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Bonehunter – Evil Triumphs Again (2015)

Pubblicato il 9/11/2015 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Evil Triumphs Again
Autore: Bonehunter
Genere: Black/Speed Metal punkeggiante
Anno: 2015
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:219

E anche i finlandesi Bonehunter hanno fatto il grande salto dell’album di debutto! E’ dal 2011 che questi tre assatanati calcano le scene con il loro metal stradaiolo e scanzonato e, dopo una trafila fatta di demo, EP, split (condivisi curiosamente con gruppi giapponesi di ultra-culto come i GISM e i Sabbat) e chi più ne ha più ne metta, sono riusciti quest’anno a pubblicare via Hells Headbangers Records il disco “Evil Triumphs Again”, un lavoro che sputa grezzume anni ’80 da tutti i pori nei suoi nove pezzi (compresa l’inutile intro da 90 secondi “Messier 666”) per trenta minuti che scorrono con assoluta spensieratezza.
Già, “spensieratezza”. Perché lo stile dei Bonehunter (nome preso probabilmente dalla canzone omonima dei giapponesi Abigail) è totalmente immediato influenzato com’è dai vari Venom, Motörhead, Bathory e Celtic Frost e da uno sfrontato approccio punk che imbastardisce l’intero discorso. I pezzi sono praticamente tutti veloci, con quel tupa-tupa da headbanging selvaggio che solo qualche volta lascia sfogare tempi medi se non addirittura lenti, presenti perlopiù a mo’ di intro o dopo aver ripetuto per due volte il più classico schema a strofa-ritornello dove quest’ultimo assume spesso i toni di un vero e proprio inno urlando semplicemente il titolo del pezzo (e a tal proposito sono imbattibili episodi come “Acid Fuck” e “Devil Metal Punks”, in assoluto i miei preferiti). Il riffing è abbastanza vario, anche perché, sporco e punkettone, riesce a essere epico se non parecchio black metal infilando addirittura nel discorso delle melodie sì glaciali eppure malinconiche (come in “Symbol Of The Curse”) mentre tutte le canzoni hanno il loro assolo d’ordinanza, ovviamente semplice come tutto il resto… anche se non sempre efficace. La voce di Satanarchist (ennesimo cantante/bassista a là Cronos/Lemmy) concorre ulteriormente a blackizzare la proposta dei nostri visto che è un monodimensionale urlo black standard accompagnato da una voce pulita nell’anthemica “Devil Metal Punks” mentre nel finale di “Black Shrine” c’è una voce parlata in finlandese (che sembra tanto giapponese!).
Peccato però che i Bonehunter non sempre convincano. Questo perché certi loro pezzi non scorrono benissimo (soprattutto quando sparano dei tempi medi groovy e rock’n’roll quanto vi pare ma un po’ troppo ossessivi… e non solo, come si vedrà) o potevano essere sviluppati meglio (tipo “Symbol Of The Curse”, l’unico a possedere fra l’altro delle sfuriate in blast che fanno concludere il brano senza colpo ferire e per giunta senza un vero e proprio assolo). Lascia un po’ a desiderare la produzione caotica dell’album, la quale alterna belle cose (la graffiante chitarra ritmica e l’ignorantissimo basso) ad altre brutte, come il suono super-ovattato (molto più adatto a un disco di black puro a là “Transilvanian Hunger” dei Darkthrone) della batteria, senza dimenticare una chitarra solista spesso affossata dal resto degli strumenti, specie – fatto curioso – durante i tempi medio-lenti. E poi la conclusiva “Evil Triumphs Again” è un po’ statichella e il bello è che dura ben cinque minuti mentre la maggior parte dei pezzi ne dura solo tre se non persino due (tipo “Succubus”).
In soldoni, da “Evil Triumphs Again” mi aspettavo decisamente di meglio, anche perché gli unici pezzi che mi piacciono veramente sono i già citati “Acid Fuck” e “Devil Metal Punks” più “Succubus”, cioè i tre brani più diretti di tutto il lotto. In questa lista ci avrei messo pure “Deviler”, l’unico non veloce dell’album essendo basato perlopiù su un “acchiappante” groove a là Venom molto efficace, solo che poi si perde offrendo anche uno di quegli assoli “affossati” di cui ho parlato prima.
Ciò però non significa che “Evil Triumphs Again” sia da bocciare (e infatti si merita un bel 6,5) ma, a ogni modo, per chi è in cerca di uno scanzonato black/speed metal dal taglio punk, la Finlandia è veramente ricca, basti pensare ai grandi Wömit Angel o ai più metallazzi Evil Night, entrambi recensiti da me tempo addietro proprio su queste stesse pagine.

Tracklist:

1 – Messier 666
2 – Black Shrine
3 – Acid Fuck
4 – Burning Skulls
5 – Devil Metal Punks
6 – Symbol of the Curse
7 – Succubus
8 – Deviler
9 – Evil Triumphs Again

Line-up:

Satanarchist – voce/basso
Witch Rider – chitarre
S. S. Penetrator – batteria

Facebook: https://it-it.facebook.com/bonehuntermetal
Etichetta Hells Headbangers Records: http://www.hellsheadbangers.com

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