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22/10/2015 : Orphaned Land + Molllust (Padova)

Pubblicato il 30/10/2015 da in Live report | 0 commenti


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22/10/2015 : ORPHANED LAND in tour acustico con il CORO DI STIMMGEWAL + MOLLUST (Work in Progress @MAME, PD)

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Questa data così succulenta cade di giovedì, tuttavia non c’è stanchezza o sveglia presto che tenga: gli Orphaned Land in acustico devono esser visti.

Arrivo al locale in tempo per sentire il gruppo di supporto: i Molllust. Non mi sono volutamente informata su di loro, stavolta mi piace l’idea di lasciarmi sorprendere. Sul palco campeggia in posizione centrale un pianoforte ricoperto da un nero drappo che riporta il logo della band, intorno ci sono alcune sedie vuote. Quando i musicisti fanno il loro ingresso mi sembra per un attimo di essere in tutt’altra location: acconciature elaborate, abiti luccicanti ed elegantissimi da prima dell’Opera. Il pianoforte viene subito preso in pieno possesso da una esile figura pallida e bionda che inizia a suonarlo con impressionante veemenza e trasporto. La voce che esce da questa ragazza è altrettanto conturbante: un meraviglioso soprano. “Eppure l’ho già vista da qualche parte” – penso. Si tratta infatti di Janika Groß, la cui splendida ugola fa parte degli Haggard.
Oltre a lei sul palco ci sono due violiniste ed una violoncellista elegantemente vestite a completare lo scenario squisitamente classico, mentre l’unica nota opposta che crea il piacevole paradosso è costituita dal chitarrista.

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Le sonorità sono decisamente interessanti e molto accattivanti, i musicisti di Leipzig giocano sulla combinazione di stilemi classici e sonorità aggressive e dissonanti più tipiche del metal. L’atmosfera che si crea, da “opera metal” come loro si definiscono, è veramente coinvolgente. L’incredibile precisione tecnica dei musicisti si fonde perfettamente con un suono per niente scontato, sperimentale, emozionante.
La sensazione di ricercata teatralità è dominante, e culmina nella scenetta del re tirannico e capriccioso, interpretato dal chitarrista che indossa una corona ed inizia a muoversi tra la folla, regalandoci uno splendido duetto vocale tra la maschile calda voce graffiante e quella angelica di Janika.
(Per chi fosse curioso c’è un video su youtube a riguardo: Video Molllust Live )
Degna di nota per i brividi creati è anche la versione riarrangiata di “Ave” di J. S. Bach: un tributo allo storico compositore vissuto a Leipzig.

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Veloce cambio palco e già siamo tutti in attesa degli Orphaned, ma ci aspetta prima un altro intermezzo. Sotto i riflettori ci sono adesso sei elementi del Coro di Stimmgewalt che armonizzano le proprie voci in modo assolutamente perfetto intonando una versione totalmente acustica e soltanto vocale di “Engel” dei Rammstein. Personalmente mi conquistano già al primo pezzo, ma cantano ancora per una ventina di minuti ed è un vero piacere per le orecchie. Concludono con un brano che inneggia alla birra, davvero molto divertente, in cui uno di loro fa da solista con tanto di assolo vocale effettato e sicuramente curioso, per finire con lo scolarsi davanti a tutti in un sol fiato una birra.

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Il coro conclude e si sposta verso il fondo del palco dove continuerà ad esser parte integrante della performance, lasciando però la prima linea agli Orphaned Land. I cinque israeliani prendono posizione e il frontman Kobi Farhi sfoggia da subito il suo rinomato fascino da messia del metal, stregando l’audience con la sua voce calda e profondamente armoniosa, danzando in tunica e a piedi scalzi come un antico profeta.
L’inizio è tutto all’insegna dell’ultimo album “All Is One” e, per quanto si tratti di uno show acustico la partenza è decisamente catchy e potente con il terzetto “The Simple Man”, “All Is One” e “The Truce Be Known”. Il fascino oriental-arabico delle melodie è tangibile e coinvolgente, confermando l’estrema originalità della band di Tel Aviv che figura di certo tra le proposte più interessanti all’interno della scena metal contemporanea.
La performance acustica permette alla band di eseguire dal vivo anche brani che solitamente non si prestano al loro show metal, che Kobi ci ricorda più volte di andare a sentire non appena ci sarà l’occasione.
L’atmosfera si fa così più intimistica, la performance è ispirata e trascina il pubblico in una dimensione spirituale profonda per poi riportarlo a battere le mani con enfasi al ritmo di melodie orientali dalle linee morbide e suadenti.

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Lo show scorre fluente ripercorrendo brani tratti da “Mabool”, “El Norra Alila” e “Sahara”, arricchiti dalla presenza discreta eppure fondamentale delle voci del coro. Non mi sembra passato neanche un minuto che già siamo vicini alla fine. L’alchimia tra i musicisti è tangibile, si guardano, sorridono e ammiccano tra di loro e al pubblico, creando un intenso legame. Nel mio essere femmina mi viene da chiedermi come facciano i mediorientali ad essere così dannatamente belli, tra un ammiccamento e l’altro del chitarrista, ma mi ritrovo già alla fine dello show. Fortunatamente tengo sott’occhio la scaletta a bordo palco e so già che ci saranno altre due canzoni.
L’uscita di scena è breve e i nostri sono di nuovo lì davanti per concludere in bellezza con gli ultimi pezzi. “The Beloved’s Cry” è una delle mie preferite e non me l’aspettavo. Una canzone d’amore, l’unica che abbiano mai scritto, al dire del frontman. Riproposta in questa versione intimistica è davvero da pelle d’oca. Segue la chiusura con “Norra El Norra” unita ad “Ornaments Of Gold”, con tanto di coinvolgimento del pubblico per seguire i cori nell’evergreen del nananana collettivo.
Quando lo show finisce sono ancora nel mondo dei sogni alla mille e una notte. Una performance magica, coinvolgente e profonda, che dimostra quanto l’anima metal di una band possa trasformarsi in forme inaspettate e magnifiche.

Setlist:

The simple man
All is one
The truce be known
Olat hatamid
Asalk
Brother
Bereft in the abyss
Building the ark
El meod naala
New Jerusalem
A neverending way
Sapari
In thy neverending way

Encore:

The beloved’s cry
Norra el norra + Ornaments of gold


Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Miriam “Lunacy”.

Molllust:

 

Coro di Stimmgewalt: 

 

Orphaned Land:

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