Slider by IWEBIX

24/03/2017 : Ross The Boss + Ancillotti (Brescia)

Pubblicato il 14/04/2017 da in Live report | 0 commenti


Visualizzazioni post:443

24/03/2017 : Ross The Boss + Ancillotti (Circolo Colony, Brescia)

Rivedere  sul palco grandi professionisti e amici di vecchia data quali Bud Ancillotti (vocalist di Strana Officina e Bud Tribe) e Ciano Toscani è sempre un grande piacere per il sottoscritto, specie in occasioni speciali come quella di stasera, in cui gli Ancillotti avranno l’onore di spalleggiare un guru del Metal come Ross The Boss, lo storico chitarrista ex Manowar, da anni oramai avviato a una carriera solista di tutto rispetto. Poco meno di un’ora a disposizione per la band toscana per far vedere a tutti di che pasta sono fatti e scaldare a dovere l’atmosfera della serata, già molto calda a dire il vero.

Attese non vanificate, anzi… Gli Ancillotti hanno messo letteralmente “a ferro e fuoco” il palco del Colony per usare un termine tanto caro al buon Bud. Si inizia subito forte con “Fight”, primo estratto dell’ultima fatica discografica “Strike Back” dello scorso anno, che convince tanto su disco quanto in sede live, riuscendo a scuotere e smuovere tutti i presenti, per la verità non ancora numerosi davanti alle transenne del palco. “Burn Witch Burn“ è un altro pezzo degno di menzione, in cui Brian (figlio di Bud) si distingue dietro i tamburi per intensità, precisione e rabbia animalesca sprigionate al tempo stesso.
Ma è su” Warrior“ dove si scatena il pogo vero e proprio e durante il quale il mitico Ciano Toscani si distingue con un’assolo pazzesco mettendo in luce tutte le sue doti tecniche e l’enfasi in cui si lascia trasportare come se entrasse in una vera e propria trance .
“Legacy Of Rock” e “Bang Your Head”chiudono in modo strepitoso un concerto senza sbavature e senza macchie, con un Bud in forma smagliante, sempre sul ”pezzo” e che, come il buon vino, più invecchia e più diventa pregiato e buono!
Defenders of Faith of Metal … Forever!

Ho sempre considerato Ross The Boss un chitarrista insostituibile per l’economia dei Manowar: durante la sua permanenza nella band incise quel lontano e datato oramai “Kings Of Metal “ di fine anni ‘80, poi decise di lasciare DeMaio & Co. per dedicarsi anima e corpo alla sua band punk, i The Dictator, di fatto abbandonando il mondo HM in senso stretto (per riaffacciarsi solo recentemente con due album solisti di discreta fattura, tra il 2008 e il 2010).
Fortunatamente però il buon Ross non ha perso mai nè la voglia, nè l’entusiasmo di risuonare i vecchi cavalli di battaglia che ha inciso coi Manowar nel loro periodo di massimo splendore, che va da “Battle Hymns” a “Kings Of Metal”, sui quali sarà incentrato completamente lo show di stasera.
Se aggiungiamo il fatto che alla batteria c’era Rhino (altro ex Manowar), si ha un quadro completo di questo appuntamento al Colony di Brescia, davvero imperdibile per ogni Defender old school degno di tale nome e che si rispetti!
Ross inizia il concerto esattamente da dove ha terminato la sua avventura coi Manowar, introducendo una “Blood Of The Kings” che fa letteralmente scoppiare un boato da parte del pubblico, fattosi via via sempre più numeroso e rumoroso, che intona delirante il ritornello “For Kings Of Metal/ For Metal Kings”, con il classico saluto Manowar a stretta di polso. Neanche il tempo per riprendersi che ci viene sputata in faccia ”Death Tone”, per poi mandarci definitamente in orbita mentale con “Blood Of My Enemies”, che mi ha fatto scendere in viso una lacrimuccia, come è giusto che sia per un nostalgico di razza.
“Kill With Power” è un pugno sullo stomaco senza appelli, ma la sorpresa vera e propria sta nella successiva “Thor (The Powerhead)”, una delle mie song preferite da sempre, estratta da quel capolavoro immortale che risponde al nome di “Sign Of The Hammer”, il mio disco preferito in assoluto.

“Each Dawn I Die”, pezzo cardine di “Hail To England”, altro masterpiece senza tempo, viene resa al massimo dall’interpretazione vocale di Marc Lopes, un talentuoso e dotatissimo vocalist ispanico, giunto alla mercé di Ross The Boss recentemente, ma con la presunzione (a ragione) di far dimenticare Eric Adams ai vecchi fans, almeno quello di questi tempi.
Il paragone non mi pare francamente nè insensato, nè esagerato… chiudendo gli occhi si aveva davvero la percezione che sul palco ci fosse il buon “vecchio” Adams e non Lopes. Ovviamente (lo sottolineo) parliamo dell’attuale, non di Eric Adams anni ‘80/’90! A quei tempi era davvero imbattibile e insuperabile per ogni “comune mortale”.
”Gloves Of Metal” è un’altro bagno di sudore e viaggio nel tempo, prima di prepararsi alla battaglia finale… ”Sign Of The Hammer” ,”Dark Avenger”, “Fighting The World”, vengono interpretate da Ross e Co. con una grinta, verve ed energia pazzesca, difficile da spiegare a parole, da togliere il fiato completamente per intenderci.. al limite della perfezione umana.
Quello che si percepisce vedendolo in azione stasera è che si diverte a fare il suo mestiere, cioè suonare la chitarra e che voglia divertire pure il pubblico, cosa che invece, al contrario, i Manowar hanno perso di vista da anni, non riuscendo più a produrre album degni di tale nome (almeno da ”Gods Of War”), preoccupandosi più dei profitti, interessi e guadagni personali, che della qualità scadente e senza idee della musica attuale che invece propongono.. In tale senso Ross The Boss, dal canto suo, è rimasto uno vero, genuino, un rocker vecchio stampo, lontano anni luce da protagonismi di grandezza e superbia, ma al contrario, molto alla mano e disponibile (anche a fine concerto con i fans per foto/autografi), nonostante sia tuttora uno dei migliori chitarristi HM in circolazione.
“Metal Daze” è il primo “congedo” prima del grande bis finale, prima del quale ci delizia con un’assolo stupendo di hard blues alla Gary Moore, che conferma solamente la sua grande classe e la capacità di suonare cose completamente opposte rispetto a quelle alle quali ci ha abituato.
“Battle Hymns” e “Hail And Kill” sono i capitoli finali di un concerto spettacolare sotto tutto i punti di vista, che non ha fatto vittime, ma solo Vincitori!
Ross The Boss e i Manowar Kill! Lunga Vita a Odino \ m /

Live report di Alessandro Masetto, foto di Rita “Rose” Profeta. Di seguito altre foto della serata.

Ancillotti:

                     

Ross The Boss:

                   

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *