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15/07/2016 : Metal For Emergency – Day 1 (Cenate Sotto, BG)

Pubblicato il 25/07/2016 da in Live report | 0 commenti


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16/07/2016 : Metal For Emergency – Day 2 (Cenate Sotto, BG)

RAIN
PINO SCOTTO
ANGEL WITCH

Metal For Emergency 2016

Il Festival METAL FOR EMERGENCY è uno degli appuntamenti più attesi delle mie estati metalliche e il solo fatto che sia gratuito e patrocinato da un’organizzazione tanto importante, limpida e vicina ai miei ideali, lo rende unico ed imprescindibile. Per non parlare del panorama, degli ampi spazi, delle salamelle, delle piadine, delle torte caserecce, della birra, della bella gente che si incontra….. giuro che non sono pagato dall’organizzazione né dalla pro loco di Cenate, sono solo innamorato dell’evento.
E la musica? Guardate il cartello di quest’anno e delle scorse edizioni e vi renderete conto che ogni commento è assolutamente superfluo.

Rain_top

Il compito di inaugurare la prima giornata spetta ai bolognesi RAIN, grande band che dai primissimi anni ’80 ha cambiato moltissime formazioni senza però mai perdere la propria identità né lo spirito casinaro.
E’ venerdì pomeriggio e, tra partenze estive e traffico pendolare, le strade per raggiungere Cenate Sotto sono molto trafficate, per questo quando i Nostri iniziano a suonare il pubblico è ancora davvero poco numeroso. Un vero peccato perché i Rain daranno vita ad uno show veramente clamoroso e nella mia personalissima classifica risulteranno i veri headliner della prima giornata.
Naturalmente suonano parecchi pezzi del loro ultimo “Spacepirates”, tra cui il pezzo che dà il titolo all’album, “Hellfire”, “Not Dead Yet”, “86”, “Kite And Roll”… infilandoci perle della loro trentennale discografia.
Forti e tutti carinissimi a partire dallo scafato chitarrista Amos, al giovane cantante Mantis Le Sin, (buona voce e buona presenza), al barbuto e quadrato Ame, che terminerà lo show suonando in mezzo al pubblico, per arrivare al robustissimo (in tutti i sensi) bassista Gabry “The King”.. Chiusura dello show alla grande, sulle note di “Only For The Rain Crew”.
Bravi, bravissimi, dieci e lode.

PinoScotto_01

Rotto il ghiaccio, tocca ora a PINO SCOTTO mantenere calda l’atmosfera e continuare la serata nel nome dell’Hard and Heavy più classico.
Lui è sempre il personaggio che tutti conosciamo, sboccato, sguaiato, volgare quanto basta e comunque sempre puro e coerente.
Naturalmente ce n’è un po’ per tutti, a partire dai tanti “stronzi”, “troie” e “leccaculi” che popolano il Paese e che disertano manifestazioni come quella di questa sera preferendo altri passatempi, ai pedofili, al Papa, alle ingerenze del Vaticano nella nostra vita quotidiana…
Spalleggiato dal virtuoso chitarrista Steve Arganthal, Pino ci delizia con un repertorio davvero appassionante che percorre una trentina d’anni di carriera partendo dai suoi seminali Vanadium (“Streets Of Danger”) e passando dai suoi sempre solidi e mai banali progetti personali (Fire Trails)…
“Too Young To Die” è ovviamente dedicata alle recentissime e assurde vittime di questo disgraziato periodo nero apparentemente senza fine (strage di Nizza e disastro ferroviario in Puglia). Applaudita e apprezzata “Che Figlio Di Maria” così come la conclusiva versione di “Stone Dead Forever” tributo al mito, nonché amico Lemmy Kilmister.

Angel_01

E si arriva agli headliner della giornata: gli ANGEL WITCH, gruppo mitico, annoverato a pieno titolo tra i padri fondatori della NWOBHM. Il recinto adesso è decisamente pieno, c’è davvero un sacco di gente che questa sera non vuole perdersi questo pezzo di storia.
Alla testa del quartetto troviamo Kevin Heybourne, voce e chitarra sin dagli albori della band. L’atmosfera è piuttosto cupa, con predominanza di luci blu/viola che ammantano il tutto di un certo sinistro magnetismo. Setlist come sempre incentrata principalmente sul primo album datato 1980 come la iniziale “Gorgon”, o “Confused”, “White Witch”, “Atlantis”…
Gli Angel Witch non hanno mai raggiunto il successo commerciale di alcuni loro contemporanei compagni di viaggio ma si sono costruiti una solidissima reputazione premiata dall’attaccamento del pubblico che anche questa sera canta e accompagna la band in ogni momento.
In scena devo dire che, a parte il bassista Will Palmer sempre molto “attivo” il gruppo è piuttosto statico. Nel complesso comunque assolutamente buona l’esibizione benché non al primo posto nella mia personale classifica di gradimento del Festival. Non mancano brani tratti dal loro lavoro più recente “As Above, So Below” (“Dead Sea Scrolls”, “Into The Dark”, “Guillotine”) così come non può mancare la l’anthemica e immancabile “Angel Witch”, cavallo di battaglia dei britannici.

 Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Cesare Macchi.

Rain:

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Pino Scotto:

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Angel Witch:

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