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04/03/2017 : Avenged Sevenfold + Disturbed (Copenhagen, DAN)

Pubblicato il 23/03/2017 da in Live report | 0 commenti


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04/03/2017 : Avenged Sevenfold + Disturbed + Chevelle (Royal Arena, Copenhagen, DAN)

Dal momento che l’unica data italiana di questo tour è stata cancellata tocca al vostro inviato da Copenaghen darvi il report di questa serata.

Oggi tocca alla Royal Arena di Copenaghen ospitare il tour che vede come headliner gli Avenged Sevenfold supportati dai Disturbed e dai Chevelle. Lo spettacolo era stato inizialmente allocato presso la Valby Hallen, tuttavia i biglietti sono andati letteralmente a ruba. Prontamente Live Nation è riuscita a sposare l’evento nella maestosa Royal Arena dando all’evento una cornice ancora più succulenta e con un’acustica decisamente migliore.

CHEVELLE

Toccherebbe al trio di Chicago l’onore e l’onere di scaldare i diecimila spettatori paganti accorsi per la serata.
Sinceramente, da una band che è in giro dal 1995 e conta ben otto album mi sarei aspettato qualcosa di più. Con solo 30 minuti a disposizione mi attendo i fuochi d’artificio, rimango quindi deluso perché i brani proposti creano un’atmosfera roboante e monotona. Nonostante i fratelli Loeffeler ci mettano tanta energia il risultato è piatto e senza picchi. Di conseguenza gran parte del pubblico sugli spalti preferisce andare a bere una birra nei diversi bar sparsi o a fumarsi una sigaretta sulla terrazza. Peccato, voto 6/10

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

SETLIST:

Another Know It All
The Clincher
An Island
Joyride (Omen)
Door to Door Cannibals
Face to the Floor

DISTURBED

Parlando con diverse persone mi rendo conto che sono davvero in molti ad avere comperato il biglietto proprio grazie alla loro presenza. Viene da pensare che più che la support band sia a tutti gli effetti co-headlinder della serata. Il tutto mi lascia confuso in quanto fino ad ora non avevo mai incontrato nessuno che si definiva fan dei Disturbed. Evidentemente sono stato io a non cercare bene. Questa band non passa dalla Danimarca da ben sette anni e dopo un disco così bello come “Immortalized” ci sono tutte le componenti per aspettarsi una grande performance.
Con la title track del loro ultimo lavoro il carismatico leader David Draiman e compagni aprono lo spettacolo. Resto sempre positivamente affascinato quando vedo una band muoversi in maniera così coordinata sul palco. Di sicuro devono avere una specchiera in sala prove per avere questi sincronismi. Penso sia una prerogativa di molte band americane, nulla di nuovo ma ogni volta il trucco riesce, diverte e rende tutto più groovy.
La coreografia a base di fiammoni ed effetti pirotecnici contribusce a scaldare il pubblico sempre di più. Rimango esterrefatto ancora una volta nel vedere quanta gente in Danimarca conosca a memoria i testi della band dell’Illinois, davvero. Credo di aver visto raramente qualcuno indossare una maglietta o avere una toppa dei Disturbed, quindi non me lo aspettavo.
Lo so, detto così sembra un’ovvietà, ma la cover del classico universale della musica “The Sound Of Silence” fatta dal vivo dai Disturbed dà davvero i brividi. Sentita su disco non mi aveva fatto lo stesso effetto, anzi. Ma la cornice fatta da migliaia di smart-torce, il romantico accompagnamento di violino, violoncello e piano creano una magica atmosfera.
Il momento più coinvolgente del concerto avviene con “The Light”, dove David dopo aver coordinato magistralmente la band riesce nell’impresa di coordinare il pubblico della Royal Arena. Si chiude con due grandi classici del nu-metal: “Ten Thousand Fist In The Air” e “Get Down With The Sickness” fanno saltare tutti come delle molle sudate. Un bel concerto davvero, una grande band che mi lascia un solo dubbio… è una mia impressione o David Draiman è la versione metallosa del Commisario Montalbano?  Voto 9/10

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

SETLIST:

Immortalized
The Game
The Vengeful One
Liberate
The Animal
Stupify
The Sound of Silence (Simon & Garfunkel cover)
Inside the Fire
The Light
Stricken
Indestructible
Ten Thousand Fist
Down With the Sickness

AVENGED SEVENFOLD

Eccoli qui… pare che gli Avenged Sevenfold vogliano far capire da subito chi è l’headliner della serata. Il palco si presenta di almeno il doppio della larghezza dei Disturbed e armato di sette maxischermi che fanno minacciosamente capire a tutti chi comanda.
Lo schermo centrale è a forma cubica e si sposta avanti ed indietro dalla batteria alla punta del catwalk dando a chi osserva un effetto ottico tridimensionale. Non avevo mai visto uno schermo installato in questo modo. D’altronde quando la coreografia del tour è curata nientepopodimeno che dallo staff di Circus of Soleil è lecito aspettarsi una bullata di palco.
Alle note dell opener “The Stage” mi rendo conto di come finalmente Copenaghen abbia finalmente nella Royal Arena la venue per grandi concerti con una buona acustica che per anni abbiamo sognato. Al terzo brano “Hail To The King” ho la conferma di come gli A7X siano oramai la band che spadroneggerà come headliner nei prossimi festival metal per i prossimi dieci anni come minimo.
Gli ambiziosi brani tratti da “The Stage” portano la band nella dimensione dei grandi del rock, c’è poco da dire. La voce di M.Shadow è evoluta notevolmente. Si vede che le lezioni prese da Ron Andersson (gia vocal-coach per Axl Rose and Chris Connely) hanno dato i loro frutti. Agli occhi di un vecchio metallaro come me il modo in cui riesce a modulare la voce mentre corre su e giú per il catwalk armato di bandana in testa ricorda proprio il buon Axl nel suo periodo migliore. Il carisma di quest’uomo è davvero indiscutibile. E’ proprio lui che sta facendo almeno l’80% dello show. Insomma, lo devo dire, Synyster Gates e Johnny Christ tengono sul palco questo atteggiamento da “troppo fighi per la scuola-troppo stupidi per lavorare” che potrebbe andare benissimo per una sfilata del catalogo EMP ma non davanti a diecimila fan adoranti. Posso giustificare Zacky Vengeance, visto che penso avrà si e no cinque battiti cardiaci al minuto anche mentre fa l’assolo di “Bat Country”. Riesco pure a trovare delle scuse per Brooks Wakermann. l’ex Bad Religion ha sempre avuto il suo fare svaccato e dismesso da pedagogo svedese, quindi è il suo trademark. Ma Synyster e Johnny dovrebbero davvero imparare a dare di piú di qualche posa cool e timidi ammiccamenti. Un coach anche per loro sarebbe una buona idea.
Se in finale il concerto é riuscito a dare al pubblico quello che voleva è grazie alla forza trascinante di M.Shadow e ovviamente ad un repertorio davvero ricco come solo una grande band può avere. D’altronde, quando una band può chiudere uno spettacolo con tre pezzi come “Bat Country”, “A Little Piece Of Heaven” e “Unholy Confession” è destinato ad avere un posto nella World Class delle band, tuttavia per la prossima volta mi aspetto di più. Voto M.Shadow 10/10 Voto band 7/10

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

Tak Mark Stoumann

SETLIST:

The Stage
Afterlife
Hail to the King
Paradigm
Buried Alive
Angels
Nightmare (Followed by drum solo)
God Damn
Almost Easy
Warmness on the Soul (Instrumental)
Planets
Acid Rain

Encore:

Bat Country
A Little Piece of Heaven
Unholy Confessions

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