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White Skull – Will Of The Strong (track-by-track)

Pubblicato il 26/05/2017 da in Speciali | 0 commenti


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Articolo realizzato da Ivan “Ivol” Gaudenzi e Alessio “Thor” Torluccio.

Inossidabili e ancora sulla cresta dell’onda. Tornano gli italianissimi WHITE SKULL, attivi da quasi trent’anni ma con un’energia pari a quella dei giovinastri nati nel nuovo millennio.
Il ritorno di Federica De Boni alla voce nel 2010 ha portato un’ondata di freschezza che non si è certo attenuata dopo “Under This Flag” del 2012, anzi, questo “Will Of The Strong” appare ancora migliore, forse merito del tanto tempo trascorso che ha permesso alla band veneta di preparare tutto con calma e senza fretta.
In attesa di poterceli godere live (le prime date sono già state annunciate) vi anticipiamo in questo track by track cosa potrete trovare in “Will Of The Strong”!

ENDLESS RAGE – Il nuovo disco si apre con una classica intro semplice, senza infamia nè lode.

HOLY WARRIOR – L’opener vera e propria del disco. La voce di Federica è sempre il vero trademark della band e non delude mai. Rispetto al passato si registra l’ingresso in formazione del talentuoso tastierista Alessandro “Alexandros” Muscio, già degli Highlord e dei Sound Storm, che porta una ventata sinfonica ad un brano duro ma dalla forte impronta power metal.

GRACE O’ MALLEY – Il brano è dedicato alla piratessa Grace O’Malley, definita Regina del mare di Connemara e rivoluzionaria importante di molte leggende irlandesi. Visti i temi trattati non può che ricordare i Running Wild.
Uno dei migliori pezzi del disco: epico, melodico, ricco di cori e supportato egregiamente dagli assoli del funambolico Danilo Bar e del “capitano” Tony Fontò.

WILL OF THE STRONG – Un brano solenne che ci mostra quanto siano in forma i White Skull: grandissima prova vocale di Federica sia negli acuti che nei pezzi dove l’ugola si fa più roca e aggressiva. Queste sono le qualità che ci hanno fatto apprezzare la cantante sin dai primi lavori. La parte centrale delicata di chitarra spezza il brano a dovere prima di tornare ancora alla carica con un assolo strepitoso e un classico power metal su una solida base maideniana. Questi sono i nostri White Skull.

LADY OF HOPE – Brano dai toni svariati, si parla sempre di power metal e i protagonisti sono questa volta le tastiere di Alexandros e la chitarra di Danilo Bar, che duettano nella parte centrale prima del prepotente ritorno di Federica. Un plauso alla sezione ritmica di Jo Raddi e del veterano Alex Mantiero, che per tutto il disco rimarranno su alti livelli.

I AM YOUR QUEEN – Pur rimanendo legati al sound di base della band, c’è spazio per un pezzo atipico che prova ad intraprendere una nuova direzione, più tirato dei precedenti e pronto a mostrarci il lato più duro dei White Skull. Nel complesso non sfigura rispetto ai brani più classici.

HOPE HAS WINGS – Cavalcata classica tra Iron Maiden e Running Wild, arricchita da tastiere particolarmente sinfoniche, utili a dare toni orchestrali anche ai brani più power del disco. Tra diverse tecniche di chitarra e assoli studiati per emozionare e sorprendere, possiamo parlare di un altro colpo andato a segno. Dopo gli assoli Federica ci riprende per mano e ci porta di corsa verso un finale esplosivo.

METAL INDIAN – Tamburi lontani e canti indiani ci trascinano in questo bel brano che guarda sia al power che al metal classico. Ricorda a tratti l’epicità degli Iron Maiden degli ultimi anni e non si fa mancara, visto il tema trattato, un piccolo intermezzo “western”. Siamo ormai oltre la metà del disco ma il livello delle song non si è ancora abbassato.

SHIELDMAIDEN – Brano dotato di grande carattere, melodico e di facile ascolto. Forse il pezzo più orecchiabile dell’album, con il suo power metal di ottima fattura. Anche da pezzi come questo si può capire la versatilità e la duttilità di una frontwoman come la nostra “Sister” De Boni, potente come un tempo.

SACRIFICE – Pezzo atipico e particolarmente sofferto, con rumori di ecocardiografo sullo sfondo, sembra che qualcuno ci stia lasciando. La voce di Federica inizia con un accompagnamento di chitarra acustica e tastiere, per poi esplodere con tutti gli altri strumenti trasudando passione da tutti i pori. Tra rabbia e tristezza la cantante ci regala grandi acuti ed enfasi. Sei minuti da brividi, ricchi di intensità e trasporto.

LAY OVER – Alziamo di nuovo i toni e siamo quasi alla fine. Con questo brano tornano la cattiveria e la malignità artistica della band che intervalla un po’ di melodia a sonorità più dure e oscure. Il gioco di parole tra “Lay Over” e “Game Over” ci trasporta ancora una volta tra le grinfie dei White Skull più misteriosi e variopinti, ancora istrioni di una commedia davvero ben riuscita; peccato arrivare così presto alla fine.

WARRIOR SPIRIT – Chiusura nel più esemplare dei modi possibili. Power classico, sound corale per un brano White Skull al 100%, molto melodico e dal ritornello trascinante e vincente.
Le emozioni sono tante alla fine di questo album, abbastanza da poter dire che ci troviamo di fronte forse ad uno dei dischi rivelazione di quest’anno. E’ tempo di poter affermare che la band merita il successo sperato non solo in Italia, ma anche fuori confine.
Ogni elemento dei White Skull ha dato la sua impronta a questo ottimo disco. La line-up, nata già con ottimi presupposti e maturata negli anni, ha raggiunto forse l’apice con questi ultimi due lavori e questo “Will Of The Strong” è un fiore all’occhiello di una carriera degna dei nostri migliori complimenti e del più grande successo.

Line-up:

Federica De Boni – voce
Tony “Mad” Fontò – chitarra
Danilo “Man” Bar – chitarra
Jo Raddi – basso
Alessandro Muscio – tastiere
Alex Mantiero – batteria

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