05/03/2018 : Korpiklaani + Arkona + Heidevolk (Milano)

Pubblicato il 12/03/2018 da in Live report | 0 commenti


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05/03/2018 : Korpiklaani + Arkona + Heidevolk (Magazzini Generali, Milano)

Giornata insolita quella di lunedì scorso a Milano: ho visto un concerto heavy metal iniziare subito dopo l’ora del the, fin qui nulla di strano: sono anni che diciamo che i concerti dovrebbero iniziare presto per non andare a lavorare l’indomani come zombie, ho visto parcheggi vuoti proprio di fronte ai Magazzini Generali (e questo sì che suona strano per Milano), ho visto una coda bloccata in biglietteria mentre dall’interno del locale rimbombavano come tuoni le note della prima band.

Heidevolk

Arrivata con qualche minuto di ritardo mi faccio strada tra teste roteanti e corna al cielo per guadagnare il pit; sul palco ci sono gli Heidevolk, gruppo dei Paesi Bassi, noto per le canzoni ispirate alla natura e alla mitologia germanica. L’atmosfera è incandescente, il locale è pienissimo, del resto quando il metal chiama i suoi cavalieri rispondono da ogni angolo dell’Impero…
Le voci di Lars Vogel e Mark Splintervuyscht riecheggiano potenti nel locale, Joost Den Vellenknotscher alla batteria fa il resto picchiando duro sulla gran cassa, le chitarre e il basso sono corposi come nella migliore tradizione del genere; tra una canzone e l’altra interludi che evocano i tempi della caccia alle streghe, degli elfi e degli gnomi delle foreste. C’è chi chiede ai fans se amano la birra e chi, come Sebas Bloeddorst, lancia lattine tra il pubblico: inutile dire che l’esibizione si chiude in un tripudio.

Arkona

Dopo gli Heidevolk è la volta degli Arkona, band proveniente dalla scena underground russa; salgono sul palco coperti di stracci, come viandanti in fuga dalla peste; un cappuccio e i capelli lunghissimi coprono il volto della cantante, Masha “Scream” Arhipova; l’inizio dello show è una dichiarazione di intenti: il primo pezzo è suonato con un tamburo ricoperto dal teschio di un bue e presto fanno capolino strumenti non convenzionali, flauti e cornamusa, suonati e mescolati abilmente da Vladimir Volk con i riff taglienti della chitarra di Sergej Lazar e i ritmi esplosivi di Ruslan Knjaz, al basso, e di Andrey Ischenko, alla batteria.
Peccato per qualche piccola sbavatura nell’acustica del locale – non perfetta durante la loro esibizione – e per le luci molto basse, forse per rendere volutamente la scena ancora più tetra.

Korpiklaani

Il tempo di cambiare strumenti e arriva il momento degli headliner, i finlandesi Korpiklaani. Il telo di sfondo riproduce una foresta scandinava, al centro del palco una batteria avvolta da corna di alce; pochi minuti e il “Clan della foresta” fa il suo ingresso a passi di humppa, la tipica danza finlandese; il cantante Jonna Jarvela e Juho Kauppinen alla fisarmonica sono i veri mattatori della serata, muovendosi in lungo e largo; la chitarra ritmica di Kalle Savijarvi è corposa quanto basta e il violino di Tuomas Rounakari (per l’occasione vestito di un bianco abbagliante in stile country-folk) fa quasi la parte della chitarra solista. Jarkko Aaltonen al basso non passa inosservato per la sua stazza, la folta barba e la lunga gonna nera che indossa, alla batteria Matti Johansson, bravissimo nell’assolo finale.
I ritmi sono velocissimi, il pubblico è in delirio, si intonano tutti i ritornelli delle canzoni, le teste roteano, le corna sono ben rivolte al cielo, c’è chi si lancia nel pit e viene rovinosamente respinto dalla sicurezza, chi poga nelle prime fila. Che sia questa la nuova frontiera del metal? A giudicare da quanto ci siamo divertiti ai Magazzini Generali direi proprio di sì.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Stefania D’Egidio.

Heidevolk:

Arkona:

Korpiklaani:

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