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09/09/2017 : Metalitalia.com Festival 2017 – Day 1 (Trezzo, MI)

Pubblicato il 19/09/2017 da in Live report | 0 commenti


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09/09/2017 : Metalitalia.com Festival 2017 – Day 1 (Live Club, Trezzo Sull’Adda – MI)

Metalitalia Festival

Sono passate sei edizioni di questo festival, creato dai colleghi di Metalitalia.com, la location resta la stessa ma si passa a due giornate di musica. Nello splendido Live Club – credo una delle poche location degne di ospitare concerti di queste dimensioni – troviamo inoltre stand, merch, libri (ospite la Tsunami Edizioni), birra, cibo (con anche un’occhio di riguardo per i vegani). Nulla può andare storto, tutto è preparato all’interno, viste le previsioni, ed infatti la piogga non impedisce il regolare svolgimento e la riuscita di queste due giornate. Per una volta la suddivisione per genere musicale ha consentito di evitare polemiche sull’accostamento delle band, anche se molti hanno in ogni caso comprato il biglietto per tutte e due le giornate; non ci sono molti festival ultimamente ed il Metalitalia di settembre è diventato un punto di riferimento per tutti, dove passare una giornata tra musica, vecchi amici e bevute.

Trick Or Treat

Alle ore 14.29 il festival ha inizio, compito difficilissimo per la prima band: sul palco i Trick Or Treat si lasciano andare subito alla loro proverbiale simpatia unita al melodic heavy/power che li contraddistingue. Sono passati i tempi del tributo agli Helloween e l’ultimo disco “Rabbits’ Hill Pt. 2” è andato molto bene; nel poco tempo a disposizione vengono suonati brani da questo disco. Il “Coniglio Nero”si fa apprezzare dal pubblico, che inizia a diventare poco alla volta numeroso sotto il palco; i ragazzi sono in forma, e “Cloudrider” fa muovere molte teste. Tempo poi per annunciare l’uscita di un nuovo album e, visto che la disco dance non è la strada preferita, ecco un lavoro con sigle di cartoni animati; che dire? il pubblico italiano si affeziona sempre alle sigle e sentire dal vivo “Daitarn III” è sempre spettacolare. Si termina con “United” e il guest Tony Kakko… ah no, è uno scherzo, pazienza visto che Alessandro Conti non ha certo bisogno di aiuto. Ottima prestazione, best opener ever, come scritto sulla t-shirt del frontman.

Holy Martyr

Seconda band e situazione pubblico che va a migliorare sensibilmente; gli Holy Martyr non suonano a Milano da molto tempo (siamo vicino dai, non fate i precisini), credo cinque anni, ma l’ultimo disco in studio “Darkness Shall Prevail” ha contribuito a risvegliare l’interesse. Il genere si scosta lievemente da quello della giornata andando su un muro di heavy/epic metal. La nuova “Numenòr” dal vivo è spettacolare, la band è pronta e decisa a non farsi trovare impreparata dal pubblico; i nostri sanno fare bene il loro mestiere e sparano uno dietro l’altro brani dai dischi precedenti, “Shichinin No Samurai” dal precedente “Invincible” e “Vis Et Honor”. La conclusiva “Lakedaimon” ci mostra un gruppo che nonostante gli anni è compatto e capace di prestazioni buone dal vivo; sempre pronti alla battaglia, speriamo di rivederli presto su un palco.

White Skull

Cambio ed ecco salire sul palco i White Skull, band che da quasi trent’anni porta in alto la bandiera dell’heavy metal italiano. Il 2017 ha visto la pubblicazione del loro ultimo disco, “Will Of The Strong”, un ottimo album per un gruppo sempre a grandi livelli. Ecco quindi l’intro del disco e la prima “Holy Warrior” come una mazzata sui denti: il sound generale è buono, spinge bene e tutti gli strumenti si sentono al loro posto. Salto nel tempo per “The Roman Empire”, sempre gradita dal pubblico che a questo punto della giornata riempie praticamente tutta la parte centrale del Live. Il pubblico inneggia al capitano Tony, ed ecco “Under This Flag”, vero e proprio inno metallico. L’esibizione prosegue tra la potenza delle chitarre di Tony e Danilo, l’ottima presenza dietro le tastiere di Alexandros e la voce al top di Federica “Sister”. Arrivano anche la titletrack “Will Of The Strong” e “Lady Of The Hope”. Immancabile a concludere il concerto di una delle band migliori della giornata, ecco “Asgard” in tutta la sua epicità. Bravissimi White Skull e ottima risposta sotto il palco.

Secret Sphere

Nuovo cambio palco, siamo intorno alle ore 17, ed ecco iniziare l’esibizione dei Secret Sphere; la band power/prog ha come frontman un certo Michele Luppi, concentrato di bravura e attitudine sul palco. L’attesa per loro è tanta e ringraziano il pubblico del Metalitalia con un concerto praticamente perfetto. Tecnica e melodia in “The Calling” che prosegue con altri brani dall’ultimo disco “The Nature Of Time”; per rendere al meglio ecco sul palco due coristi e la bellissima “Faith” apprezzatissima dai fans sotto il palco, anche per i divertenti siparietti di Michele. Molto gradita anche la presenza dell’ex cantante Roberto Messina che regala ottimi attimi di musica duettando in “Rain” e sul’ultima “Lady Of Silence” ma non possiamo dimenticare le ottime “Lie To Me” e “Oblivion”. Inutile dirlo, i Secret Sphere sanno come creare musica, e soprattutto sanno come infiammare un palco.

Labyrinth

Si resta sulla vena più progressiva del festival con i Labyrinth, anche loro freschi di un disco, “Architecture Of A God”, che ha risvegliato l’interesse per una delle migliori band che abbiamo nel nostro Bel Paese. Dall’ultimo lavoro ecco l’apertura con “Bullets”, suoni completamente sballati e difficoltà tecniche fanno iniziare in salita l’esibizione dei Labyrinth che, da maestri del settore, sanno come rimediare e proseguire senza innervosirsi. Inutile dirsi, sono “Still Alive”, un pezzo che in effetti rende in pieno la situazione della serata. Ma si sa, queste cose nei festival succedono, e lo sanno bene sul palco; da una situazione infelice riescono a tirar fuori un ottimo concerto, mostrandosi dopo tanti anni umili e vera band.
Brani come la titletrack “Architecture Of A God” danno buoni riscontri sui fans, anche se è con “Thunder” che si scatenano veramente (al cuore non si comanda, molti dei presenti hanno vissuto l’uscita di quel disco meraviglioso). Molto gradita “Falling Rain” per la sua bellezza e la resa dal vivo, con un Roberto Tiranti veramente spettacolare. Altra difficoltà tecnica che si trasforma in momento divertente sul palco, quando per una incomprensione Macaluso attacca con la batteria un brano diverso; anche questo a dimostrazione del fatto che siamo di fronte ad una band vera, che in un attimo riprende in pugno la situazione e sfodera un’ultima “Moonlight” davvero devastante. Ottima prestazione come sempre alle chitarre per Olaf Thorsen ed Andrea Cantarelli e in mezzo alla montagna di tastiere di Oleg Smirnoff. I Labyrinth sono tornati alla grande, speriamo di vederli presto in una situazione migliore.

Grand Magus

I tempi per le esibizioni si allungano e i Grand Magus hanno a disposizione un ora per infiammare il Live Club. Il classico epic metal unito ad un pizzico di doom di questa band sono diventati negli anni un marchio di fabbrica particolarmente apprezzato soprattutto al Nord Europa. Anche da noi sono numerosi i fans che accolgono brani come “Varangian” e “Steel Versus Steel” con entusiasmo. I toni caldi e le linee vocali basse della voce di JB Christoffersson sono in contrasto con le altre band della giornata, tutta la band è impegnata a fare del roccioso heavy senza aggiungere finezze solistiche. Molto attese dai fans anche “Iron Will” e la conclusiva “Hammer Of The North”; per quanto mi riguarda non sono troppo colpito da queste sonorità, ma è un pensiero personale. La band è decisamente ottima e ci sa fare senza l’aggiunta di nulla come scenografie od effetti speciali, tanta sostanza per un gruppo che si merita la posizione che occupa.

Rhapsody Of Fire

Nuovo cambio di genere sul palco, è il turno dei Rhapsody Of Fire. O quel che ne rimane, dopo i vari cambi di formazione. Dietro al microfono adesso c’è Giacomo Voli, che si fa vedere come frontman deciso e affidabile. La sua voce si adatta bene ai brani presenti in scaletta, dai nuovi “Distant Sky” e “Reign Of Terror” alle prime “Land Of Immortals” e Dawn Of Victory”. Certamente ascoltando la band come è oggi viene da chiedersi se siamo di fronte ad un ottima cover band oppure se qualcosa della vecchia anima dei Rhapsody dei primi dischi è ancora viva. Ci pensa Alex Staropoli con le sue tastiere a rispondere a questa domanda, sfoderando uno dietro l’altro i pezzi che chiunque ascolta questo genere ha ascoltato per anni. Il sound generale è ottimo, la sessione ritmica di Manu Lotter e Alessandro Sala sarà per tutto il concerto precisa e perfetta per la chitarra di Roby De Micheli.
Il concerto scorre via tra l’esaltazione dei fans per i pezzi in scaletta, si passa anche per brani come “Wings Of Destiny” e “The Village Of Dwarves” con la partecipazione al flauto di Manuel Staropoli. La serata per i Rhapsody Of Fire termina con la sempre apprezzatissima “Emerald Sword”.
Siamo di fronte ad una ottima band, che purtroppo ha un passato davvero importante, questa esibizione avrà diviso gli ascoltatori. In ogni caso sono tante parole, quello che abbiamo visto sul palco è stata musica di qualità, quello che un festival del genere si aspetta.

Edguy

Headliner al Metalitalia Festival 2017 la band che rappresenta al meglio il power metal, o forse l’happy metal. Gli Edguy sono da anni seguitissimi nel nostro paese, come del resto sono diventati una potenza in tutta Europa. Da poco è uscito il loro Best Of “Monuments” e questa sera sul palco hanno promesso uno show indimenticabile.
Si parte con la divertente “Love Tyger” ed è subito una festa per tutto il Live Club. Questa sera Tobias sembra in ottima forma, la voce c’è e lo fa sentire con la acclamatissima “Vain Glory Opera” (anche se con qualche problema con le basi di tastiera) e la successiva “Mysteria”. In generale il suono è ottimo, fin troppo perfetto in effetti, forse grazie ai vari prodigi della tecnica presenti sul palco: bello ma credo che gli amplificatori valvolari siano ancora la soluzione perfetta per il genere, riuscendo a dare maggior spinta al sound generale.
Anche sul palco iniziano a scaldarsi e come sempre “Tears Of A Mandrake” rappresenta uno dei momenti forti della serata; la lunga “The Piper Never Dies” fa sembrare ancora più diretta ed esaltante la divertente “Lavatory Love Machine” cantata a gran voce da tutti. Come regola gli Edguy sanno che, se vogliono suonare in Italia, un brano non può mancare nella loro scaletta: e da sotto il palco si inizia a sentire un coro che urla “Babylon – Babylon” (compreso il sottoscritto). Ma non è ancora il momento, ora tocca a una piccola perla come “Land Of The Miracle”, definita dal frontman come la famosa ballad rubata ai Savatage (e qui si è guadagnato per l’ennesima volta il mio rispetto); grande prestazione e finale perfetto con i cori di Jens Ludwig, Dirk Sauer e Tobias Exxel.
I tre ovviamente lasciano a Tobias tutto il palco per interagire con il pubblico, però mostrano di divertirsi molto come sempre nel nostro Paese. Stranamente niente assolo di batteria di Felix Bohnke ma una “Ministry Of Saints” che riporta il concerto su tempi più veloci. Quindi arriva il momento di suonare finalmente “Babylon” e si scatena il delirio in mezzo al pubblico. Nuovi momenti di dolcezza con “Save Me” fatta cantare a tutti e, prima della pausa, “Superheroes” dove si ricomincia a saltare.
Piccolo momento di pausa e gli Edguy sono di nuovo sul palco, e con davvero una sopresa: dopo più di dieci anni ecco dal vivo “Out Of Control” e la conclusiva “King Of Fools”. Alla fine dello show si allontanano stranamente in fretta dal palco, lasciando i fans ancora senza fiato dopo oltre un ora e mezza di concerto; grande prestazione, gran divertimento, grande setlist. E con queste emozioni termina il primo giorno del Metalitalia Festival 2017.

Live report a cura di Emanuele “Mr.Triton” Salsa. Foto di Rita “Rose” Profeta. Di seguito altre foto del festival.

Trick Or Treat:

Holy Martyr:

White Skull:

Secret Sphere:

Labyrinth:

Grand Magus:

Rhapsody Of Fire:

Edguy:

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