24/02/2018 : Angel Witch + guests (Retorbido, PV)

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24/02/2018 : Angel Witch + Angel Martyr + Forged In Blood (Dagda Live Club, Retorbido – PV)

Dopo la scorsa estate il Dadga Club ha cambiato location: da Borgo Priolo si è spostato a Retorbido. È la mia prima occasione per visitare la nuova sede, che vanta un passato di locale per musica dal vivo e quindi è nota a molti appassionati. La scelta ha ovviato ai problemi di riscaldamento che la vecchia sede presentava, per dimensioni e caratteristiche. Questa, un po’ più piccola, offre l’impressione di un vero e proprio club dall’ambiente caloroso, in tutti i sensi.

La serata mi vede accompagnato dal prode Luca Avalon, che mai ha nascosto la propria passione per i mitici Angel Witch, così come il sottoscritto. Non potevamo certo perdere questa grande occasione per ascoltare gli inglesi giunti proprio dalle nostre parti. É Luca a farmi notare la presenza niente meno che di Tom G. “Warrior” tra il pubblico, subito richiesto per una foto ricordo dai presenti che lo riconoscono o che non pensano ad un sosia molto rassomigliante. Da segnalare anche la presenza di Ciano Toscani, chitarra degli Ancillotti.
Dopo un’occhiata al merchandise e i saluti gli amici presenti arriva presto il momento per la prima band di salire sul palco.
In programma c’è l’esibizione dei Forged In Blood, che dovrebbero aprire la serata come avvenuto il giorno precedente in quel di Bologna, ma sfortunatamente la band milanese deve rinunciare per non meglio precisati motivi di natura personale.
I primi a calcare il palco del Dagda sono quindi gli Angel Martyr. (Valerio Caprioli)

ANGEL MARTYR

Finalmente è tempo di lasciar parlare la musica e, mentre gli Angel Martyr si accingono a prender possesso della scena, diamo una rapida occhiata al locale, ora piuttosto affollato. Premetto che sono curiosissimo di vedere in azione il trio toscano dato che, a livello di produzione musicale, li seguo e li apprezzo dai tempi del primo demo omonimo. Amo l’heavy metal genuino ed energico della band, per cui non vedo l’ora che diano inizio al loro set: al posto di Francesco Taddei, dietro le pelli troviamo Emanuele Meconi, che si dimostrerà un batterista micidiale (anche se un po’ rigido!), mentre in prima linea, agguerritissimi, il basso pulsante di Dario ed il chitarrista/frontman Tiziano “Hammerhead”. Qualche problemino tecnico durante il tempo a loro disposizione non ha fiaccato lo spirito combattivo della band: la scaletta pesca a piene mani da “Black Book : Chapter One” – unico album all’attivo – e prende quota sulle note di “They… Among Us”, a cui fanno seguito “Victims” e “Pirate Song”. Un assaggio del nuovo album ci regala una potentissima “Legend Of The Black Angel” (spero di non aver sbagliato il titolo!), mentre lo sprint finale prevede “On The Divine Battlefield”, “Turn On The Fire” e l’omonima “Angel Martyr” a far calare idealmente il sipario sulla prova dei Nostri. Un concerto tutto cuore e passione quello dei tre toscani, pollice alto per loro! (Luca Avalon)

ANGEL WITCH

L’attesa per ascoltare la band di Kevin Heybourne è molta. É chiaro fin da subito però che sarà una serata difficile per la voce di Kevin: il leader della band è letteralmente afono. Basta l’attacco di “Gorgon” per rendercene conto e così il cantante si scusa con i presenti prima di annunciare il secondo brano in scaletta. La serata è decisamente condizionata, ma il pubblico non si perde d’animo e incita gli Angel Witch godendosi la prestazione strumentale che i quattro ci offrono, sicuramente di alto profilo. Se la voce è mancante, la chitarra non sbaglia un colpo: ormai Kevin muove le dita sulla sei corde per suonare il proprio repertorio come se dovesse semplicemente versarsi una birra.
La maggior parte dei pezzi è presa, come prevedibile, dal fantastico disco omonimo: le varie “Gorgon”, “Confused”, “Atlantis”, “Sorceress”, “White Witch”, “Angel Of Death”, “Baphomet” si susseguono quasi senza sosta. Le ultime tre in particolare vedono migliorare leggermente la voce di Heybourne, probabilmente perché nel frattempo le corde vocali si sono un poco scaldate. Oltre ai pezzi più noti, fanno capolino nel mezzo anche “Dead Sea Scrolls” e “Guillotine”, dall’ultimo album “As Above, So Below” del 2012. Bisogna ammettere che entrambi fanno la loro figura tra i classici della band. Spazio anche per “The Night Is Calling” e “Into The Dark”, che risalgono all’epoca d’oro degli Angel Witch (ascoltabili sulla compilation “Sinister Hystory” del ’99), sebbene il secondo sia stato riproposto anche su “As Above, So Below”.
In chiusura ecco il momento dell’immancabile inno “Angel Witch”, dove tutti cantano dall’inizio alla fine.
Serata difficile da giudicare per gli Angel Witch, ma prova di carattere e sacrificio che non ha spento la partecipazione del folto pubblico accorso. Speriamo che gli inglesi tornino presto dalle nostre parti, stavolta in piena forma. (Valerio Caprioli)

Live report a cura di Valerio Caprioli e Gianluca “Avalon” Moraschi.
Ringraziamo Fabio “Perf” per la foto degli Angel Witch.

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