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Labyrinth – Return To Live (2018)

Pubblicato il 12/02/2018 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Return To Live
Autore: Labyrinth
Genere: Power Progressive Metal
Anno: 2018
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:410

Nozze di porcellana in casa Labyrinth. Sembra ieri l’uscita del disco “Return To Heaven Denied”, mentre sono passati ben vent’anni da quel capolavoro che è stato poi il trampolino di lancio di questa eccezionale prog metal band italiana. Con la stampa di questo primo live, intitolato “Return To Live”, gli italici ripresentano per intero il disco più conosciuto che gli ha dato il successo internazionale. Pubblicato in cd/dvd, blu ray e vinile dalla Frontiers Records, i sei artisti festeggiano e registrano l’evento con il loro pubblico al Frontiers Metal Festival il 30 ottobre 2016 Al Live Club di Trezzo sull’Adda (MI). Nella magnifica cornice del Live Club e davanti ai fans in delirio, rispediscono gli spettatori con la memoria agli esordi della loro fortunata e magnifica carriera. Li definisco come i migliori fornitori italiani ed europei di power / prog metal, perché con il loro sound originale e tecnico hanno conquistato i cuori di moltissimi metallari in tutto il mondo.
La rinnovata line-up, con i membri fondatori Olaf Thorsen e Andrea Cantarelli sulle chitarre, il cantante di lunga data Roberto Tiranti e i nuovi volti Nik Mazzucconi (al basso), Oleg Smirnoff (alle tastiere) e John Macaluso (alla batteria), li porta a interpretare nella sua interezza, per la seconda volta in assoluto, il loro disco più popolare, il già citato Return To Heaven Denied”.
Pubblicato originariamente da Metal Blade nel 1998, è considerato dalla maggior parte della critica uno dei lavori salienti del genere power metal alla fine degli anni ’90. Infatti, la rivista Classic Rock nel Regno Unito l’ha incluso nella lista dei migliori album del genere progressive metal di tutti i tempi.
Ormai la moda attuale è quella di fare dei concerti proponendo, a distanza di tempo, l’album che ha avuto più successo e la cosa sinceramente non mi esalta tanto perché la vedo come una classica operazione di marketing imposta dalle case discografiche per fare quattrini, ma in questo caso la scelta è stata azzeccata per due motivi. Il primo è che il gruppo ha una nuova line-up ed era giusto presentarsi ai propri sostenitori con un repertorio classico e di successo, in più quest’opera è una vera e propria pietra miliare del genere e merita di essere risuonato anche per farlo apprezzare a chi non conosce tutta la discografia dei Labyrinth (spero siate in pochi), in modo da avere nuovi fans che possano supportare la band per il futuro.
Ho avuto modo di ascoltare solo il cd e devo ammettere che il risultato finale è ottimo, anche perché il mixaggio e la registrazione dell’esperto Alessandro Del Vecchio sono impeccabili. Il cantante Tiranti ha la capacità di mettere a proprio agio gli spettatori intrattenendoli tra una canzone e l’altra e dimostrando tutto il suo affetto per il sostegno avuto in questi anni. L’inizio è scoppiettante perché la scaletta dei brani è rispettata alla lettera con precisione e la bella e immortale “Moonlight” è pura pubblicità per come deve essere il power metal in generale. Le tastiere introducono “New Horizons”, che dimostra la precisione e la tecnica di tutti gli elementi del gruppo, con ritmi veloci e con degli acuti del vocalist che sono a tratti apocalittici. Ottima la melodia di “Night Of Dreams” che è introdotta da un emozionato singer, che ringrazia i presenti chiamandoli “amici” ma tutte le canzoni sono eseguite bene con la stessa freschezza e intensità del 1998, con l’aggiunta che qui, naturalmente, sentiamo il pubblico incitarli ed acclamarli con caldi cori da stadio.
Il ritmo si abbassa un po’ solo in “Lady Lost In Time” ma è solo un’impressione iniziale perché anche qui Macaluso picchia di brutto con le sue pelli e Cantarelli e Thorsen non sono da meno con gli assoli delle loro chitarre. La calma apparente si ha solo con la ballata “Falling Rain” che è uno dei lenti più belli e immortali da ascoltare per continuare ad amare a occhi chiusi.
Potrei continuare pezzo per pezzo a descrivere la bellezza di tutti i brani, ma preferisco che li ascoltiate voi, riscoprendo quest’album se lo possedete a casa da qualche parte o acquistando questo live perché, credetemi, ne vale veramente la pena. Personalmente apprezzo moltissimo la martellante “Thunder” e la strumentale e rivoluzionaria “Feel” che con i suoi riff veloci, raffinati e romantici stordiscono l’affascinato pubblico in sala, dimostrando con questa nuova formazione ancora una volta il marchio di fabbrica della band.
La conferma di questa solidità e freschezza artistica ci è stata data con l’ultimo lavoro in studio uscito nel 2017, “Architecture Of A God”, recensito in modo approfondito in track-by-track dal mio carissimo caporedattore Alessio Torluccio e dal collega Ivan Gaudenzi, dove i sei ragazzi ci dimostrano tutto il loro elevato livello professionale sfornando ancora una volta un disco valido e interessante.
Padroni del palco e sicuri dei propri mezzi gli italiani finiscono lo show in modo scintillante, con una canzone estratta dal loro primo disco del ’96, chiamata “In The Shade”, che chiude degnamente un ottimo concerto, rafforzando il feeling con la gente che continua ad applaudirli senza sosta con affetto e ringraziandoli di tutte le “emozioni giganti” (parole di Tiranti dette durante lo show) provate durante la serata.
Calore e sentimento ardono ancora in questa formidabile band, che nonostante abbia nel tempo cambiato molti membri, mantiene sempre inalterata la propria identità e il proprio stile compositivo. Unici, inimitabili e con molte cose ancora da dire e da fare per il futuro perché nonostante abbiano raggiunto la notorietà, hanno ancora voglia di spingersi verso nuovi traguardi artistici.
Un meritato applauso a una band tricolore che con questo disco testimonia ancora una volta la propria bravura e ci catapulta in un passato glorioso, preparandoci a vivere un futuro straordinario.

Tracklist:

1 – Moonlight
2 – New Horizons
3 – The Night Of Dreams
4 – Lady Lost In Time
5 – State Of Grace
6 – Heaven Denied
7 – Thunder
8 – Feel
9 – Time After Time
10 – Falling Rain
11 – Die For Freedom
12 – In The Shade

Line-up:

Roberto Tiranti – voce
Olaf Thorsen – chitarra
Andrea Cantarelli – chitarra
John Macaluso – batteria
Nik Mazzucconi – basso
Oleg Smirnoff – tastiera

Sito ufficiale: http://www.labyrinthband.it
Facebook: https://it-it.facebook.com/labyrinthitaly/
Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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