsabile delle copertine dei primi album dei Death e dei Megadeth, mica cazzi!) che ritrae i quattro drughi che scorrazzano come pazzi in macchina in una scena rubata dal film stesso e un gruppo di quattro musicisti amici per la pelle che hanno fondato gli Ultra-Violence nel 2009, cioè quando avevano un’età compresa fra i 14 e i 15 anni (gulp!). Adesso questi simpatici ragazzi torinesi (e ribadisco TORINESI, ergo italianissimi, per chi non lo sapesse!) hanno 21 anni e sono diventati un gruppo abbastanza importante nell’ambito del thrash metal mondiale grazie all’album di debutto “Privilege To Overcome” del 2013 (che presenta sempre una copertina presa dal film suddetto). E per il secondo “Deflect The Flow”, disco che mi appresto or ora a recensire, sono entrati nella scuderia della britannica Candlelight Records, proprio come hanno fatto i colleghi greci Bio-Cancer. E come questi ultimi, pure gli Ultra-Violence hanno tirato fuori un discone da far piangere (di sangue) i timpani!
Ammetto però che sulle prime sono stato un po’ restio a recensire “Deflect The Flow”. La discriminante era infatti il minutaggio esoso dei vari pezzi, molti dei quali durano ben sei se non quasi sette minuti e nel thrash metal, soprattutto in quello più pestone e violento, devi essere molto bravo a gestire brani di tale durata, altrimenti rischi di far annoiare l’ascoltatore. Anche perché le canzoni non sono affatto poche (10 in tutto) e i 52 minuti complessivi che compongono l’album non sono esattamente una passeggiata, neanche per i musicisti stessi.
Però, cari miei, stiamo parlando degli Ultra-Violence, non di un gruppo qualunque. Infatti, tutte le paure svaniscono subito appena si fa partire la canzone d’apertura “Burning Through The Scars” e da qui in avanti si assisterà a un vero e proprio spettacoli pirotecnico. Perché gli Ultra-Violence suonano un thrash sì violento tanto da comprendere delle frequenti ma brevi rasoiate in blast-beat che alle volte fanno sconfinare il tutto perfino in un black metal un po’ dissonante (“The Checkered Sun”) mentre qui e là non mancano delle derivazioni provenienti dal death melodico (come in “In The Name Of Your God”). Ma, allo stesso tempo, il loro è un thrash complesso e tecnico dove la fantasia, i numeri da circo, gli arrangiamenti raffinati (da sentire assolutamente la prestazione isterica e tentacolare del batterista ma anche quella della seconda chitarra, spesso attenta a completare opportunamente il riffing della compagna) e gli assoli delle due asce abbondano veramente alla grande tirando così sempre sulle spine l’ascoltatore che, in tal modo, appena finita una canzone, si chiederà sempre “e adesso che cosa deve succedere?”. Anche perché pure il basso è capace di sorprendere, come in “Why So Serious?”.
E in quest’album, che riunisce perfettamente la vecchia scuola del thrash con quella nuova innestandogli altre contaminazioni moderne provenienti anche, come si è già scritto, da altri genere, c’è veramente di tutto. C’è infatti il pezzo in un certo senso rock’n’roll e pieno zeppo di un groove irresistibile che fa muovere ben bene il vostro bel culetto (“Why So Serious?” e in parte “The Way I’ll Stay”); c’è quello tutto in mid-tempo come “Gavel’s Bang”, e questo è un pregio altissimo visto che molti dischi thrash di oggi si basano più che altro sulla velocità a tutto spiano; c’è l’intermezzo acustico da un minuto “A Second Birth” tanto per far tirare il fiato all’ascoltatore; pensate, vi è anche assurdamente la cover di “Don’t Burn The Witch” dei Venom, resa molto thrash metal (ma non poteva essere altrimenti!); e ci sono le melodie da heavy metal classico di brani come “In The Name Of Your God” (dove a un certo punto il chitarrista solista fa il super-coatto in un passaggio memorabile come pochi!) e la conclusiva “Fractal Dimension” (comprensiva di assoli quasi, ehm, “dolci”!).
Ma sarebbe un delitto riprovevole non nominare anche la voce rauca e mega-aggressiva di Loris che, accompagnato da dei frequenti cori da gang e raramente da qualche sezione parlata (e in “In The Name Of Your God” c’è un leggerissimo accenno di voce pulita melodica), è capace di creare delle linee vocali spesso superbe. E sarebbe un delitto (meno riprovevole ma vabbè…) pure non nominare gli effetti, come dire, “futuristici” presenti nei primi secondi di “Burning Through The Scars”. E ho detto tutto…
…ma anche no. Perchè “Deflect The Flow” è sì un album con dei maroni da far invidia perfino a Rocco Siffredi ma anch’esso ha i suoi difetti… anzi, difettini. Questo perché gli Ultra-Violence tendono talvolta ad allungare i pezzi con delle sequenze forse un filo troppo lunghe. Inoltre, hanno anche la tendenza ad abusare di certe pause da uno-due secondi, individuabili specialmente nei momenti finali dei brani, con annesse devastanti ripartenze. In entrambi i casi, comunque, il gruppo riesce a sviare brillantemente questi “difettini” portando SEMPRE e COMUNQUE a risultati notevoli e imprevedibili. Ergo, “Deflect The Flow” è un album quasi perfetto di un gruppo che si fa veramente il culo per la propria musica tanto più che di “The Way I’ll Stay” è stato girato pure il video (e del precedente album di video ne sono stati girati ben tre…). Che stakanovisti, questi italiani!

Tracklist:

1 – Burning Through the Scars
2 – Why So Serious?
3 – Gavel’s Bang
4 – Lost in Decay
5 – In the Name of Your God
6 – A Second Birth
7 – The Checkered Sun
8 – Don’t Burn the Witch (Venom cover)
9 – The Way I’ll Stay
10 – Fractal Dimension

Line-up:

Loris Castiglia – voce/chitarra ritmica
Andrea Vacchiotti – chitarra solista
Roberto “Robba” Dimasi – basso
Simone Verre – batteria

FaceBook: http://www.facebook.com/ultraviolencemetal
ReverbNation: http://www.reverbnation.com/ultraviolencemetal
Etichetta Candlelight Records: http://www.candlelightrecords.co.uk

  1. …forse la miglior thrash-band italiana!

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