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16/07/2016 : Metal For Emergency – Day 2 (Cenate Sotto, BG)

Pubblicato il 27/07/2016 da in Live report | 0 commenti


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16/07/2016 : Metal For Emergency – Day 2 (Cenate Sotto, BG)

TEODASIA
TRICK OR TREAT
VISION DIVINE
RAGE

Metal For Emergency 2016

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Sabato è una bellissima giornata di sole e il compito di darci il benvenuto spetta ai veneti TEODASIA. Salta all’occhio l’assenza di Priscilla al microfono, così come salta altrettanto all’occhio la presenza di Giacomo Voli (già visto in azione in un recente talent televisivo) che ne ha preso il posto. La sua è una voce splendida che si adatta perfettamente al metal sinfonico proposto dalla band. La scaletta include tutti i migliori brani tratti dagli Ep e dall’album “Upwards” già rielaborati ed interpretati dal nuovo vocalist sull’album “Reloaded”. Musica che si apprezzerebbe maggiormente in atmosfera notturna ma va bene anche così. Grandioso finale di concerto con la epica, struggente ed elaborata “Land of Memories Pts.1 e 2”.

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Cambia l’atmosfera con i TRICK OR TREAT che di struggente hanno ben poco! Casino, allegria, doppia cassa, melodia all’ennesima potenza e ancora casino. Uno spettacolo tiratissimo e colorato, dei veri maestri. Alessandro Conti, voce anche ai Rhapsody di Luca Turilli, è uno dei migliori cantanti attualmente in circolazione oltre che un vero leader. Scherza e cazzeggia spesso con band e pubblico coinvolgendo la platea divertita. L’influenza Helloweeniana (periodo Kiske) è sempre piuttosto presente ma non invadente e ormai il gruppo ha sviluppato una propria decisa personalità ed un forte carattere.
Show praticamente perfetto e divertente grazie alla simpatia (dò per scontato che si sappia che sono tutti ottimi musicisti) e alla costante voglia di divertirsi dei cinque oltre che alle non poche birrette ghiacciate che si vedevano spesso passare sul palco. A un certo punto Conti prova ad avventurarsi in un discorso complicato dal quale riesce a venirne fuori solo grazie ad un liberatorio “viva la figa” che mette tutti d’accordo.
Pezzi pescati da un po’ tutta la discografia incluso il nuovissimo “Rabbit’s Hill Part 2” con il quale aprono e chiudono lo show (“Cloudfinder” e “United”) e immancabili le cover più improbabili (questa volta tocca a”Let It Go” dal film Frozen, e a “Never Ending Story”). Bravissimi, li adoro.

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Che Festival, che bill, ora tocca nientepopodimeno che ai VISION DIVINE.
Anche in questo caso la voce del gruppo è in “comproprietà” con altre band, Rhapsody Of Fire e Angra, una specie di superfamiglia allargata…
Sto parlando naturalmente di Fabio Lione, grande personaggio e grande cantante a suo agio sia nelle parti più aggressive che in quelle che richiedono maggior sentimento.
Bello anche rivedere Andrea “Tower” Torricini al basso e positivo l’innesto di Alessio Lucatti che con la sua tastiera curva a tracolla non smette un attimo di far casino in scena.
Ineccepibile il lavoro delle chitarre di Puleri e del buon Olaf Thorsen, forse non particolarmente coreografico ma dispensatore di grande tecnica e cuore.
Manca qualcuno? Ah già il batterista! La sorpresa era stata annunciata e che sorpesa: dietro le pelli svetta il ciuffo biondo di Mike Terrana. Conoscendo il personaggio un po’ “spigoloso” pensavo che si sarebbe comportato da primadonna. Niente di più sbagliato! Simpatico, sorridente e sempre pronto a interagire e a cazzeggiare con la band. Musicalmente parlando, il solito martello, autore tra l’altro di un ottimo solo originale e per nulla noioso.
Dopo l’intro da pelle d’oca di “S’i Fossi Foco”, partono alla grande con “The Dream Maker” e  “Beyond The Sun And Far Away”, seguendo la scaletta dell’ultimo e splendido “Destination Set To Nowhere” che occuperà meritatamente quasi la metà dello spettacolo.
Un concerto spettacolare, davvero appassionante: era tanto che non vedevo i Vision Divine e non li ricordavo tanto bravi.
C’è tempo anche per la bellissima ballad “Message To Home” (-approfittatene per andare a bervi qualcosa- suggerisce ironico Lione). Ci salutano con uno dei loro pezzi più rappresentativi e tra i miei prefertiti: “Send Me An Angel”. Dieci e lode.

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L’area concerto è pienissima e saranno più o meno le dieci quando acclamati a grandissima voce entrano in scena i RAGE. Da subito il feeling che si crea tra il trio e il pubblico è molto forte: il colossale Peavy se ne accorge e spesso, tra un brano e l’altro, risulterà visibilmente e sinceramente emozionato per l’accoglienza ricevuta. Dopo l’abbandono di Smolski sembra che la band stia vivendo una seconda giovinezza sia dovuta alla compattezza del trio che alla direzione intrapresa con le nuove composizioni, più heavy e lineari e più vicine a quelle dei tempi d’oro che personalmente inquadro tra “Trapped” e “End Of All Days”. E’ utile inoltre sottolineare la grande energia apportata dal nuovo arrivato, il venezuelano Marcos Rodriguez davvero bravo sia come chitarra ritmica che come solista.
Pubblico come già detto numerosissimo, caldo, entusiasta e totalmente partecipe. Setlist da favola: si comincia con “The Devil Strikes Again” dall’ultimo album per continuare con “Days Of December” e “Black In Mind”. E avanti tutta con “Down”, “Until I Die”, “Deep In The Blackest Hole”…
Altri pezzi nuovi di zecca come “Dark Side Of The Sun” o “My Way” non sfigurano affatto se paragonati alle gemme del passato. L’atmosfera rimane magica per tutta la durata del concerto: Peavy sempre sorridente incassa applausi e, tra abbracci e pacche sulle spalle, li redistribuisce equamente tra Rodriguez ed il greco Maniatopoulos. Questa sera ha proprio l’aria del ragazzino che si diverte un mondo, cosa che probabilmente non accadeva più da quando si era incrinato il rapporto con la line-up precedente. Con “Don’t Fear The Winter” e, ciliegina sulla torta, “Higher Than The Sky” il cui ritornello nel finale sarà ripetuto ad libitum dal pubblico in delirio, si spengono le luci. E anche i Rage si meritano un bel dieci e lode.
Festival fenomenale e sempre perfettamente organizzato che richiama un pubblico ogni volta più numeroso e fedele, un vero must dell’estate metallica!

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Cesare Macchi.

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Trick Or Treat:

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Vision Divine:

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Rage:

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