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Mike Lepond’s Silent Assassins – Pawn And Prophecy (2018)

Pubblicato il 5/02/2018 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Pawn And Prophecy
Autore: Mike Lepond's Silent Assassins
Genere: Heavy / Prog Metal
Anno: 2018
Voto: 6/7

Visualizzazioni post:246

Quando un musicista come Mike LePond si getta momentaneamente in un progetto solista, riesce spesso a dare il meglio del suo repertorio, suonando con l’anima e al di fuori di schemi prestabiliti, dimostrando tutto il proprio valore artistico, spesso offuscato dall’estro e dalla maggiore visibilità dei propri compagni di formazione. Conosciuto come il bassista dei giganti americani del metal progressive Symphony X, Mike LePond è riuscito da solo a creare il suo progetto, Silent Assassins nel 2014 e adesso dopo l’apprezzabile debutto di qualche anno fa si ripresenta con una nuova fatica in studio in compagnia di parecchi ospiti e confermando tutto quello che di buono ci aveva proposto in precedenza.
Lo sforzo del secondo disco, intitolato “Pawn And Prophecy”, mostra un assalto di vero heavy metal nella sua forma più pura che si nota subito con le prime tracce, da “Masters Of The Hall”, dove il cantante Alan Tecchio sforna degli acuti spaventosi, continuando con la fantastica rock song “Black Legend” e per finire con la canzone power/speed “Antichrist” legata nei suoni ai leggendari Symphony X. Metal concreto e a tratti pesante, con degli assoli perfetti sotto tutti i punti di vista che portano a non stare fermi neppure un minuto durante l’ascolto. Un’ora completa di riff veloci, melodie azzeccate, doppie casse martellanti e testi che raccontano storie epiche che traggono ispirazione dalle classiche band metal degli anni ’80 fino al viking/folk di oggi. Insomma un lavoro vario che accontenta vari gusti musicali e che non lascia deluso l’ascoltatore più esigente.
Come esempio della gamma di stili metal qui presentati, occorre menzionare l’anomala e sperimentale title track “Pawn And Prophecy” inserita per ultima nel platter, un opus di ventuno minuti basati sull’opera tragica “Macbeth” di William Shakespeare, dove Mike e compagnia hanno essenzialmente scritto una colonna sonora prog metal, a tratti blues, folk e con degli interessanti stacchi di pianoforte con influenze legate ai mitici Savatage. Per questo racconto classico abbiamo la presenza di ospiti illustri, dagli amici Michael Romeo e Michael Pinella dei Symphony X, alla bella cantante Veronica Freeman dei Benedictum.
Il bassista si ritaglia un suo angolo importante nella parte solista del pezzo “I Am The Bull” dove mostra tutta la sua tecnica e l’eclettismo del suo strumento ma le sue quattro corde sono usate in tutto l’album con effetti a tratti devastanti. Non riesco a ricordare l’ultima volta in cui ho ascoltato un album metal tradizionale che presentasse un basso così in evidenza. Insomma, se amate il basso, allora questo è uno di quei dischi che vi soddisferà in pieno.
La song che si apprezza di più è comunque l’heavy metal “Avengers Of Eden” dove il vocalist Tecchio dà il meglio di sè, passando da tonalità basse ad acute in modo singolare e dove gli assoli al vetriolo di Lance Barnewold e di Rod Rivera sono in pratica devastanti e tramortenti.
Non è però tutto oro quello che luccica perché nel complesso l’album è un po’ disomogeneo a livello compositivo. Qualcosa nei brani poteva essere smussato per renderli più diretti e scorrevoli all’ascolto. Troppi intrecci con parecchi stili messi insieme, dove, per fortuna, prevale la vecchia scuola heavy metal anni ‘80, che unita all’epico prog metal degli influenti Symphony X, salvano un disco che rischiava di lasciar pegno per via delle troppe sfaccettature, offrendoci in conclusione una buona resa, convincente dopo vari ascolti e che allontana le critiche più titubanti e scettiche sulla bontà dell’opera.
Leggendo la line-up del gruppo scopro con dispiacere la scelta di LePond di non utilizzare in sala di registrazione un vero e proprio batterista, ma una batteria campionata programmata da Michael Romeo e questo mi ferisce profondamente perché non amo che uno strumento musicale sia sostituito da un freddo e distaccato computer. E dire che c’ero cascato, convinto di ascoltare un ottimo batterista durante tutte le tracce, ma non trovandolo nella lista dei partecipanti ho approfondito di più la cosa ed ho scoperto l’arcano. Peccato!
Gli “Assassini Silenziosi” non inventano nulla di nuovo, ma ci intrattengono con un album ricco di talenti e virtuosismi musicali, con un sound robusto e in certi casi aggressivo che farà piacere agli amanti dell’heavy e del prog metal ma data la caratura e la qualità dei musicisti coinvolti mi aspettavo qualcosa di più fresco, originale e meno ingarbugliato.

Tracklist:

1 – Masters Of The Hall
2 – Black Legend
3 – Antichrist
4 – I Am The Bull
5 – Avengers Of Eden
6 – Hordes Of Fire
7 – The Mulberry Tree
8 – Pawn And Prophecy

Line-up:

Mike LePond – basso, chitarra, seconde voci
Alan Tecchio – voce
Michael Romeo – batteria campionata, tastiera, chitarra nella canzone 8
Michael Pinella – seconde voci, organo, pianoforte nella canzone 8
Lance Barnewold – chitarra nelle canzoni 1, 2, 3, 5
Rod Rivera – chitarra nelle canzoni 5, 6, 7
Andry Lagiou – voce nella canzone 8
Noa Gruman – voce nella canzone 8
Veronica Freeman – voce nella canzone 8
Phyllis Rutter – voce nella canzone 8

Facebook: https://it-it.facebook.com/mikelepondssilentassassins
Etichetta Frontiers Records – www.frontiers.it

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