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13/01/2018 : Nifelheim + guest (Brescia)

Pubblicato il 24/01/2018 da in Live report | 0 commenti


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13/01/2018 : Nifelheim + Black Oath + Violentor + Adversor (Circolo Colony, Brescia)

Questo 2018 sembra essere partito alla grandissima e col botto per il Circolo Colony, visto il bill in programma per questo primo evento dell’anno di un certo spessore, a livello Metal Estremo! Niente di meno che i Nifelheim, capostipiti della prima ondata di Black Metal scandinavo sono stati scelti come headlinear di questo mini festival, supportati da tre band italiane di tutto rispetto e in grande ascesa: i Black Oath, con sonorità molto vicine al doom e al metal oscuro inglese di metà anni 90, a cui si contrappone il thrash sempre di chiara ispirazione ottantiana) di Violentor ed Adversor. Personalmente non ho mai amato molto questo “varietà” all’interno di un cartellone, perché se è pur vero che di Metal in generale stiamo parlando, dobbiamo allora necessariamente dire che i generi proposti sono abbastanza distanti l’uno dall’altro, eccezion fatta per Violentor e Adversor che provengono dalla stessa scuola. Personalmente amo molto di più le cose a tema, dove si segue un filo logico e ben definito, rispetto a queste cose più variegate, ma sono solo considerazioni del tutto personali, che non andranno per nulla ad intaccare il mio giudizio finale circa la bontà e la qualità complessiva della serata in questione.

ADVERSOR

Giovanissima thrash metal band veneta, costituita per metà da elementi vicentini e metà veronesi, gli Adversor nascono dalle ceneri degli H.O.S – di cui il leader e vocalist Marco “Dado” Cardi è rimasto l’unico superstite – che con l’inserimento in formazione del fratello Jacopo alla batteria hanno dato vita con Emanuele e Filippo a questa nuova realtà della scena estrema italiana. Freschi di contratto con la Punishment 18 con cui hanno pubblicato il loro primo cd d’esordio, ottimamente accolto da critica e pubblico (specie all’estero, dove hanno già all’attivo diversi concerti e venduto parecchie copie), sono in fase di release e pubblicazione del secondo capitolo (di imminente uscita), e stasera hanno avuto il prestigioso onore di aprire le danze niente di meno che ai ben più famosi di loro Nifelheim!
Purtroppo la loro bella performance è stata penalizzata da una scarsa partecipazione di pubblico, intrappolato in una lentissima coda per il tesseramento obbligatorio annuale del Colony, da cui neppure il sottoscritto è rimasto immune.
Un vero peccato, perché stasera i ragazzi erano in gran palla e avrebbero meritato un’altro tipo di trattamento nella mezz’ora scarsa a loro disposizione. Fortunatamente gli ultimi due pezzi sono riuscito a vedermeli.. e che goduria! Gli Adversor sono inclini ad un thrash metal molto classico, di chiara scuola tedesca 80’s, con molti rimandi ai Kreator e Sodom, da cui hanno saputo prendere spunto riuscendo anche a dare una certa dose di originalità alle loro composizioni, che non hanno certo la pretesa di inventare nulla di nuovo e stravolgente in un genere che ha già detto tutto o quasi, ma che al tempo stesso risultano non scontate, o banali scopiazzature dei propri idoli. Tecnicamente ben preparati (anche in considerazione della giovane età), sentiremo parlare a lungo in futuro di questi ragazzi! Come inizio direi niente male.

BLACK OATH

Ero venuto per loro, pieno di aspettative ed entusiasmo e sono tornato a casa con una certezza.. forse abbiamo ora (finalmente) in Italia una band doom metal (anche se a loro va stretto questa definizione) allo stesso livello di una qualsiasi altra in circolazione, più blasonata e famosa straniera.
I milanesi Black Oath con all’attivo tre album (e in procinto di registrarne un quarto a breve), oltre a una miriade di EP, split, singoli e all’indiscutibile qualità musicale, mi hanno sorpreso per la professionalità con cui si sono presentati sul palco, curando ogni dettaglio, dall’immagine personale con tanto di make up e costumi funerei da riti magico a croci rovesciate, borchie, cartucciere, catene.
Anche il palco sapientemente ornato di drappi neri raffiguranti l’esagramma unicursale racchiuso all’interno del loro logo, appartenente alla scuola di pensiero Alchimistica Crowleyniana di Thelema (volontà), e a cui i testi, trattanti tematiche esoteriche e di stregonerie varie, riconducono. Non a caso le influenze musicali dei nostri amici vanno dai Death SS ai Venom, dai Goblin ad Alice Cooper … un mix di oscurità, magia e horror quindi.
Il doom proposto o meglio il loro Cursed Rock, come amano definirlo gli stessi protagonisti, è un qualcosa di molto particolare.. cadenzato e lento a tratti, ma anche molto veloce, brutale ed heavy in altre, particolarità che conferisce ai Black Oath un’area molto misteriosa e funerea. Il fatto poi che abbiano potuto maturare in questi anni una certa esperienza all’estero, aprendo per bands del calibro di Candlemass, Pentagram, Girlschool e Rotting Christ la dice lunga sulla loro crescita futura, ma anche sullo stato di forma attuale direi, dove in questo genere specifico possono temere ben pochi rivali in Italia e non solo.
Nell’oretta abbondante a loro disposizione direi che hanno convinto tutti, compreso il più scettico spettatore tra il pubblico presente: coinvolgenti e trascinanti, senza stancare mai, cosa tutt’altro che semplice e scontata da fare in un genere come il doom, dove spesso i riff basilari sono abbastanza simili tra loro,ripetuti e rigirati. Da rivedere presto live e il prima possibile! Se non i migliori, certamente tra i più meritevoli della scena Made in Italy i Black Oath… il mio augurio è che il loro “incantesimo magico” possa durare in eterno, o almeno per molti altri anni.

Setlist:

Witchnight
Wicked
Death As Liber
The Black Oath
( Instrumental)

VIOLENTOR

Non conoscevo minimamente questa band e francamente, dopo averli visti in azione, non sento neppure molto la necessità e l’esigenza di rivederli. Sicuramente non si può dire che questo trio toscano, i Violentor, non siano capaci di suonare, anzi, però personalmente li ho trovati noiosi. Ci sta che un gruppo possa essere derivativo, ci sta che uno voglia tributare il più possibile i propri idoli musicali, ovvero i Venom in questo caso specifico ipervelocizzato da una sorta di punk’n’roll alla Motorhead prima maniera, ma la mancanza di carisma e personalità decisamente no. Tanta volontà in questo loro thrash/speed vecchia maniera, ma poca qualità dei pezzi, molto ripetitivi e abbastanza scollegati tra di essi.
Resto dell’ idea che per fare musica “cattiva” o violenta (estrema) non sia solo necessario produrre più rumore possibile, ma che questo debba essere fatto con logica e buon gusto. Mi pare invece che in questa trappola ci siamo cascati in molti ultimamente, gruppi italiani e stranieri, nessuno escluso. Rivedendo certi passaggi a vuoto e pesanti e dando maggior animosità alla proposta i margini di miglioramento ci sono, spetta solo a loro decidere se progredire o accontentarsi.

NIFELHEIM

A detta di chi segue questo genere, ovvero la scena black metal ed estrema da tempo, i Nifelheim sono un po’ come i Maiden o i Judas Priest del Metal Classico, giusto per fare un paragone… un’appuntamento con la storia quasi irrinunciabile!
Non essendone mai stato un cultore e amante, mi fido ciecamente delle parole dei fans dei Nifelheim, presenti al Colony per questo evento in buon numero direi, considerando anche che questa di stasera era la terza data complessiva italiana, da aggiungersi a quella di Roma e di Firenze.
Attivi dal lontano 1990, gli svedesi sono stati fondati per volontà dei fratelli gemelli Per ed Erik Gustafsson (rispettivamente cantante e chitarrista), vantano quattro studio album più un paio di EP ufficiali e un numero imprecisato di demo, split e apparizioni come special guest in altri contesti.
Il concerto in questione, li ha visti ripercorrere un po’ il meglio della loro carriera trentennale, spaziando dagli esordi fino all’ultimo in ordine cronologico “Envoy Of Lucifer”, datato 2007, non molto recente in effetti. Ragion per cui possiamo definire la loro esibizione come un vero tuffo nel passato per gli amanti di black metal scandinavo primordiale.
Quello che colpisce certamente dei Nifelheim come primo impatto per un profano come chi scrive, è certamente lo stile con cui si sono presentati sul palco, davvero figo e curato nei minimi dettagli e la grande energia e carica che trasmettono, anche umana. Devo ammettere di essermi tutto sommato abbastanza divertito e non annoiato come avevo previsto in partenza, trovando la loro proposta molto interessante e intrigante, anche se molto lontana dalle mie corde. Certamente non diventerò, dopo il concerto di stasera, un patito e cultore di metal estremo, nè tantomeno mi recherò nel mio negozio di dischi di fiducia domattina per recuperare e ordinare la discografia dei Nifelheim, nè tantomeno uscirò dal Colony con la loro t-shirt alla fine, ma tutto questo non significa non essere stato soddisfatto o che non mi abbiano convinto o deluso… Semplicemente non è un genere che prediligo, ma i Nifelheim sono certamente un’eccellenza in questo campo musicale, poco ma sicuro! Padronanza del palco, bravura dei musicisti e la giusta dose di cattiveria l’han fatta da padrona per l’intera durata del set, ribadendo ancora una volta il concetto (se ce ne fosse bisogno), che “gallina vecchia fa buon brodo“ e che il meglio a livello heavy, dal più soft al più estremo, è già stato ampiamente detto e scritto in passato.
Uno show da applausi veri e meritati, dove, dopo un’ora e mezza abbondante di devastazione musicale, si sono visti musicisti sudati e stremati, capaci di ”guadagnarsi il pane” con merito, dando il meglio di loro stessi dall’inizio alla fine! Grandi Nifelheim!
Da segnalare infine l’ottima acustica con un lavoro in fase di mixer davvero eccellente e professionale.

Live report di Alessandro Masetto, foto di Enrico Ghiraldini. Di seguito altre foto della serata:

Adversor

Adversor

Adversor

Black Oath

Black Oath

Black Oath

Violentor

Violentor

Violentor

Nifelheim

Nifelheim

Nifelheim

Nifelheim

Nifelheim

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