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21/02/2017 : Kreator + Sepultura + guest (Trezzo, MI)

Pubblicato il 17/03/2017 da in Live report | 0 commenti


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21/02/2017 : Kreator + Sepultura + Soilwork + Aborted (Live Club, Trezzo – MI)

Arriva in Italia il tour dei Kreator, a supporto del nuovo disco “Gods Of Violence”, con tre band di supporto piuttosto particolari. Probabilmente quelli più particolari e distanti dal sound dei tedeschi sono i Sepultura, anche se non possiamo certo affermare che Soilwork e Aborted siano band thrash metal. Un insieme di band inaspettate, che regalano ai presenti ore di ottima musica per tutti i gusti.
Trovo davvero strano però (e qui faccio una considerazione personale) che un concerto del genere, previsto per martedì, sia programmato per le 18.40. Davvero difficoltoso arrivare in tempo utile per vedere tutte e quattro le esibizioni, soprattutto per chi deve attraversare Milano in orario di traffico intenso.

Polemiche a parte, riesco a sentire un paio di pezzi degli Aborted, che alle 18.50 hanno in ogni caso molto pubblico sotto il palco. L’ultimo disco, “Retrogore”, è un ottimo lavoro per gli amanti del grind/death, ma trovo che i pezzi siano decisamente più gradevoli dal vivo. Complice una scenografia decisamente appariscente (bare trasparenti sul palco con scheletri illuminati, fondale, luci) gli Aborted riescono a far muovere la gente e devastare con una dose massiccia di growl e velocità. Assolutamente da rivedere con più calma.

I Soilwork cambiano le sonorità sul palco, senza perdere però contatto con il pubblico ormai scaldato dalla brutale esibizione degli Aborted. Gli svedesi sono maestri nel creare sonorità nuove e sound particolari sui loro album, dal vivo questo si perde leggermente. Tutti i pezzi risultano più veloci e, in certi casi, questo non è un bene; anche a causa di un sound non cristallino nella parte iniziale dell’esibizione diventa difficile apprezzare le qualità della band.
Con “Rise Above The Sentiment” e “Bastard Chain” si genera sotto il palco un gran movimento, la band è carica e il singer Björn “Speed” Strid non è mai sazio del pogo sotto il palco, insiste che si continui con il mosh e indica un “capitano” da seguire (tra l’altro si tratta di un amico, che era nelle prime file e indossava un cappellino). Con “Stabbing The Drama” si conclude il tempo a loro disposizione lasciando a molti l’impressione che, durante l’esibizione, sia mancato qualcosa. Anche loro da riascoltare in altre situazioni.

Setlist:
01. The Ride Majestic
02. Nerve
03. Rise Above the Sentiment
04. Bastard Chain
05. The Living Infinite I
06. The Chainheart Machine
07. Two Lives Worth of Reckoning
08. Late for the Kill, Early for the Slaughter
09. Stabbing the Drama

Ecco quindi il turno dei Sepultura, amati ed odiati da tutti per i cambi di sonorità e formazione. Nonostante questo i fans ci sono, che siano dei primi album o degli ultimi tutti sono a guardarli e loro non si risparmiano sicuramente.
Il nuovo disco è uscito da poco, “I Am The Enemy” e “Phantom Self” aprono l’esibizione e mostrano una band compatta, che sa come gestire il palco e costruire un sound massiccio. Dietro le pelli Eloy non fa rimpiangere nessuno, non si risparmia e crea un vero e proprio muro sonoro aiutato da Paulo Xisto Junior che, sebbene un pò meno attivo sul palco, non perde un colpo.
Si potrebbe ricercare qualcosa di più con due chitarre, ma Andreas Kisser da solo riesce a tenere alto il sound ritmato tipico dei Sepultura. E dopo “Inner Self” anche la nuova “Resistant Parasites” non sembra fuori luogo, segno che il percorso del gruppo, nonostante le differenze abissali rispetto ai primi dischi, ha portato i Sepultura al punto dove sono oggi.
C’è un vero boato al Live quando l’enorme Derrick Green annuncia “Refuse/Resist” e da quel momento in poi anche le pareti iniziano a saltare. Una serie di brani come “Arise” e “Ratamahatta” non lasciano indifferente nessuno, nemmeno i più critici; con l’ultima “Roots Bloody Roots” anche nel parcheggio si inizia a pogare: un lungo applauso per i Sepultura, a distanza di anni sempre presenti nel cuore del pubblico italiano.

Setlist:
01. I Am the Enemy
02. Phantom Self
03. Choke
04. Desperate Cry
05. Alethea
06. Sworn Oath
07. Inner Self
08. Resistant Parasites
09. Refuse/Resist
10. Arise
11. Ratamahatta
12. Roots Bloody Roots

Ultimo cambio di palco e attesa per la band di punta della serata: in un Live Club strapieno i Kreator non lasciano scampo. Pochi attimi dall’ingresso con “Hordes Of Chaos” ed è già un massacro: fino all’altezza del mixer è un unico grande mosh.
Il palco è organizzato con dei grandi schermi a lato della batteria, un soppalco che permette ai musicisti di andare su uno spazio in alto e dei compressori che sparano fumi davanti allo stage. “Phobia” non fa che aumentare la partecipazione del pubblico prima delle nuove “Satan Is Real” e “Gods Of Violence”, dall’ultimo lavoro della band.
Il suono generale si è tramutato da confuso e chiuso in qualcosa di inaspettato; il gran lavoro di preparazione è servito e i nostri si trovano a suonare in condizioni ottimali.
I Kreator si sentono a casa e Petrozza non manca di ripetere quanto sia felice di essere nuovamente in Italia; si procede con delle rasoiate in faccia e il calore aumenta con “People Of The Lie” e “Phantom Antichrist”. Quasi commovente vedere sugli schermi i volti di tanti artisti scomparsi durante “Fallen Brother”, un vero tributo da parte del gruppo non solo alla scena estrema della quale fanno parte ma alla musica in generale.
Passa rapidamente il tempo con “Enemy Of God”, “World War Now” ed “Extreme Aggression” e sul palco non ci sono segni di cedimento; è un piacere vedere come, nonostante gli anni, i Kreator sono in forma eccezionale.
Dopo l’immancabile pausa con uscita dal palco ecco gli ultimi quattro pezzi: “Violent Revolution” fa dimenticare in un attimo i pochi minuti di pausa per riposare. Mille si presenta quindi sul palco con una enorme bandiera, ed è subito chiaro che sarà l’ora di “Flag Of Hate”. Salto nel passato e si termina con “Under the Guillotine” e “Pleasure To Kill”, una vera goduria per chi ascolta e un’ultima sofferenza per chi si trova nelle prime file.
Un ottimo concerto da una band che a distanza di anni non smette mai di stupire per potenza e capacità. Una band che sarà sempre al top, superiore a molti gruppi più giovani per attitudine sul palco e compattezza.

Setlist:
01. Hordes of Chaos
02. Phobia
03. Satan Is Real
04. Gods of Violence
05. People of the Lie
06. Total Death
07. Phantom Antichrist
08. Fallen Brother
09. Enemy of God
10. From Flood into Fire
11. World War Now
12. Hail to the Hordes
13. Extreme Aggression
14. Civilization Collapse
15. Violent Revolution
16. Flag of Hate
17. Under the Guillotine
18. Pleasure to Kill


Foto Aborted, Soilwork, Sepultura:

 

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