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Ilios – Demo 2015 (2015)

Pubblicato il 16/11/2015 da in Demo | 0 commenti

Titolo: Demo 2015
Autore: Ilios
Genere: Nu/Death/Thrash metal
Anno: 2015
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:564

Adesso, cari miei, mi fermo un attimo con le rece sui gruppi più estremi in circolazione per soffermarmi su una formazione emergente della Capitale nata nei primi mesi del 2015 e che ha recentemente rilasciato un interessantissimo demo di tre pezzi. Sto parlando degli Ilios, un quintetto di ragazzi imbufaliti dai 18 ai 30 anni che sparano un tipo di musica parecchio moderna ma dalle mille sfumature capaci più e più volte di spiazzare l’ascoltatore anche dal punto di vista lirico (come si vedrà).
Come prima cosa fondamentale da dire sugli Ilios è che non sono facilmente classificabili. Questo perché si esprimono attraverso una gamma notevole di influenze dando così a ogni canzone una personalità ben definita ma sempre seguendo delle caratteristiche ben precise. Infatti, gli Ilios suonano un metal dinamico e complesso, un pregio da apprezzare ancor di più se si tiene conto che i nostri prediligono pezzi lunghi anche ben sette minuti (“Last Ride”), cioè una durata difficile da gestire soprattutto per un gruppo giovane come loro. Inoltre, quello degli Ilios è un approccio molto democratico, nel senso che ogni strumento ha voce in capitolo, compreso il basso che è capace di inventarsi delle ottime linee mentre c’è una buona interazione fra le due chitarre anche perché in ogni canzone c’è almeno un assolo, cosa strana per un gruppo che deve molto al nu metal. Ma, benchè ci siano qui e là delle influenze provenienti dal metal estremo, gli Ilios non vanno MAI e poi MAI a velocità folli preferendo piuttosto tempi medi belli groovy.
Nonostante ciò, gli Ilios menano lo stesso come ossessi, come testimoniato da “Madness”, posta giustamente in apertura essendo la canzone più incazzata e thrash metal di cui è memorabile soprattutto l’ultimo minuto veramente folle comprendente parte arpeggiata, accelerazione e urlo finale del cantante; dalla seguente “Last Ride”, pezzo dalla mirabile atmosfera tragica e fatalista che si palesa in un death metal sì melodico e drammatico eppure grintoso contando a tratti qualche combattiva derivazione proveniente più dal viking metal, e tutto ciò ne fa sicuramente l’episodio migliore del lotto (il suo riff principale ti si pianta in testa che è una meraviglia!); e da “Call From The Grave”, cupo ma talmente cup(issim)o che Marco sputa qui certi ruggiti profondissimi e cavernosissimi (con eco incorporata) molto (ultra)-death metal che non ti scordi mica facilmente, seppur questo pezzo, che possiede fra l’altro una minacciosa e atmosferica intro completa di tastiere, sia probabilmente il più nu metal del demo vista l’alternanza tipica del genere fra parti pulite ed esplosioni soniche e un basso che a un certo punto si fa persino funky.
Una menzione a parte se la merita Marco Patarca, cantante parecchio versatile che tira fuori di tutto, da parti pulite tremendamente melodiche (esempio su tutti: il ritornello di “Last Ride”) ad altre più sussurrate, da urla disperate un po’ sgraziate a voci così allucinate da ricordare, almeno nel finale di “Madness”, Serj Tankian dei System Of A Down (di cui effettivamente gli Ilios hanno coverizzato “Spiders” nel loro primo – e finora unico – concerto fatto già due mesi fa), ragion per cui la componente nu metal viene a galla spesso e volentieri anche grazie alle interpretazioni vocali del nostro.
Sono interessanti anche le liriche del demo, il quale potrebbe essere considerato tranquillamente come un concept-demo in quanto si articola liricamente attorno alla figura di un uomo che, prima di tutto, entra nei vortici della follia (“Madness”, per l’appunto) commettendo alla fine un omicidio. Di conseguenza, in “Last Ride” si racconta della sua condanna a morte tramite iniezione letale con il protagonista che nel finale si chiede se ci sia veramente bisogna di redimere la propria anima. Infine, “Call From The Grave” chiude i deliri del nostro che prima s’illude di aver vissuto tutto un sogno e poi si rende conto che purtroppo è tutto vero accorgendosi dell’oscurità che suo malgrado lo inghiotte inesorabilmente.
In soldoni, abbiamo a che fare con un gruppo che cura molto sia il proprio lato musicale che quello lirico. In più, sono tecnicamente preparati, presentano ottime idee, adorano alla grande le intro lunghissime, si scatenano con uno stile sì variegato eppure omogeneo e hanno un pezzo a dir poco magnifico come “Last Ride”, che in pratica vale da solo tutto il disco.
La produzione, ovviamente sporca e con qualche sana “stecca”, è molto buona, merito del chitarrista Gabriel Castellani che l’ha interamente prodotto. Devo dire di non aver rilevato difetti degni di nota (a parte l’assolo non proprio incisivo di “Call From The Grave”, che probabilmente doveva essere un po’ più cattivo), piuttosto vedo solo margini di miglioramento individuabili per esempio in un uso un pelo più frequente dei grugniti da parte di Marco, purtroppo praticamente relegati nella sola “Call From The Grave”, i quali danno al pezzo una cattiveria da devasto totale che tanto piace a me.
Insomma, tante belle cose a questo giovanissimo gruppo che adesso sta lavorando su del nuovo materiale. E poi cacchio, era dai Fides Inversa, cioè dal Maggio 2015, che non recensivo una formazione romana, era pure ora finalmente!

Tracklist:

1 – Madness
2 – Last Ride
3 – Call from the Grave

Line-up:

Marco Patarca – voce
Andrea Scarinci – chitarra ritmica
Gabriel Castellani – chitarra solista
Andrea Manno – basso
Antonio D’Orazio – batteria

FaceBook: https://www.facebook.com/iliosroma

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