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Immolation (Ross Dolan)

Pubblicato il 3/07/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Per me è stato un grande onore intervistare gli Immolation, sia perché loro rappresentano letteralmente la Storia del death metal (anche se vengono spesso un po’ sottovalutati rispetto a gruppi come Morbid Angel, Deicide, Obituary e compagnia brutta), e sia perché è la prima volta in assoluto che sono riuscito a intervistare un gruppo (relativamente) mainstream, su queste pagine e non. Bando alle ciance e ciancio alle bande, la parola a Ross Dolan, da sempre cantante/bassista degli Immolation!

Ciao Ross, come stai? Vi devo fare i complimenti perché “Atonement” è un altro vostro fantastico album! Si tratta del vostro decimo disco. Pensate che esso rappresenti la naturale evoluzione del vostro suono unico? Secondo voi, quali sono le differenze che presenta rispetto al vostro precedente lavoro? In “Atonement” ho notato perfino qualche influenza black metal, specie in canzoni come “The Power Of Gods”.

Grazie per le belle parole! Sono felice che “Atonement” ti sia piaciuto! Sì, penso che il nuovo album non solo sia la naturale evoluzione del nostro suono ma che sia anche il culmine di tutti i nostri sforzi in questi 29 anni di carriera, anche perché “Atonement” combina fra loro elementi presi da tutte le nostre passate produzioni, ragion per cui lo considero come il nostro miglior album sia dal punto di vista musicale che da quello lirico e da quello del suono. Poi, se il nostro precedente album “Kingdom Of Conspiracy” mostrava un suono più aggressivo essendo focalizzato decisamente sulla velocità, “Atonement” se ne differenzia parecchio essendo un disco più cupo, capace quindi di combinare parti veloci e aggressive con un sacco di atmosfera.
Allo stesso tempo, ogni nuova canzone ha tutti gli elementi per essere identificata come una buona canzone degli Immolation, andando così da sezioni intense e veloci ad altre più lente fino a comprendere parti epiche multi-stratificate. Inoltre, sono convinto che “Atonement” lasci veramente il segno per essere il nostro album più cupo in tutti i sensi, anche se noi ambiamo sempre a questo tipo di atmosfera per ogni nostra produzione ma l’ultima credo che, per noi, sia memorabile.
E sì, la nostra nuova fatica presenta un forte legame con lo stile freddo e oscuro del black metal ma questa è soltanto una delle numerosissime influenze che si possono trovare mentre si ascolta il disco.

Il veterano Alex Bouks è la new entry degli Immolation dopo i vostri tanti anni di militanza con Bill Taylor. Ma perché avete scelto proprio Alex per sostituire Bill? Si è ambientato presto all’interno del gruppo?

E’ stato un momento veramente triste quando Bill ci ha detto che avrebbe lasciato gli Immolation per motivi personali. Bill è stato un vero amico e fratello per tutti noi e lo è tuttora oltre ad aver giocato un ruolo a dir poco fondamentale per aver fatto degli Immolation la spaventosa forza dal vivo quale è oggi.
Quando abbiamo dovuto affrontare il problema di trovare un nuovo musicista che lo sostituisse, Alex è stata la prima persona che ci è venuta in mente. Questo perché è un amico e un fan dagli Immolation fin dai nostri esordi nel 1988, ragion per cui non è affatto un estraneo né per noi e né per la scena metal estrema in generale tanto che Bill, appena ha saputo che Alex l’avrebbe sostituito, è stato felicissimo e questo è stato un riconoscimento importantissimo sia per noi che per Alex. Quindi lui si è ambientato perfettamente, imparando con facilità tutto il nostro materiale e suonando alla grande nei primi due tour promozionali per il nuovo album. Insomma, siamo veramente fortunati ad avere con noi Alex, anche perché la transizione è stata più dolce di quanto avessimo mai immaginato.

Come è stata la composizione di “Atonement”? Quant’è stato importante il contributo di Alex? Pensate che abbia aggiunto qualcosa di nuovo al vostro suono?

A dire il vero, l’album era già stato registrato prima che Alex si unisse al gruppo e quindi, purtroppo, lui non ha potuto partecipare alla composizione dell’album.
Detto ciò, il processo di scrittura dell’album è stato simile a quello dei nostri dischi passati, cioè Bob ha lavorato sulla musica fin da subito, io ho scritto i testi insieme a Bob mentre Steve ha cominciato a lavorare sulle parti di batteria appena ha ricevuto da Bob le tracce in pre-produzione con la batteria già programmata, in modo da dare a Steve uno schema di base da seguire per i tempi ecc…
Però, la principale differenza di “Atonement” con i dischi precedenti è che il suo processo di scrittura ci ha preso molto più dei consueti 3-5 mesi che solitamente noi impieghiamo per un nuovo album. Infatti, noi abbiamo cominciato a lavorare su “Atonement” all’inizio del 2015 ma fino al Giugno 2016 non eravamo ancora entrati in studio. La ragione di tutto ciò è dovuta al fatto che Steve si è rotto la caviglia in tre punti alla fine del 2016, così siamo incappati in un classico caso di blocco dello scrittore che ci ha notevolmente rallentato l’intero lavoro. Ma a posteriori devo dire che tutti questi ritardi ci hanno permesso di creare un album molto solido che i nostri fan sembrano apprezzare parecchio.

E’ strano che abbiate ri-registrato la vostra storica canzone “Immolation”. Ci sono delle particolari ragioni dietro a questa scelta? Se non erro, “Immolation” è presente solo nella versione in CD di “Atonement”?

Allora, abbiamo ri-registrato “Immolation” per la nota rivista statunitense Decibel dopo che Albert Mudrian, cioè il suo caporedattore, ci invitò a partecipare alla serie di flex-disc che loro compilano ogni mese. Così abbiamo scelto questa canzone sia perché l’anno scorso è stato il 25esimo anniversario del nostro primo album “Dawn Of Possession” e sia perché “Immolation” è stato il primissimo pezzo che abbiamo scritto in assoluto nel 1988. Abbiamo pensato che ri-registrarlo fosse un modo perfetto per celebrare tutto ciò, decidendo poi di includerlo nella versione in CD di “Atonement” così da permettere a tutti i nostri di fan di ascoltarlo.

Quali sono le tematiche che avete affrontato per “Atonement”?

Abbiamo affrontato e sviluppato di più alcune delle idee e delle aree già trattate nei nostri ultimi capitoli, focalizzandoci su ciò che non funziona nel mondo e, ancor di più, sull’umanità in generale. Nello specifico, parliamo di tutto ciò che concerne la religione, della natura ingannevole dei media e del modo in cui certi aspetti della realtà vengono manipolati ma anche delle moltissime forze divisive di questo mondo e di quelle più oscure che influenzano ogni aspetto della realtà. In breve, liricamente “Atonement” è un album oscuro che tratta tematiche reali molto importanti a questo punto della nostra storia.

Devo dire che Pär Olofsson ha fatto veramente un’altra copertina fantastica dopo i suoi lavori sui vostri due precedenti album. Ma è corretto dire che l’angelo che si vede in primo piano sia lo stesso “angelo dell’odio” cui fate riferimento nella titletrack? Cosa volete rappresentare con la copertina di “Atonement”?

Sì, Pär ha fatto un lavoro eccellente su “Atonement” così come per gli altri nostri dischi su cui ha lavorato. Sì, ci hai visto giusto perché l’angelo a cui ti riferisci è lo stesso che menzioniamo nella titletrack, cioè una canzone il cui tema principale, cioè l’estremismo religioso, è stato praticamente trasposto sulla stessa copertina. L’unica differenza è che quest’ultima non intende rappresentare soltanto l’estremismo religioso ma anche ciò che esso si porta con sé, ovvero l’odio e la divisività della religione.

La vostra etichetta, la Nuclear Blast, ha rilasciato due lyric videos per “Atonement”, cioè quelli per “Destructive Currents” e “Fostering The Divide”. Ma cosa ne pensate dei lyric video, che ormai sono diventati molto popolari anche se sono completamente diversi dai classici video musicali promozionali? Questa è una grandissima differenza con il passato del metal (e della musica in generale)!

Io penso che i lyric video siano fantastici perché non costano tanto come la maggior parte dei video musicali tradizionali. In più, permettono non solo di ai fan di ascoltare una veloce anteprima di una canzone prima che essa venga pubblicata ma anche di carpire i toni ed il significato di essa grazie all’aiuto dei testi.
Certamente apprezziamo il più congeniale video musicale perché esso permette una maggiore libertà creativa e visiva. Non a caso, stiamo progettando di pubblicare uno o due video musicali per l’album.

Ross, il tuo growl è sempre espressivo e profondo. Come riesci a mantenerlo sempre così in buona forma nonostante gli anni che passano? Qual è il segreto di cantare e suonare il basso contemporaneamente?

Per far sì che le mie parti cantate siano sempre dove devono essere, io mi esercito tantissimo dedicando a ciò un sacco del mio tempo prima di un tour o di entrare in studio. Non ho problemi quando suono e canto a lungo ma essi emergono più che altro quando mi prendo una lunga pausa dalla musica non suonando per un po’ e quando è così diventa una vera sfida quando devo tornare in sala prove.
Non ho nessun segreto riguardo al mio cantare e suonare contemporaneamente. Diciamo che, per me, l’unico trucco è solo quello di suonare e suonare le canzoni cantandoci sopra. Per fortuna mi diverto a fare entrambe le cose, esercitandomi in ogni caso duramente per separare le due cose sebbene sia per me sempre una sfida ogni volta che devo imparare una nuova canzone per suonarla live.
Per quanto concerne la voce, io cerco sempre il più possibile di infondere emozione e coinvolgimento nelle parti cantate, una sfida data dallo stile vocale. Inoltre, articolare le parole in modo da essere capite senza avere il testo davanti a te è al massimo delle mie priorità. E’ questo a cui ambisco quando canto.

Cosa significa suonare ancora death metal nel 2017 rispetto ai vostri primi tempi?

A noi piace ancora e amiamo veramente tutto ciò che facciamo. Siamo ancora entusiasti e, anzi, lo siamo ancora di più come mai prima d’ora. Finchè avremo in noi il fuoco e la passione, gli Immolation continueranno ad andare avanti per creare canzoni sempre più oscure e spettrali per i nostri amici e per i nostri fan. Mai avremmo pensato di essere ancora qui 29 anni dopo ma ciò che noi siamo ci aiuta realmente ad apprezzare il nostro lavoro e l’impatto che esso ha su moltissime persone in tutto il mondo.
I primi tempi erano speciali perché la musica era ancora nelle sue fasi iniziali e quindi tutto suonava fresco e nuovo. Invece, adesso, le cose sono su una scala molto più grande e la musica, rispetto ad allora, viene molto più accettata, perciò risulta più facile per i gruppi organizzare tour e presentare la propria proposta a nuovi fan provenienti da tutto il mondo.

Voi suonate come Immolation addirittura dal 1988, e adesso avete una setlist letteralmente immensa ma sempre all’insegna di un death metal molto dark e creativo. Ma come riuscite ad avere sempre nuove idee album dopo album?

In effetti abbiamo 100 canzoni nel nostro arsenale, perciò scegliere quali di esse suonare dal vivo può essere la più grande sfida che noi dobbiamo affrontare in questi tempi ahah!
Ogni nuovo disco viene dopo che ci siamo allontanati dalla musica in modo da avere libere le nostre teste e ci aiuta molto il fatto di entrare nel processo di scrittura senza aspettative riportate dalle nostre passate produzioni. Certamente, alcune volte ci imbattiamo in un muro perdendo così quella creatività durante la composizione, questa è una cosa tipica ma in questi casi è meglio allontanarci per un po’ e aspettare che l’ispirazione ritorni. E l’ispirazione ritorna sempre: certe volte devi essere solo paziente e aspettarla con calma. Bob sembra avere dentro di sé un abisso senza fondo di creativa oscurità e questo aiuta moltissimo ahah!

Come è stato il tour con i Vader? C’è qualche speranza di vedervi in Italia, specialmente nella mia città, Roma?

Il tour con i Vader è stato veramente killer! I concerti sono stati fantastici e fare un’altra volta un tour in compagnia dei nostri fratelli nei Vader è stato bellissimo! Noi abbiamo un profondo rispetto per i Vader sia come gruppo che come persone. Loro sono una forza live da tenere in seria considerazione e Peter è anche un amico da ormai quasi 30 anni. Abbiamo avuto anche i Monuments Of Misanthropy con noi, anche loro sono un grande gruppo e delle persone eccellenti con cui fare un tour. Abbiamo passato tanti bei momenti con così tanta gente.
Ora stiamo organizzando il ritorno in Europa a Settembre e dopo speriamo di suonare in Italia, perciò controllate la nostra pagina FB per futuri aggiornamenti.

Oggigiorno moltissimi giovani gruppi stanno riscoprendo le antiche origini del death metal. C’è qualche gruppo giovane che seguite particolarmente? Cosa ne pensate del futuro del death metal?

Io penso che sia fantastico che fan e gruppi più giovani stiano riscoprendo le radici del death metal ricreando nella propria musica quel particolare modo di sentirlo ripreso dai vecchi tempi della nostra scena. E’ questo ciò che mi attrasse di questa musica molti anni fa, cioè il grezzume, il feeling e l’oscurità presenti all’interno di essa. Gruppi come Ruinous, Mutant Supremacy e Gruesome stanno mantenendo viva quella tradizione.

Ok Ross, l’intervista  sta volgendo al termine. Adesso sentiti libero di dire ciò che vuoi e grazie per aver risposto alle mie domande. Ci sentiamo!

Grazie tantissime per quest’intervista! Non vediamo l’ora di tornare in Italia per il tour di “Atonement” e anche di vedere tutti i nostri fan italiani nell’immediato futuro!

Sito ufficiale: http://www.everlastingfire.com
FaceBook: http://www.facebook.com/immolation
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de

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