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27/03/2017 : Mayhem + guest (Copenhagen)

Pubblicato il 5/05/2017 da in Live report | 0 commenti


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27/03/2017 : Mayhem + Dragged Into The Sunlight + Voodus (Amager Bio, Copenaghen, DAN)

E’ una mite serata di primavera danese, l’orario legale è appena entrato in vigore, di conseguenza la luce nordica comincia ad illuminare le nostre serate. Uno splendido contrasto con quello che mi aspetta al mitico Amager Bio dove questa sera è prevista una vera e propria celebrazione delle tenebre.

Sono i Mayhem gli headliner della serata ed il menù è bello ricco: suoneranno infatti il grande classico del black metal “De Mysteriis Dom Sathanas”. Forse uno dei dischi piú controversi e dannati di sempre.
Un vecchio metallozzo come me non può dimenticare cosa fosse il black metal degli albori, quando nel 1994 i metallari più giovani, come me, cercavano informazioni sulle diverse riviste di settore, mentre quelli più vecchi ci prendevano in giro. Con senno di poi penso che per la nostra generazione leggere le avventure dei ragazzi sociopatici norvegiesi è stato un po’ come leggere le storie dei pirati nei Caraibi per i ragazzi inglesi nel ‘700.
Le notizie che arrivavano erano repellenti e allo stesso tempo non potevamo fare a meno che venirne sedotti. Qualcosa di mai visto prima e ora possiamo dire che fu l’ultima scena estrema legata ad un genere musicale. “De Mysteriis Dom Sathanas” era già leggenda urbana ancora prima che uscisse, grazie proprio a tutte le notizie oscure che grazie a testate come Flash e Metal Shock ci arrivavano sui ragazzacci che ruotavano attorno all’universo “Helvete”, il negozio di dischi di proprietà del compianto Euronymus ucciso da Varg Vikernes poco prima dell’uscita di questo disco. Il triste epilogo di una serie di avvenimenti che hanno visto le stavkirke bruciare, il sucidio del cantante della band Dead e testimonianze dei loro concerti dove si narrava di performance al limite del sopportabile.
Credo che i tre membri rimasti della line-up odierna difficilmente al tempo potevano immaginare che 23 anni dopo sarebbero stati in tour mondiale per celebrare questo disco. Oggi Amager Bio è pieno zeppo, circa 1.500 metallari in trepida attesa.

Voodus

Le cittadine della quieta provincia svedese non finiscono mai di stupire. Kungälv, poco piú di 20mila abitanti situata a nord di Gotheborg ci regala questa band fondata nel 2015. Aprono la serata con un black tecnico e melodico. Di solito le band svedesi ci tengono a fare le cose per bene e i Voodus non voglio di certo sfatare questa tradizione.

I loro riff veloci e pungenti ricordano i Dismember, in 35 minuti di performance fanno scendere sulla platea la sensazione di essere stati sorpresi da una tempesta di ghiaccio tagliente. Pur non essendo il massimo dell’originalità questi ragazzoni dalle facce pittate di sangue finto (credo) deliziano e viziano le nostre orecchie con quel suono preciso e potente che tanto piace. Insomma un ottimo opening act per una band da tenere d’occhio nel prossimo futuro.

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

Dragged Into The Sunlight

Se i Mayhem hanno scritto delle pagine fondamentali per la storia della musica estrema, i Dragged Into The Sunlight le stanno scrivendo ora. Una vecchia ciabatta come me si impressiona con difficoltà con le nuove band, ma la performance di questi inglesi è violenta, misantropica ed originale allo stesso tempo, un colpo di bazooka in centro al petto.
Partiamo dal palco: una macabra installazione fatta di ossa animali e candele campeggia sul fronte centrale del palco mentre un paio di schermi LCD sono messi come due guardie sui lati estremi.
Lo show inizia e dagli schermi delle immagini davvero forti cominciano a turbarci la mente mentre in crescendo la band comincia rombare gli strumenti sturandoci le orecchie per bene. Una lobotomia, un’esecuzione, una mutilazione, la confessione di un assassino che descrive il suo crimine ad un aula di tribunale sono solo alcune delle violenti scene che accompagnano questo intro… e fumo sia.
La band esegue tutti pezzi dando le spalle al pubblico. Non posso che associare la cosa al fatto che un tempo anche le messe recitate in latino venivano eseguite col prete che dava le spalle al pubblico. I suoni sono forti e la combinazione di batteria con doppia cassa/drum-machine disumana percuote come se avesse tutta l’intenzione di sventrare le nostre anime, o ció che ne è rimasto. Volutamente, la performance è priva di contatto con il pubblico. Se ci si allontana dal palco i componenti del gruppo spariscono tra fumo ed oscurità. Tutto molto freddo, tanta misantropia black. Per chi ama la musica estrema i Dragged Into The Sunlight sono davvero la band da supportare. La loro performance ha convinto i più, si vede anche nella fila al banchetto del merchandising a fine concerto, in molti sono tornati a casa con un loro disco sotto mano. Sono convinto che li rivedremo presto. Di sicuro come headliner.

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

Mayhem

Se i Dragged Into Sunlight con la macchinetta crea fumo ci hanno dato dentro davvero i Mayehm, da buoni headliner vogliono fare di più. Un annuncio invita a non usare, o almeno limitarsi, nell’uso degli smartphone per non rovinare l’amosfera oscura del concerto. Grazie Mayhem. Non sai mai cosa aspettarti da un loro concerto, purtoppo si sono fatti la nomea della band che alterna buona prestazioni ad altre catastrofiche. Bhe, oggi siamo stati fortunati. Aiuta il fatto che la scaletta prevede solo “De Mysteriis..” dall’inizio alla fine. Un disco che abbiamo consumato più o meno tutti noi amanti della musica estrema. Grazie all’esperienza maturata negli anni oggi possono interpretarlo più potente ancora. La performance sembra proprio una messa nera dove la band incappucciata “accompagna” mentre il grande vate Attila Csihar trascina lo spettacolo. L’esperienza maturata in teatro del frontman ungherese si vede tutta, non solo per il trucco divinamente macabro e per le espressioni che riesce a fare mentre la sua voce rantola oscura nella nebbia artificiale.
Il concerto piace ai più nella grande sala, il pubblico si lascia dondolare ipnotizzato. La buia atmosfera viene spezzata solo da luci blu cupo. Era questo che volevamo? Io credo proprio di sì. Nel finale, Attila chiude il suo libro magico con la solennità che si usa durante una funzione religiosa. La messa è finita, rendiamo grazie a Satana, direi.

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

Tak til Peter Troest

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