31/01/2016 : Velimor + Frangar + guests (Bresso, MI)


Visualizzazioni post:3096

31/01/2016 : Velimor + Frangar + guests – Blue Rose Saloon – Bresso (MI)

Velimor Frangar live

Location intima e molto radicata nel mondo underground dell’hinterland milanese quella scelta per la seconda data dei russi Velimor in Italia, dopo quella di Pordenone. A far da spalla di rango troviamo i novaresi Frangar, freschi autori di un nuovo album – “Trincerocrazia”- che prosegue il tracciato musicale cominciato col valido “Bulloni, Granate, Bastoni”. Ad aprire la serata vengono chiamati i Nova, già visti all’opera recentemente al Black Winter Fest (in compagnia tra gli altri di Nokturnal Mortum e Ad Hominem), giungendo agli – a me sconosciuti – Army Of Helvete. L’evento ha il merito di smuovere l’interesse di un’ottantina di metalheads, che nel corso della serata supporteranno a dovere tutti i gruppi; ma procediamo con ordine.

Army Of Helvete 3

Il quartetto romano degli ARMY OF HELVETE si presenta sul palco con grande determinazione; tutti i membri indossano un passamontagna e, senza perdersi in eccessive presentazioni, ci schiaffano in faccia il loro death/black metal. I suoni – pur mancando un pizzico di potenza in più nella cassa della batteria – sono più che discreti e così i nostri hanno la possibilità di introdurci nella loro proposta musicale, la cui discografia allo stato attuale consta di un demo e di uno split, destinati ad essere implementati da una release imminente intitolata “Artificial Pandemia”, dalla quale nel corso del concerto viene stata estratta l’opener “High Diffusion Virus Ebola”. Nella mezz’ora scarsa a loro disposizione il gruppo capitolino cerca di offrirci la propria interpretazione del war metal, che però denuncia alcune lacune, come ad esempio il growl del cantante Mephisto che risulta abbastanza piatto e monocorde ed un dinamismo dei brani che andrebbe un attimo rivisto. Oltre ad un lotto di pezzi tra i quali “Napalm Over Golgotha” e “Blood Squirting Madonna” vengono eseguite anche due cover “Kunnia Armageddon” dei Goatmoon e “Dunkel Himmel” dei Goatpenis. Nulla da eccepire sull’impegno profuso, peraltro premiato dall’applauso del pubblico al termine dell’esibizione, ma servirà del duro lavoro per riuscire a fare un salto qualitativo.

Nova 1

Tocca ai veneti NOVA prendere il proscenio ed il giovane gruppo italiano – che già aveva ben figurato in occasione del recente “Winter Festival VIII” tenutosi al Colony di Brescia lo scorso dicembre – sale deciso sul palco nella consuete “uniformi” nere. Il suono dei nostri è forgiato in un black metal marziale, scandito da liriche in italiano, che il gruppo propone quasi con distacco, lasciando che sia solo il flusso della propria musica a contrastare la staticità (dei musicisti) imperante sul palco. Come logica vuole il set attinge praticamente solo dal discreto debut album “Il Ritorno”, edito da ATMF ormai due anni or sono, i cui pezzi in sede live acquisiscono maggior vigore e profondità. Nella mezz’ora di durata del loro set il quintetto conquista immediatamente i consensi degli astanti, grazie ad una proposta schietta e d’impatto che immediatamente fa fioccare gli applausi. I Nova mostrano un buon amalgama in sede live, riuscendo a valorizzare adeguatamente tutti gli strumenti, sia nei passaggi più veloci che in quelli più atmosferici. Pezzi del calibro di “Sangue Di Corvo”, “Ave Vittoria” ed “Un Mondo Senza Uomo” elevano il gruppo veneto dal calderone della mediocrità, e – sebbene l’atteggiamento volutamente distaccato nei confronti del pubblico a mio parere non giovi loro – i nostri riescono a fornire una prova intensa e convincente, coronata dal giusto supporto di tutti i presenti. L’unico piccolo rammarico del concerto di questa sera è il probabile taglio di un pezzo per motivi di orario.

Frangar 9

Freschi autori del terzo sigillo della loro carriera intitolato “Trincerocrazia”, spetta ora ai novaresi FRANGAR dare il via alle ostilità, con la solita grinta che Il Colonnello ed i suoi sodali mettono sempre sul “campo di battaglia”. Dopo i recenti cambi in seno alla band, che hanno portato accanto al Colonnello e al Reverendo anche Max dietro alle pelli (entrato in line-up prima della registrazione dell’ultimo disco), stasera troviamo anche un bassista ed un chitarrista (Uruk-Hai) a completare la formazione live. Chiaramente questo porta ad avere un gruppo in fase di rodaggio, sebbene i passaggi più incerti vengano superati sullo slancio di una prova entusiasta e volitiva da parte di tutto il complesso.
Il black ‘n’roll del gruppo piemontese non manca mai di attingere all’iconografia bellica e si estrinseca mediante la riproposizione di alcuni estratti dell’ultima fatica in studio, dove spiccano “Italia Suprema Assoluta”, la cover degli SPQR “Fare Quadrato” ed uno dei pezzi a mio parere più belli di “Trincerocrazia”, “Alba”, invero non resa al meglio (un po’ confusionaria). Certamente l’attitudine on stage dei Frangar è abbastanza antitetica rispetto a quella più distaccata dei Nova, qui fanno capolino spesso e volentieri sorrisi e continue interazione coi presenti, il tutto senza andare ad inficiare sulla qualità dell’esecuzione musicale.
Il pubblico in gran parte è qui per loro ed il combo novarese ripaga con un finale di livello assoluto, con “La Settima Di Dio”, “Gioventù Di Ferro” cantata da molti presenti, per giungere ad una delle hit del nuovo studio album, “Artigliere Alpino”, che fa da preludio a “Trieste Chiama”, dove il Colonnello – come di consueto – termina il pezzo con il megafono alla mano chiamando gli spettatori a rispondere al motto “Guerra, Guerra Trieste”.
Il tempo pare ormai essere giunto al termine, ma con un guizzo i nostri propongono anche “Inno Alla X Mas” a suggellare un concerto intenso e molto coinvolgente, che al di là di alcune piccole smagliature formali dovute all’assestamento della nuova formazione ha messo in evidenza un gruppo con idee ed obiettivi molto chiari. Dalla prima volta che li vidi live, nel 2004 di supporto agli Arcturus al Thunder Road, il gruppo novarese ha fatto tanta strada. I migliori della serata.

Velimor 2

Dopo un breve cambio di palco è il turno dei russi VELIMOR, combo inquadrabile all’interno della scena RAC, con tematiche belliche intrecciate con paganesimo e di marcata ideologia di destra. La formazione ufficiale a tre si avvale in sede live di un quarto elemento alla seconda chitarra e bisogna dire che nessuno di loro parrebbe rassicurante in un incrocio notturno in una via buia. Venendo alla cosa che conta, la musica, il gruppo russo, nato nel 2001, ha all’attivo tre dischi e svariati singoli nei quali, a differenza di molti altri gruppi nato nell’ex blocco comunista, non sono mai riusciti a fare realmente la differenza, assestandosi su livelli tutto sommato mediocri.
In sede di presentazione dei brani il cantante/chitarrista Mstivoy, parlando esclusivamente russo, si avvale di un traduttore che traspone le sue presentazioni in inglese per permettere agli spettatori di comprenderle. L’ora scarsa ad appannaggio del gruppo moscovita si snoda attraverso una proposizione di brani nell’ultimo disco “Master Of Illusion”, come ad esempio la titletrack, oppure “Planet Of Monkeys”, oltre a pezzi provenienti dalle prime release, come ad esempio “The Cristal Tears Of Heaven” estratta dal primo demo.
I Velimor non amano spingere in maniera eccessiva sull’acceleratore, prediligono agire su tempi medi, maggiormente compassati, senza però la forza di mettere in campo un riffing work realmente ispirato e ficcante, in grado di fare realmente la differenza. “The New Dawn” riesce a smuovere un po’ gli animi dell’audience, la quale appare più contemplativa che partecipativa. Il set giunge verso la fine con “Blood And Honour”, pezzo composto da loro amici ucraini (se ho ben capito) dedicata ad Hitler con tanto di incipit “ein volk ein reich ein führer” e ci si presenta come un brano abbastanza mediocre.
L’ora scarsa concessa agli headliner si chiude con “Son Of Odin” che fa da epitaffio ad una bella serata di musica.
Al termine della canzone giunge il momento dei ringraziamenti, con il Colonnello (Frangar) che sale sul palco per ringraziare tutte le bands intervenute ed i fans accorsi. Certamente credo che i più se ne tornino a casa soddisfatti, noi in particolar modo abbiamo apprezzato le esibizioni di Frangar e Nova.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Leonardo “Dismember” Borinelli.

Army Of Helvete:

Army Of Helvete 1

Army Of Helvete 4

Army Of Helvete 5

Army Of Helvete 2

Nova:

Nova 6

Nova 8

Nova 4

Nova 7

Nova 2  Nova 3

Nova 5

Frangar:

Frangar 5  Frangar 6

Frangar 1

Frangar 2

Frangar 3

Frangar 4

Frangar 7

Frangar 8

Frangar 11

Frangar 12

Frangar 10

Velimor:

Velimor 1

Velimor 4

Velimor 5

Velimor 6

Velimor 3

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.