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Europe – Walk The Earth (2017)

Pubblicato il 22/01/2018 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Walk The Earth
Autore: Europe
Genere: Hard Rock
Anno: 2017
Voto: 7

Visualizzazioni post:345

Che cosa ci riserverà il futuro? Saremo sempre gli stessi, con le stesse idee, i nostri ideali e faremo la stessa vita di oggi? Questa sull’avvenire credo che sia la domanda più comune che ci facciamo spesso, ma alla quale, per fortuna, non siamo in grado di dare delle risposte precise. Penso che la cosa più importante sia non avere paura del domani e vivere bene il nostro presente, così com’è, perché è poi quello che ci porterà a un buon futuro. Almeno spero!
E allora comincio con la storia di questo mitico gruppo nord europeo che sta vivendo un buon momento artistico e che, partito da un sobborgo di Stoccolma nel lontano 1982, ha conquistato il mondo e dopo trent’anni di carriera non ha paura di suonare una musica propria, fuori dalle mode e sincera perché legata ai gusti attuali di questi magnifici artisti.
Non è facile scrollarsi di dosso un successo planetario come quello di “The Final Countdown” ma il combo svedese nella seconda parte della sua lunga attività ci è riuscito alla grande superando i pregiudizi e dimostrando di essere all’altezza dei gruppi che hanno fatto la storia dell’hard rock mondiale.
C’erano quindi una volta gli Europe, che suonano negli anni ‘80 un hard rock melodico, forse in alcuni brani non del tutto onesto, ma giustificabile perché per uscire dalla fredda Svezia e per farsi conoscere all’estero devono creare qualcosa di straordinario e un po’ commerciale ed è quello che accade con il sorprendente e inimitabile album “The Final Countdown”.
Con il successivo e bellissimo platter in pieno stile AOR “Out Of This World” stupiscono in positivo, lasciando di stucco la critica metallara più ortodossa, dimostrando tutta la loro bravura e originalità.
Nei primi anni ‘90 abbiamo un’altra metamorfosi musicale che porta il gruppo a cambiare sound e look. La svolta è quella dell’album “Prisoners In Paradise”, che vede i nostri cinque artisti cimentarsi su un hard rock melodico in pieno stile americano. Il disco, pur vendendo, non ottiene il successo sperato soprattutto sul mercato statunitense e porta i cinque scandinavi a dividersi con un clamoroso split che lascia sorpresi ed esterrefatti i fans e gli addetti ai lavori.
Dopo lo scioglimento del 1992, le carriere di questi ottimi musicisti si dividono per continuare in progetti solisti, lasciando ai fans l’amaro in bocca per quello che rappresentavano e per quello che potevano ancora dare a questo genere musicale. Non ho mai capito il motivo per cui il mondo metal, soprattutto quello maschile, non li abbia mai apprezzati in pieno. Forse l’invidia per la loro bellezza (naturalmente da giovani perché adesso l’età avanzata si nota) e per la loro popolarità? Forse perché sembravano creati per l’occasione dalla loro casa discografica e quindi non erano considerati dei veri e propri musicisti? Insomma, a torto sono stati sempre sottovalutati.
Nel 2003 la reunion è accolta in modo positivo e addirittura si vocifera che nel gruppo, oltre al chitarrista John Norum, può rientrare il fantastico chitarrista solista Kee Marcello. La realtà è ben diversa perché lo stile intrapreso dai vichinghi non è quello che li ha resi famosi negli eighties, bensì un ritorno agli albori del rock, partendo da sonorità tanto care agli anni ’70, come quelle dei Led Zeppelin, dei Dee Purple e degli idoli di Tempest e Norum ovvero i Thin Lizzy. Sinceramente Kee Marcello non rientra nei canoni dei nuovi Europe e la band con due chitarristi di questo calibro può prendere delle sonorità più heavy metal, gli Europe non sono più quelli degli anni ’80 e non vogliono ritornare indietro con un “The Final Countdown 2”, dando così un grosso dispiacere a gran parte dei vecchi sostenitori.
I dischi successivi si allontanano sempre più dalle sonorità del passato e raggiungono il massimo livello con “War Of Kings” del 2015 che ci mostra un gruppo in piena forma e ricco di creatività, con un ottimo gusto per i suoni dei seventies. Oggi questo nuovo lavoro dal titolo “Walk The Earth” continua su questa lunghezza d’onda ma gli svedesi fanno un passettino indietro a livello compositivo, mantenendo però sempre tanta qualità. Joey Tempest si conferma sempre un grande cantante, ottimo compositore e John Norum è uno dei migliori virtuosi delle sei corde in circolazione, lo si vede nel brano orientaleggiante “The Siege” che possiede un assolo metal incredibile. La title track “Walk The Earth” e il brano “Kingdom United” sono l’inizio di un vintage hard rock, mai retrò ed è questa la forza di Tempest & company. Mic Micheli alla tastiera è la ciliegina sulla torta che riesce ad integrarsi benissimo con la chitarra e i riff metal di Norum regalando emozioni da brividi.
Interessante è poi la melodica e corale “Election Day”, con liriche attualissime di ribellione al potere politico e con un sound molto vicino ai mitici Rainbow. Bella la malinconica e nostalgica ballata “Pictures” dove l’ispirato singer ci dice che bisogna lasciare andare il futuro e sapere che il passato è lontano e non più recuperabile. Parole sante, che ci dimostrano ancora una volta la maturità e la consapevolezza di questi cinquantenni che vanno per la loro strada senza paure e senza rimpianti.
Le potenti e cattive “GTO” e “Haze” fanno salire la durezza del sound dell’intero album con assoli di chitarra al fulmicotone e con una ritmica precisa e senza sbavature, dove Ian Haugland e John Léven danno il loro meglio trascinando il ritmo convulso e veloce dei pezzi. “Turn To Dust” chiude bene quest’ultima fatica musicale perché crea un’atmosfera in pieno stile blues, con dei cori magici e un assolo di Norum alla Gary Moore che emoziona l’ascoltatore ma che allo stesso tempo lo sorprende terminando alla fine con un improvviso swing anni ’30. Anche qui il leader Joey Tempest ci esorta nel testo a riprenderci il nostro tempo che purtroppo vola via velocemente in modo da non perderci i momenti più importanti della nostra esistenza.
Gli Europe ancora una volta ci testimoniano di non aver paura del loro futuro, facendosi forza di un grande passato che non li intimorisce ma che bensì li esalta a livello artistico e ci riportano ancora una volta alle conferme dei mitici anni ’70, influenzati da gruppi storici, rivisti naturalmente in chiave più moderna.
Questa è la forza di questa band perché non ha paura di mettersi in gioco avendo soprattutto le idee chiare di quello che vuole suonare e in questo platter riescono in pieno, senza restrizioni e con il cuore, a realizzare il loro progetto, registrando addirittura l’album nei mitici studi londinesi di Abbey Road con il famoso produttore Dave Cobb.
C’erano quindi una volta gli Europe di “Rock The Night” e “Carrie”, ma adesso quella band è solo un lontano ricordo e oggi con “Walk The Earth” i vichinghi sono un gruppo che prende le sue profonde sonorità e il suo stile da formazioni dell’hard rock classico del passato ma con un sound evoluto e sempre originale proiettato senza paure verso un futuro interessante e speriamo ancora radioso.
Non importa quanti dischi vendi ma quanti cuori tocchi e sinceramente gli devo riconoscere di avere avuto all’inizio della loro carriera la capacità e la bravura di avere attirato migliaia e migliaia di persone all’hard rock e al metal in generale. Questo è uno dei loro grandi meriti e credetemi non è cosa da poco!

Tracklist:

1 – Walk The Earth
2 – The Siege
3 – Kingdom United
4 – Pictures
5 – Election Day
6 – Wolves
7 – GTO
8 – Haze
9 – Whenever You’re Ready
10 – Turn To Dust

Line-up:

Joey Tempest – voce, chitarra e tastiera
John Norum – chitarra
John Léven – basso
Mic Michaeli – tastiera, piano e chitarra
Ian Haugland – batteria

Sito ufficiale: www.europetheband.com/
Facebook: https://it-it.facebook.com/europetheband
Etichetta Silver Lining Music – www.sl-music.net/en/

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