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23/04/2016 : Frontiers Rock Festival (Day 1) – Trezzo Sull’Adda (MI)

Pubblicato il 11/05/2016 da in Live report | 0 commenti


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23/04/2016 : Frontiers Rock Festival (Day 1) – Live Club – Trezzo Sull’Adda (MI)

Last In Line
Treat
Drive, She Said
Treatment
Find Me
Shiraz Lane
No Hot Ashes

Frontiers_Rock_Festival_III_Manifesto_Completo

Terza edizione del Festival Frontiers e sicuramente non ultima, considerato il successo riscosso anche quest’anno.

NoHotAshes

Non è mai facile suonare per primi in un festival e oggi l’arduo compito spetta ai NO HOT ASHES, gruppo di rock melodico formatosi a Belfast nei primi anni ’80, scioltosi dopo circa una decade e riformatosi un paio di anni fa.
Nonostante non si tratti di gente di primo pelo, hanno una carica e una grinta contagiose e riescono a farci passare davvero bene questa prima mezz’oretta grazie anche a ritornelli accattivanti e pezzi ruffiani quanto basta.
Un inizio positivo così come positiva l’affluenza del pubblico considerando che sono solo le tre del pomeriggio.

ShirazLane_01

Le cose si mettono ancora meglio con i SHIRAZ LANE! Altro stile e altra generazione ma stessa voglia di divertirsi e stessa energia di chi li ha preceduti, logicamente moltiplicata per cento visto che questi ragazzi finlandesi potrebbero essere loro figli.
Hanno appena pubblicato il loro primo lavoro e lo presentano oggi in anteprima.
Un gruppo giovane ma già con grande attitudine e personalità: pezzi energici, incisivi ed efficaci secondo la scuola dei grandi dello sleaze ai quali si ispirano (sopra tutti G’n’R e Motley Crue).
Il cantante ha una voce cristallina e molto acuta, bella ma a mio avviso ancora un po’ priva di corpo; comunque sia è molto giovane e ha senza dubbio ampi margini di miglioramento.
Aprono lo show con la potente “Wake Up” e nei quaranta minuti a disposizione riescono a suonare gran parte del debut album “For Crying Out Loud”. Verso il finale i ragazzi terribili scendono dal palco per suonare in mezzo a un divertito pubblico.

FindMe_01

Altro cambio di passo con i FIND ME, band/progetto creato da Frontiers Records attorno alla calda e personalissima voce dell’ex Blanc Faces Robbie La Blanc. Si tratta di un’anteprima assoluta dato che suonano dal vivo per la prima volta presentando i loro due album finora all’attivo. Buono il gruppo che lo accompagna e buona la sua prestazione vocale caratterizzata da un timbro molto personale e ricco di pathos.
A dirla tutta, il già numeroso pubblico non sembra partecipare più di tanto. In ogni caso La Blanc e compagni escono di scena con un buon successo, se non altro qualitativo.

TheTreatment_01

Si procede alla grande con il ruvido e abrasivo hard rock’n’roll dei THE TREATMENT! Non è la prima volta che li vedo dal vivo e non mi hanno mai deluso, così oggi. E’ invece la prima volta che vedo all’opera il nuovo cantante Mitchell Emms, che, ben pettinato e con quella faccina pulita da bravo ragazzo mi aveva un po’ destabilizzato. Devo dire che non mi dispiace anche se preferivo il suo predecessore Matt Jones, più “sporco” e aggressivo e con un tocco più trasgressivo che si adattava perfettamente allo spirito del gruppo.
In ogni caso, ripeto, Emms canta bene e domina bene il palco attorniato da una band che sa ormai esattamente come e cosa fare per far scatenare il pubblico. Partono col botto con “Let It Begin”, pezzo di apertura del nuovo “Generation Me” che suoneranno quasi per intero. Non può mancare, in conclusione, il pezzo preferito “Shake The Mountain” ma noto con rammarico che, con il caro vecchio Matt Jones alla voce, il risultato finale era molto più convincente. Lunghi applausi soprattutto da parte del pubblico avvezzo a sonorità più grezze e pesanti. Tra i miei preferiti del Festival.

L’organizzazione, come già sperimentato l’anno scorso è molto efficiente e nella mezz’oretta scarsa che passa tra un’esibizione e l’altra è un vero piacere riposare e cazzeggiare nella sala e nel giardino (peccato solo per la pioggia e per il “fresco” più invernale che primaverile) dove si può sempre bere qualcosa o fare due chiacchiere con gli artisti che si sono sempre dimostrati disponibilissimi.
Come sempre ottima anche l’atmosfera che si vive e che si respira nel festival e che lo caratterizza e lo rende davvero particolare. Numerosissima anche quest’anno la presenza di stranieri, soprattutto tedeschi e britannici. Immancabile lo stand di Frontiers con tanti bei dischetti e cd e altrettanto immancabile quello di Classix/Classix Metal che quest’anno offriva “elegantissime” e variegate t-shirt.

DriveSheSaid_01

Per equilibrare la giornata, dopo la grinta stradaiola dei The Treatment, si riapproda in più classici lidi con le melodie dei DRIVE, SHE SAID altra band che, dopo la bellezza di 13 anni è reduce dalla pubblicazione di un nuovo album. Capitanati dal tastierista Mark Mangold e dal simpatico e paffuto Al Fritsch alla voce e chitarra, vantano una storia trentennale e direi che nel genere AOR  sono leggendari. Il setlist è piuttosto vario: partono con il pezzo che dà il titolo al nuovo album “Pedal To The Metal”, del quale suoneranno anche le ottime “In ‘R Blood” e la conclusiva “Writings On The Wall”, ripescando anche classici della vecchia discografia come”Maybe It’s Love” o “Drivin’ Wheel”.

Treat_01

TREAT grandissimi! Che gruppo e che show! Ovviamente li conoscevo ma è la prima volta che li vedo dal vivo e sono rimasto folgorato. Un’intesa, una precisione e una compattezza veramente incredibili: basso e batteria si muovono all’unisono e ti costringono a seguire ogni pezzo tenendo il ritmo con piedi, mani e capoccia. Il biondo vocalist Robert Ernlund ha un notevole magnetismo e, insieme al chitarrista nonché co-fondatore del gruppo Anders Wikstrom, dà vita a uno show quasi perfetto, seguito con entusiasmo da tutto il pubblico (fino ad ora direi che è stata l’esibizione più apprezzata). Alle tastiere per l’occasione troviamo Jona Tee degli H.e.a.t che svolge un ottimo lavoro.
Impeccabile e sostenuto da cori entusiastici tutto lo show sia nei momenti più potenti (“Better The Devil You Know”, “Roar”) che in quelli più romantici (“Do Your Own Stunts”, “We Own The Night”). Per quanto mi riguarda, i vincitori di oggi.

Tra una chiacchiera, una birra e qualche foto con amici, colleghi e artisti vari, si arriva alla fine della giornata.

LastInLine_01

Va detto che, sin dal principio, la decisione di mettere come headliner i LAST IN LINE non è stata giudicata positivamente da molti sia per lo stile troppo heavy e non esattamente in sintonia con lo spirito del festival, sia per il trattarsi di qualcosa di simile ad una tribute band.
C’è del vero in entrambe le obiezioni e, effettivamente, ho avuto l’impressione che l’esibizione non abbia riscosso appieno il successo sperato, così come abbastanza tiepida mi è sembrata  la partecipazione del pubblico nei cori e nei ritornelli di pezzi assolutamente mitici per il pubblico più “heavy”.
Sono un grandissimo fan di Ronnie James Dio e, senza dubbio i suoi due primi album (“Holy Diver” e “Last In Line”) rappresentano pietre miliari assolute del genere. Il problema è che nonostante la tecnica e la bravura di ognuno dei membri del gruppo, a mio modestissimo avviso è in parte mancato qualcosa di fondamentale, l’anima.
Pezzi suonati con precisione chirurgica: Vinny Appice e Vivian Campbell sono due mostri, potenti e sempre concentratissimi, ma nel complesso mi è sembrato che alle canzoni mancasse spessore. La setlist è fenomenale, niente da dire, composta per il 90% da pezzi di Dio (“Stand Up And Shout”, “Holy Diver”, Invisible”, “The Last In Line, “Rainbow In The Dark”, “We Rock”…) però come ho già detto non sono riusciti a toccarmi nel profondo. Si tratta del primo ed esclusivo show europeo, è quindi imprescindibile suonare qualcosa del debut album “Heavy Crown” dal quale scelgono “Devil In Me”, “Martyr”, “Starmaker” e la conclusiva “I Am Revolution”.
Andrew Freeman è un buon cantante e ha una voce molto potente che non trovo però particolarmente personale: tecnicamente perfetta ma, per quanto mi riguarda, non sufficientemente appassionata e appassionante. Con questo non voglio dire che il concerto sia stato un fiasco, forse però un successo a metà, probabilmente anche perché le mie aspettative erano eccessive. A onor del vero devo dire che tra i presenti ho anche sentito commenti entusiastici dell’esibizione: sicuramente un gruppo che non può passare inosservato.

Di seguito altre foto della giornata, tutte realizzate dal nostro Cesare Macchi.

Shiraz Lane:

ShirazLane_02  ShirazLane_04  ShirazLane_06

Find Me:

FindMe_03  FindMe_02

The Treatment:

TheTreatment_02  TheTreatment_03  TheTreatment_04

Drive, She Said:

DriveSheSaid_03  DriveSheSaid_02

Treat:

Treat_03  Treat_04  Treat_06  Treat_02

Last In Line:

LastInLine_03   LastInLine_04  LastInLine_05    LastInLine_02

I nostri inviati Davide, Sabina, Cesare (Max lo mettiamo nell’altra giornata!):

Davide Sabi Cesare

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