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20/11/2016 : Anvil + guest (Borgo Priolo, PV)

Pubblicato il 15/12/2016 da in Live report | 0 commenti


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20/11/2016 : Anvil + Rezet + Teodasia (Dagda Live Club – Borgo Priolo, PV)

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Giungo al Dagda Live Club di Borgo Priolo per la prima volta da quando ha aperto, nel 2015. Ormai da troppi anni in provincia di Pavia siamo orfani di uno spazio dedicato alla musica dal vivo e sono molto curioso di tastare con mano come è organizzato il locale, dato che finora ne ho sentito parlare davvero bene. L’impressione è stata assolutamente positiva, i ragazzi del Dagda sono stati molto accoglienti e sono armati di vera e sana passione. Lo spazio è ampio e il palco ben allestito. Mi resta giusto il tempo per salutare e scambiare due parole con gli amici presenti al concerto ed è già ora che entri in scena la prima band della serata.

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Sono gli italianissimi Teodasia, gruppo che ci offre un metal sinfonico ed orchestrale, ad aprire le danze. Da quando è stato ufficializzato l’ingresso nei Rhapsody Of Fire di Giacomo Voli alla voce è proprio il singer a catalizzare l’attenzione. Eppure è tutta la band a destare un’ottima impressione e si rivela anche ben rodata sul palco. I ragazzi offrono una prestazione pulita e di classe, con Giacomo che dimostra di avere doti da frontman oltre che vocali. La band è accompagnata per l’occasione (in questa data ma anche nella precedente a Venezia) da Chiara Tricarico dei Temperance, che duetta con Giacomo e consente alla band di presentare qualche novità rispetto alle altre date del loro mini tour italiano di supporto agli Anvil.

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Quando arriva il momento dei tedeschi Rezet mi trovo di fronte ad una novità assoluta. Non conoscevo la band, nonostante abbia già all’attivo tre album dal 2010 con l’ultimo, “Reality Is A Lie” uscito quest’anno e quindi ancora fresco di stampa. I quattro salgono sul palco belli carichi e sprigionano energia a profusione, raccogliendo da subito consensi e alzando la temperatura all’interno del Dagda. É soprattutto Ricky Wagner, chitarra e voce, che si danna l’anima dando fondo al potenziale che il loro speed/thrash metal, diretto e furioso, è in grado di produrre. Non sono dei mostri di originalità ma, tra echi di Destruction e primi Megadeth, iniziamo a vedere qualche “scapocciata” tra il pubblico. Nel repertorio trovano spazio anche le cover di “Dead City” della band tedesca Violent Force – per cultori – oltre a “No Class”, ovviamente dedicata a Lemmy!
A conclusione della loro esibizione hanno sicuramente conquistato nuovi estimatori.

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La serata finora è stata davvero godibile e arriviamo più che soddisfatti all’ingresso degli Anvil. L’attesa per la band del duo Kudlow / Reiner (senza dimenticare il bassista Chris Robertson) viene subito ripagata dal bagno di folla che Lips si concede (e ci concede): appena salito sul palco per attaccare col primo brano in scaletta (“March Of The Carbs”) eccolo correre giù con la sua chitarra e mescolarsi tra il pubblico già festante. Siamo solo all’inizio ma è già chiaro che sarà uno show dannatamente divertente e coinvolgente! I brani proposti pescano tra i vecchi cavalli di battaglia dei primi tre album e quelli più recenti, da “This Is Thirteen” all’ultimo “Anvil Is Anvil”. Il duo Lips / Robertson accompagna l’esibizione con una mimica teatrale e tanta simpatia: è il singer a farla da padrone e a guidare i simpatici siparietti dove i due saltellano o ballano a braccetto, mentre Reiner alla batteria scandisce i tempi e rimane il “serio” tra “ragazzi” in grado di gestire uno show che non è solo musica ma anche intrattenimento.
Gli Anvil hanno personalità e sanno offrire un vero spettacolo ma la loro esibizione è sugli scudi anche per la qualità puramente musicale, con Reiner apprezzatissimo e autore di un roboante solo su “Swing Thing”. Anche Robertson si rivela ottimo bassista, sempre preciso e in palla. Lips… è semplicemente Lips! Da buon frontman navigato tiene alta la bandiera della vecchia scuola e tra una battuta e l’altra non può esimersi dall’assolo con il vibratore che lo ha reso celebre, durante la sempre amata “Mothra”. Tra i vari pezzi che si susseguono non può che esserci chiusura migliore di “Metal On Metal”, inno per eccellenza dei Nostri. Il bis è affidato alla cover di “Born To Be Wild” che ci lascia davvero ai saluti.
I canadesi hanno programmato di dare un seguito al docufilm “The Story Of Anvil”, che tanto ha riscosso successo, ma sono le serate come questa il loro vero punto di forza!

Che aggiungere ancora se non ribadire quanto scritto in precedenza: serata molto bella e divertente, con tre band tutte all’altezza e gli Anvil che dimostrano, se mai ce ne fosse stato bisogno, di avere ancora molto da dare sulle assi del palcoscenico. A fine concerto tutti i presenti sono tornati a casa appagati per aver goduto di ottima musica e aver assistito ad un vero e proprio show!

Live report di Valerio Caprioli – Foto di Fabry C. – Stolen Instants per Dagda Live Club. Di seguito altre foto della serata (grazie allo staff del Dagda Live Club, alla House Of Ashes Prod e a Fabry C.).

Teodasia:

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Rezet:

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Anvil:

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