11/02/2016 : Behemoth + Abbath + guests (Trezzo – MI)


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11/02/2016 : Behemoth + Abbath + guests – Live Club Trezzo (MI)

Behemoth Abbath Entombed Trezzo

Già dal suo annuncio il tour “Europa Blasphemia 2016” aveva fatto venire l’acquolina in bocca a molti metalheads nostrani, visto lo spessore degli artisti coinvolti. Il ruolo degli headliner spetta ai polacchi Behemoth sempre più lanciati grazie ad una release di caratura assoluta come “The Satanist” che ha saputo creare una summa nel loro universo musicale, capace di mescolare sapientemente parti melodiche ad altre più estreme. I pard del gruppo di Nergal per l’occasione sono: Abbath, col suo progetto post disputa legale con gli altri membri degli Immortal, gli Entombed A.D., progetto messo in piedi da L.G. Petrov dopo lo scioglimento degli Entombed e autore di un debole ritorno sulle scene (“Back To The Front”), oltre ai colombiani Inquisition, duo entrato in orbita della Season Of Mist e autori di album di livello come “Obscure Verses For The Multiverse” e “Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm”. Il pubblico, come accennato poco sopra, non si è certo fatto pregare ed ha affollato in modo massiccio il Live Club, supportando alla grande tutti i gruppi.

Inquisition 1

Il duo degli INQUISITION è composto dal cantante/chitarrista Dagon e dal batterista Incubus. I ragazzi sono colombiani, ma americani di adozione e hanno saputo conquistarsi col sudore e con l’impegno un posto nella scena underground internazionale, grazie ad un black metal che non può non riportare alla mente gli Immortal, sia per taluni passaggi musicali, sia per un tentativo di imitazione/citazione del cantato di Abbath.
Le difficoltà di tenere a dovere lo stage vengono superate dal dinamismo di Dagon che si sposta volta per volta sui microfoni disposti sul palco, non rinunciando mai a del sano headbanging. L’attacco degli Inquisition non lascia insensibili gli spettatori, già presenti in un buon numero, soprattutto dopo il progressivo miglioramento dei suoni, che permette ai nostri di sciorinare con la dovuta ferocia le varie “Dark Mutilation Rites”, “Master Of The Cosmological Black Cauldron” ed “Embraced By The Unholy Powers Of Death And Destruction” guadagnandosi dei giusti applausi che premiano il suono scarno, ma dannatamente tagliente e tutto sommato ispirato del gruppo americano.
I giochi di luce, il fumo, ovviamente accompagnati dal fluire del black metal dei nostri riescono a far sì che il palco sembri più pieno di quanto in realtà non sia. “Infinite Interstellar Genocide” segna la fine delle ostilità per quanto concerne gli Inquisition, i quali nonostante l’inizio del loro set sia avvenuto attorno alle 18:40, quando molti spettatori probabilmente erano per strada, hanno saputo convogliare applausi massicci da parte del nutrito gruppo di presenti. Ed è solo l’inizio…

Setlist Inquisition:

Force of the Floating Tomb
Ancient Monumental War Hymn
Dark Mutilation Rites
Master of the Cosmological Black Cauldron
Embraced by the Unholy Powers of Death and Destruction
Command of the Dark Crown
Infinite Interstellar Genocide

Entombed AD 2

Tocca alla nuova creatura di L.G. Petrov, gli ENTOMBED A.D., nati sulle ceneri della scomparsa leggenda del death metal svedese, che – dopo un album claudicante come “Back To The Front” – si appresta a rilasciare un nuovo disco intitolato “Dead Down”. Ed è proprio da qui che si parte stasera col nuovo singolo “Midas In Reverse” che ci presenta un ensemble certamente voglioso di divertirsi e di far divertire il pubblico.
Il buon L.G. appare evidentemente influenzato, ma questo non gli toglie un’oncia di forza, calamitando cori e applausi convinti da parte degli astanti. Come è ovvio che sia, la setlist non può che attingere in maniera prepotente ai trascorsi storici dell’artista svedese con la band madre, appunto gli Entombed, dalla cui indimenticabile carriera vengono estratte perle assolute come “Revel In Flesh” e l’inno “Left Hand Path” dall’omonimo album d’esordio, oltre a “Stranger Aeons”, “Living Dead” e “Chaos Breed” da “Clandestine” (curiosamente l’album più saccheggiato è stato l’unico dove lo stesso Petrov non cantava).  Ovviamente anche la nuova parte della carriera del nostro ha avuto i suoi episodi, ma sia “Second To None”, sia “Pandemic Rage” appaiono ancor più deboli raffrontati anche solo al materiale composto a metà carriera. Ad ogni buon conto è necessario evidenziare come il quintetto vanti un buon grado di coesione, che sfocia in un suono ruvido ed abrasivo grazie al riffing profuso senza soluzione di continuità dai due chitarristi, sostenuto da una sezione ritmica quadrata e molto concreta. Su tutta questa impalcatura sonora troviamo la voce marcia del cantante svedese a fare da trait d’union tra passato ed il presente.
La goffaggine mista a simpatia del cantante svedese risveglia gli animi dei presenti in sala, che in più occasioni fanno sentire il proprio caldo supporto.
Sulle note di “Left Hand Path” i nostri lasciano il palco, dopo una prova tutto sommato onesta, ma consci del fatto che i fasti del 2006 nel tour “Masters Of Death” sono alle spalle.

Setlist Entombed A.D.:

Midas In Reverse
Stranger Aeons
Second to None
Living Dead
Pandemic Rage
Chief Rebel Angel
Chaos Breed
I For an Eye
Revel in Flesh
Wolverine Blues
Left Hand Path

Abbath 1

Dopo la fine della disputa legale per l’attribuzione del nome Immortal, dal quale ABBATH è uscito amaramente sconfitto, il nostro ha deciso di rimboccarsi le maniche lanciandosi a spron battuto su di un nuovo progetto riportante il suo nome d’arte. Dopo la registrazione del disco d’esordio sono stati persi per strada l’ottimo batterista Kevin Foley, oltre al chitarrista live Per Valla (allontanatisi per motivi personali), pertanto Abbath è chiamato a dare un segnale deciso ai suoi fans: le sue ultime uscite con gli Immortal hanno in più occasioni rasentato l’imbarazzante e anche qualche filmato inerente il nuovo progetto non aveva fatto presagire il meglio. Invece, non appena sale sul palco con lo storico facepainting d’ordinanza, il frontman norvegese viene travolto da un vero e proprio boato.
I suoni rasentano lo scandalo per i primi due pezzi, un magma incomprensibile, che verrà dipanato in corso d’opera. A livello di volontà Abbath (come individuo) e gli Abbath (come band) sembrano decisi a dare il 100% e dopo i due estratti dall’album d’esordio, ecco la prima capatina nell’era Immortal con “Nebular Ravens Winter”, ottimamente accolta in sala.
Anche a livello scenico il gruppo capitanato da Olve Eikmo ha deciso di fare le cose per bene, con il logo gigantesco alle spalle e con due gigantografie di teste di corvo contornate da led sui lati, ed in questo contesto il nostro non lesina in quanto a mossette a beneficio del pubblico, invero senza esagerare.
Stasera il progetto I viene rappresentato mediante la proposizione di “Warriors”, ma alla fine sono i cavalli di battaglia provenienti dall’illustre passato, come l’anthemica “Tyrants”, la movimentata “One By One” e l’ottima “All Shall Fall”, riservata per il finale a riscuotere il maggior successo. In mezzo hanno trovato grande spazio gli estratti dal disco d’esordio degli Abbath.
A conti fatti direi che la prova è stata discreta, per certi versi superiore alle mie attese, perché come detto il gruppo non ha mai lesinato nella profusione di impegno (in tal senso anche King al basso è stato encomiabile) e lo stesso Abbath è parso meno svagato sia nelle parti di chitarra che nel proprio cantato. Lo show è terminato in mezzo ai convinti applausi di un Live ormai prossimo al sold out.

Setlist Abbath:

To War
Winter Bane
Nebular Ravens Winter
Warriors
Ashes of the Damned
Fenrir Hunts
Tyrants
One By One
Count the Dead
Root of the Mountain
Endless
All Shall Fall

Behemoth 1

Avere la forza di proporre per intero un disco (per il momento) non considerato storico, seppur fortemente acclamato dai più, non è cosa da sottovalutare, però Nergal come individuo ed i BEHEMOTH come band non sono mai stati inclini ad affrontare la vita scegliendo la via più semplice e scontata.
Chi ha già visto all’opera il gruppo polacco sa cosa aspettarsi in sede live: una grandissima compattezza, corroborata da una voglia di suonare – soddisfacendo un proprio bisogno interiore -, carisma da vendere ed un bisogno di nichilismo estremo.
Il flusso magmatico della musica che fuoriesce dalle casse travolge completamente l’audience, che già con la tripletta iniziale è in uno stato di estasi, con la possente “Blow Your Trumpets Gabriel” a far da preludio alla sferzante “Furor Divinus” seguita da “Messe Noire”.
Il combo est europeo appare in serata di grazia ed ogni pezzo colpisce duro, con Inferno dietro le pelli che appare una macchina da guerra, ben assecondato dalle chitarre di Nergal e Seth, egregiamente contrappuntate dal basso di Orion, che dà il suo contributo anche in termini di backing vocals.
L’energia prepotente che fuoriesce dagli amplificatori è impressionante (netto il diverso impatto del drumkit rispetto ai gruppi precedenti) e tutti i metalheads accorsi sono annichiliti da bordate del calibro di “Ora Pro Nobis Lucifer”, “The Satanist” ed “In The Absence Ov Light” che fanno da apripista per l’evocativa “O Father O Satan O Sun!” che chiude tra i coriandoli neri la parte destinata all’integrale riproposizione di “The Satanist”.
È veramente incredibile constatare a che livello siano arrivati i Behemoth: oltre al lato tecnico esecutivo, i nostri uniscono ottime capacità coreografiche e teatrali, che obbligano lo spettatore a non staccare mai lo sguardo dal palco.
Stasera Nergal non in tutti i frangenti è stato profondo nel suo cantato, ma verrebbe da dire che la cosa è scivolata in secondo piano al cospetto di un simile spettacolo.
Il bis è affidato ad un poker di pezzi di alto livello: “Pure Evil And Hate”, “Antichristian Phenomenon”, la travolgente “Conquer All” e la finale “Chant For Eschaton 2000” che chiude una serata di altissimo livello, dove a vincere è stata la buona musica.

Setlist Behemoth:

Blow Your Trumpets Gabriel
Furor Divinus
Messe Noire
Ora Pro Nobis Lucifer
Amen
The Satanist
Ben Sahar
In the Absence ov Light
O Father O Satan O Sun!

Pure Evil and Hate
Antichristian Phenomenon
Conquer All
Chant for Eschaton 2000

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Leonardo “Dismember” Borinelli.

Inquisition:

Inquisition 3  Inquisition 4

Inquisition 2

Entombed A.D.:

Entombed AD 1  Entombed AD 5

Entombed AD 6

Entombed AD 7

Entombed AD 8

Entombed AD 4

Abbath:

Abbath 5

Abbath 6

Abbath 7  Abbath 8

Abbath 9  Abbath 10

Abbath 2

Abbath 3

Abbath 4

Behemoth:

Behemoth 7  Behemoth 8

Behemoth 9  Behemoth 10

Behemoth 11  Behemoth 12

Behemoth 13

Behemoth 14

Behemoth 15

Behemoth 2  Behemoth 3

Behemoth 4  Behemoth 5

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