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27/02/2016 : Crying Steel – 35° Anniversary (Bologna)

Pubblicato il 21/03/2016 da in Live report | 2 commenti


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27/02/2016 : Crying Steel – 35° Anniversary (Locomotiv Club, Bologna)

Crying Steel – 35° Anniversary

21,30 Tarchon Fist
21,45 Markonee
22,00 Urban Fight
22,10 The Black Rain + Special guest
22,20 Bad motorfinger
22, 35 Simple Lies (cancellati)
22,50 Rain
23.10 Crying Steel

Il concerto di stasera al Locomotiv di Bologna è una summa della storia del rock/metal bolognese degli ultimi decenni: ad aprire la serata i Tarchon Fist che hanno da poco festeggiato il loro decennale: i ragazzi infiammano il palco con la loro carica e ottengono un’ottima risposta dal pubblico presente.
La splendida voce di Mirko è ben accompagnata dai virtuosismi chitarristici di Sergio e Lucio, mentre Wallace e Animal costruiscono una sezione ritmica solida e potente.

Dopo di loro tocca ai Markonee, band hard rock attiva dal 1999 e fondata da Stefano Peresson (ex Danger Zone) che ha più volte infiammato i palchi bolognesi e di tutta Europa.

Gli Urban Fight, alfieri del punk rock bolognese, stasera sono orfani del loro bassista Nevro, ma questo non gli impedisce di fare un’ottima prestazione.

Anche i The Black Rain sono orfani di un elemento, in questo caso il cantante Mirko, che viene sostituito da un duo inedito alla voce, Boyler e Alessio (Rain).

I Badmotorfinger sono una realtà nell’hard rock & heavy metal bolognese da ormai una decina d’anni, reduci da alcune variazioni nella line-up portano sul palco la loro energia con i brani del loro promo omonimo uscito nel 2011. Sempre carichi e coinvolgenti, la loro performance è ottimale e senza sbavature.

I Simple Lies, che avrebbero dovuto esibirsi dopo di loro, per problemi personali hanno dovuto dare forfait, per cui si passa direttamente all’esibizione dei Rain, altra pietra miliare dell’hard rock felsineo. La formazione è affiatata e carica, e conclude degnamente il warm-up di stasera per i Crying Steel.

Crying Steel 1

L’atmosfera è calda al punto giusto quando, in leggero anticipo sulla tabella di marcia, il palco viene celato ai nostri sguardi da dei teli per permettere gli ultimi allestimenti in vista dell’esibizione clou della serata: pochi minuti e, tra le urla dei presenti, i mitici CRYING STEEL prendono possesso dello stage!
Si respira davvero un bel clima amichevole e, oltre ai trentacinque anni della band, c’è da festeggiare la pubblicazione dell’attesissimo cofanetto a tiratura limitata contenente l’EP “Crying Steel”, il primo album “On The Prowl” – entrambi rimasterizzati su un unico CD – ed il DVD “Steelway To Wacken”, release avvenuta grazie all’accordo con l’etichetta ellenica No Remorse Records!
Ulteriore elemento di unicità di questa serata è la scaletta allestita dalla storica band bolognese, totalmente incentrata sui due dischi appena citati: alcuni brani non venivano proposti da anni, altri ancora non erano mai stati suonati in un contesto live… quindi potete ben capire come mai non ci abbiamo pensato due volte a lasciare la nostra Lomellina per spostarci in quel di Bologna!
La spettacolare “Ivory Stages” ha il compito di inaugurare la setlist, dopodichè i cinque Thundergods ci accompagnano nel viaggio all’interno del loro EP passando per “Hero”, “Where The Rainbow Dies” e “You Have Changed”, fino all’irresistibile “Runnin’ Like A Wolf”; la band è affiatata e ci regala energia e classe nel consueto show di alto livello, con Alessandro “Ramon” Sonato che non si risparmia sebbene questa sera la sua voce non sia in forma strepitosa.

Crying Steel 2

I minuti scorrono veloci ed è già tempo di inoltrarci nel capolavoro “On The Prowl”, ma non prima che i Crying Steel accolgano nelle proprie fila – solo per questa occasione – Sandra “She-Ra” Vitello (Queens Of Noise) e la sua Keytar, chiamate a dare il loro apporto per ricreare il più fedelmente possibile le atmosfere di quell’album grandioso!
Si parte con la micidiale doppietta “No One’s Crying” – “Changing The Direction” e si prosegue con un blocco di canzoni che, personalmente, avevo potuto apprezzare solo su disco: “Struggling Along”, “Fly Away” ed “Upright Smile” mi regalano una bella scarica emotiva, dato che non pensavo che avrei mai potuto gustarmeli eseguiti dal vivo!
Ci avviamo verso la parte finale del festa con “Alone Again”, a cui fanno seguito “The Song Of Evening” e “Shining” prima che il superclassico “Thundergods”, vero e proprio inno del metal tricolore, sancisca la conclusione di questa serata memorabile! Raccolti gli ultimi applausi i Crying Steel si congedano dal pubblico e, con il diminuire dell’adrenalina da concerto, mi rendo conto di aver avuto la fortuna di prendere parte ad un evento davvero unico, e non solo per la gran qualità della musica che tutte le band hanno portato sul palco: mi ha colpito profondamente il clima di vera fratellanza che permeava il Locomotiv, una bella sensazione che in Italia ho provato molto raramente.. detto questo, non si può che sottolineare l’ottima organizzazione della serata e rinnovare gli auguri ai mitologici Crying Steel, una band di cui essere orgogliosi, per questo importantissimo anniversario! Buon compleanno Crying Steel, cento di questi giorni!

Live report di Alessandra “MorganaPhoto” Merlin (mini report iniziali) e Gianluca “Avalon” Moraschi (Crying Steel). Foto di Alessandra “MorganaPhoto” Merlin. Di seguito altre foto della serata.

Tarchon Fist:

Tarchon Fist 1

Tarchon Fist 2

Tarchon Fist 3

Tarchon Fist 5

Tarchon Fist 4

Markonee:

Markonee 3

Markonee 2

Markonee 1

Markonee 5

Markonee 4

Urban Fight:

Urban Fight 3

Urban Fight 2

Urban Fight 1

Urban Fight 4

The Black Rain:

The Black Rain 2

The Black Rain 3

The Black Rain 4

The Black Rain 5  The Black Rain 6

The Black Rain 1

Badmotorfinger:

Bad Motorfinger 2

Bad Motorfinger 3

Bad Motorfinger 4

Bad Motorfinger 5

Bad Motorfinger 6

Bad Motorfinger 1

Rain:

Rain 4

Rain 5

Rain 6

Rain 1

Rain 2

Rain 3

Crying Steel:

Crying Steel 9

Crying Steel 10

Crying Steel 11

Crying Steel 12

Crying Steel 13

Crying Steel 14

Crying Steel 15

Crying Steel 16

Crying Steel 3

Crying Steel 4

Crying Steel 5

Crying Steel 6

Crying Steel 7

Crying Steel 8

  1. Metauro Trebisonda says:

    Cavoli…hanno fatto “Changing The Direction”? Gran pezzo!!!!!
    Pensa che qualche anno fa ho conosciuto il tastierista che suonò su “On The Prowl”!

  2. Se non sbaglio Simonini anni fa mi disse che “Changing The Direction” fu un po’ il brano della discordia, con parte della band che voleva le tastiere e un suono più radiofonico e un’altra parte che non voleva il cambio di direzione. Un titolo veramente azzeccato 😉

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