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13/05/2017 : The 69 Eyes + guest (San Donà Di Piave, VE)

Pubblicato il 20/05/2017 da in Live report | 0 commenti


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13/05/2017 : The 69 Eyes + The Strigas – Vlad in Tears (Revolver Club, San Donà Di Piave, VE)

E’ un caldo sabato sera di maggio, il Revolver Club è affollato di gente accorsa ad incontrare i cinque vampiri di Helsinki mancati dalla scena italiana negli ultimi anni. Il compito di scaldare queste anime oscure giunte ad adorare i freddi nordici è affidato a due band nostrane.

I membri fondatori dei Vlad In Tears sono infatti italiani trapiantati a Berlino. Nati come cover band e attivi da una decina d’anni con pezzi inediti e diverse partecipazioni a eventi del circuito goth/dark, si presentano con un look vagamente emo ed uno stile musicale gothic rock apprezzabile, per quanto non originale o degno di particolare nota.

Il pubblico è ancora freddino, anche se inizia ad avvicinarsi al palco con un lieve interesse. Tocca ora ai The Strigas, originari di Barletta, che si muovono su coordinate sonore vicine a quelle proposte dal gruppo precedente, ma forse con un livello qualitativamente più interessante. Le fonti di ispirazione sono chiare e radicate nella scena gothic metal finlandese: Him, Entwine, To Die For e affini. Il loro singolo “Falling Down” non è male, ma il pubblico non sembra volersi destare da uno stato di apparente indifferenza.

E’ ormai notte inoltrata, un buio profondo cala sul Revolver e nell’ampia sala inizia a risuonare la voce suadente di Edith Piaf. Sono le condizioni perfette perchè i cinque Helsiki Vampires possano uscire allo scoperto ad ammaliare il pubblico italiano dopo diversi anni di assenza dalla nostra scena musicale.
Il primo dei 69 Eyes a salire sul palco sfoggiando torso nudo e cresta punk è Jussi, il carismatico ed istrionico batterista della band e mentre partono le note di “Framed In Blood” fanno la loro entrata trionfale anche gli altri componenti del gruppo.
Per ultimo arriva lui, il protagonista indiscusso e leader della band: Jyrki. Capello corto ingellato e occhiali scuri che leverà solo di rado, lasciando intravvedere alle gothic girls urlanti in prima fila i suoi glaciali occhi nordici.
Il look di questo Jyrki ormai cinquantenne sembra un misto tra Dave Gahan ed Elvis Presley, ma anche senza il lungo capello scuro a incorniciare il gotico pallore, il carisma del vampiro permane ed il suo vocione cavernoso risuona nel Revolver come un oscuro richiamo per giovani dannati.
Alcuni non più tanto giovani, in realtà, trattandosi di una band attiva da un ventennio che ha una fanbase molto ampia.
Fin dai primissimi pezzi i cinque vampiri finlandesi ci portano nell’orrorifico mondo di “Universal Monsters”, la loro ultima fatica discografica costruita tematicamente attorno ad un classico immaginario fantasy horror.
Stilisticamente fedeli ad un gothic rock molto godibile ed in linea con il passato della band, i nuovi pezzi sembrano fare buona presa sul pubblico. “Miss Pastis”, “Jet Fighter Plane” e poi “Dolce Vita” che conquista il popolo italiano con i suoi richiami alla città di Roma e a quel capolavoro che è “La Grande Bellezza”. E’ risaputo che Roma ha rappresentato una pietra miliare nella vita del cantante Jyrki, il quale ne ha calcato la scena dark nei primi anni ’90, conservandone splendidi ricordi di cui parla spesso nelle interviste.
Non mancano assolutamente i pezzi storici, che il pubblico apprezza e canta a gran voce. “Betty Blue”, “Sister Of Charity”, “Never Say Die”, “The Chair”, l’intramontabile “Brandon Lee” e dopo qualche minuto di pausa eccoli tornare per finire in bellezza con la tripletta “Wasting The Dawn”, “Gothic Girl” e il gran finale con “Lost Boys”.

Per quest’oggi il compito dei vampiri è stato portato a termine ed i cinque possono tornarsene a riposare nelle bare. Mentre noi, creature della notte, riprendiamo la strada di casa prima che sorga il sole, compiaciuti da uno spettacolo di alto livello offerto da una band che ha alle spalle oltre 20 anni di carriera e che ha attraversato anni e generi musicali senza mai perdere la propria peculiare identità.

Vlad in Tears:

The Strigas:

The 69 Eyes:

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